Salutiamo con soddisfazione l’elezione di Zohran Mamdani a sindaco di New York City, un fatto politico di grande rilievo che apre una fase nuova per la sinistra negli Stati Uniti e non solo. Militante dei Democratic Socialists of America (DSA) e figlio di migranti, Mamdani porta alla guida della metropoli statunitense una prospettiva socialista, fondata su giustizia sociale, uguaglianza e partecipazione democratica.
La sua campagna, costruita insieme a movimenti popolari e organizzazioni di base, ha puntato su temi concreti: diritto alla casa, trasporti pubblici gratuiti, tutela del lavoro e tassazione dei grandi patrimoni. Mamdani ha anche difeso con coerenza le comunità migranti, denunciando gli abusi dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’agenzia federale accusata di violazioni dei diritti umani per le sue pratiche di detenzione e deportazione. Ha sostenuto una New York città-santuario, dove nessuno debba vivere nel terrore di essere perseguitato per il proprio status legale.
Sul piano internazionale, Mamdani ha espresso con fermezza la sua solidarietà al popolo palestinese, chiedendo che i crimini perpetrati dal regime sionista siano sottoposti alla giustizia internazionale. Ha attaccato risolutamente la politica di Benjamin Netanyahu come espressione di un sistema che perpetua l’oppressione e la negazione dei diritti fondamentali. In questo senso, la sua posizione rappresenta un richiamo coerente a un socialismo che unisce la lotta per la giustizia sociale a quella per la liberazione dei popoli.
Non a caso, Donald Trump lo ha più volte aggredito verbalmente, in pieno stile fascista, definendolo “un comunista pericoloso” e “una minaccia alla sicurezza nazionale” e tentando di delegittimarlo con il linguaggio della paura e del sospetto. Questi attacchi rivelano l’angoscia con cui l’establishment statunitense si confronta con l’idea che un socialista coerente possa guidare la città simbolo del Paese.
A nulla è servita la santa alleanza del notabilato del vecchio Partito democratico e del trumpismo a sostegno di Andrew Cuomo, il rappresentate delle élites che ha conteso a Mamdani la vittoria prima alle primarie democratiche e poi nelle urne: la classe lavoratrice, il movimento sindacale, i settori più sofferenti di una società in crisi hanno scelto il cambiamento.
Per la sinistra occidentale, la vittoria di Mamdani è un segnale incoraggiante: dimostra che negli Stati Uniti è possibile rompere un regime bipartitico tradizionale ormai sempre più instabile e costruire un progetto socialista radicato nelle lotte quotidiane.
Al compagno Zohran Mamdani, ai Democratic Socialists of America e a tutte e tutti i militanti che hanno reso possibile questa vittoria, esprimiamo le nostre più sincere congratulazioni!










