La manovalanza della NATO

di Francesco Delledonne

La morte di Pino Rauti, esponente di primo piano di Ordine Nuovo e del Movimento Sociale Italiano e poi – dopo Fiuggi – di altri gruppi dell’estrema destra, implicato nello stragismo e nei piani eversivi anticomunisti nell’ambito della strategia della tensione, avvenuta il 2 novembre, è stata accolta in modo vergognoso dalla stampa e dal mondo politico.
Può essere però l’occasione per riaprire il dibattito e la ricerca su quegli anni e su quelle stragi; discussione che nessuno, dal centrodestra al centrosinistra,  vuole affrontare.
Pubblichiamo questo articolo come stimolo per approfondire una ricerca e un’analisi sempre più necessarie.

I suoi legami documentati, anzi rivendicati, con gli esecutori materiali delle stragi, i suoi legami risalenti agli inizi degli anni sessanta con i servizi segreti italiani e occidentali, la sua definizione della democrazia come di una “infezione dello spirito”, tutto questo viene presentato come una serie di elementi quali tanti altri, pittoreschi quasi, nella sua biografia.

Esponenti del centrodestra lo hanno ricordato così: un “testimone degli ideali della Nazione” (Fini); “Con la sua morte, tutti noi ci rimettiamo qualcosa, anzitutto in cultura” (Storace); “lascia a tutti e, soprattutto ai più giovani, un insegnamento: quello del necessario legame tra politica e cultura” (Alfano); “ha sempre difeso con grande tenacia le sue idee” (Berlusconi); un “intellettuale di grande spessore, uomo tanto coraggioso quanto controverso e discusso” (Casini); “un uomo onesto e austero” (Gasparri).
Silenzio assoluto da parte del PD. [1]

Nulla si dice sulla sua partecipazione, insieme – fra gli altri – a Stefano delle Chiaie, alla costituzione, nel giugno del 1965 a Roma, del “Comitato Italiano per l’Occidente”, nato con l’obiettivo dichiarato di “approntare elenchi di combattenti e giovani pronti a fornire un italiano anti-comunista per ogni comunista italiano che vada a rafforzare i rossi da qualsiasi parte del mondo”. [2]
Nulla sul suo viaggio, nel 1968, nella Grecia dei Colonnelli, insieme – fra gli altri – all’agente del SID Stefano Serpieri, a prendere lezioni sulle tecniche di infiltrazione nei movimenti di estrema sinistra. [3]
Nulla sul fatto che autorevoli esponenti di Ordine Nuovo, fra cui Carlo Maria Maggi, hanno sostenuto che le stragi sono “uno strumento di lotta politica”.
Nulla sul fatto che l’ex estremista di destra Maurizio Tramonte, in una velina inviata ai servizi segreti militari l’8 luglio 1974 cita Rauti come “comandante”.
Nulla sui suoi rapporti con l’ “Aginter Press”, un’agenzia di stampa portoghese che operava come centro di reclutamento di esaltati di estrema destra nell’ambito della rete anticomunista NATO Stay Behind.
Nulla sul fatto che, nei primi anni anni 2000, nella Commissione parlamentare Stragi si parlò anche dei riscontri di finanziamenti sistematici da parte dell’Ambasciata degli USA di Roma a Pino Rauti nei primissimi anni ‘70. [4]
E si potrebbe continuare per molte pagine.

Questo silenzio rientra nel tentativo di far dimenticare, in particolare alle nuove generazioni, la stagione delle stragi, di addormentare la memoria fra discorsi istituzionali ogni anno sempre più stanchi e vuoti, di non portare avanti la ricerca dei mandanti, anzi di sabotarla e depistarla, insomma di sottacere il ruolo dello Stato, dei servizi segreti nazionali e internazionali nelle stragi che, dall’attentato di Trento nel 1967  alla bomba di Bologna nel 1980, hanno provocato la morte di 133 persone.

Si vuole, prima di tutto, far dimenticare i motivi politici che hanno portato alla strategia della tensione.
La verità che si vuole oscurare è che l’Italia degli anni ’60 e ’70 era caratterizzata da movimenti di lotta, sindacali e politici, sempre più di massa e radicalizzati, e dall’ascesa, che appariva inevitabile, del Partito Comunista Italiano. E che questo, in periodo di Guerra Fredda e di competizione fra il blocco imperialista e il blocco socialista, non poteva venire accettato per nessun motivo e gli Stati Uniti erano pronti a tutto per impedirlo e invertire il processo.
Uno spostamento “a sinistra” dell’Italia, con una politica estera conseguentemente più indipendente, avrebbe potenzialmente scatenato un effetto domino che avrebbe messo in crisi l’intero sistema politico dell’Europa occidentale.
Non si può negare che la strategia della tensione ha avuto un ruolo decisivo nello stesso dibattito interno del PCI, se è vero che ciò che si disse spinse Berlinguer a dire di voler rimanere sotto “l’ombrello della NATO” era la paura di un colpo di mano autoritario, di un “nuovo Cile”.

È persino Francesco Cossiga ad affermarlo in un libro pubblicato poco prima di morire, nel 2010: “La bomba di piazza Fontana fu opera degli americani.” Perché? Dice sempre Cossiga: “[Per] Seminare terrore [e] per, eventualmente, favorire un’operazione politica tesa a scongiurare una volta per tutte la prospettiva di un comune sentire tra la Dc e il Pci. O più semplicemente la conseguente repressione”. [5]
Il fatto che un’affermazione del genere, fatta da uno dei politici più influenti del dopoguerra, ex presidente del Consiglio e della Repubblica, sia passata totalmente sotto silenzio da parte dei mezzi di comunicazione, la dice lunga sulla “libertà di stampa” e sul modo in cui viene affrontata la questione delle stragi.

L’obiettivo delle stragi era, secondo le parole dell’ex terrorista di Ordine Nuovo Vincenzo Vinciguerra, autore dell’attentato di Peteano, “destabilizzare l’ordine pubblico per stabilizzare l’ordine politico”.
“Bisognava obbligare  l’opinione pubblica italiana a rivolgersi allo Stato, […] per chiedere maggiore sicurezza.” [6]
Dice Vinciguerra, la cui attendibilità è per altro confermata dal fatto che non è pentito e non ha mai chiesto riduzioni della pena per le affermazioni fatte e che, secondo il Generale Gerardo Serravalle, “[ha descritto] la struttura Gladio in termini assolutamente precisi, puntuali, dettagliati”: [6]
« La linea terroristica veniva eseguita da infiltrati, da persone all’interno degli apparati di sicurezza dello Stato, o collegate agli apparati di Stato attraverso rapporti o collaborazioni. Dico che ogni singolo scandalo a partire dal 1969 ben si adattava in una matrice organizzata… Avanguardia Nazionale, come Ordine Nuovo (il più importante gruppo estremistico di estrema destra attivo negli anni settanta), erano pronti ad essere mobilitati in una battaglia come parte di una strategia anticomunista originata non con organizzazioni deviate dalle istituzioni di potere, ma dall’interno dello Stato stesso, e specificatamente dall’interno dell’ambito delle relazioni di Stato con l’Alleanza Atlantica. » [7]

Va per altro rigettata la strumentale equazione che viene imposta fra verità storica e verità giudiziaria; non solo perché la magistrature, salvo encomiabili eccezioni facilmente neutralizzabili, si è sempre fermata agli esecutori materiali senza ricercare i veri mandanti, ma anche per la quantità enorme di depistaggi, inquinamenti di prove, intimidazioni, interferenze e pressioni, assassinii e morti sospette di testimoni e indagati scomodi, attuati da parte dello stesso Stato che dovrebbe cercare la verità ma che si trova impossibilitato a farlo dal non poter condannare se stesso.

Basti pensare all’assassinio dell’anarchico Pinelli, il 16 dicembre 1969, o a quello del mafioso Gaspare Pisciotta, il 9 febbraio 1954.
Dice ad esempio Libero Gualtieri, senatore repubblicano e presidente della Commissione Stragi: “I magistrati avevano notato in tutte [le inchieste] una interferenza, più o meno pesante, molto spesso pesantissima, di servizi, di uffici riservati della polizia, insomma di organi dello Stato, che invece di aiutare il magistrato a trovare la verità, imbrogliavano le carte perché la verità non venisse trovata.” [6]

Fra le “encomiabili eccezioni”, si può inserire ad esempio il giudice istruttore di Milano Guido Salvini, che negli anni novanta in una ordinanza istruttoria nell’ambito del processo per Piazza Fontana, “ha dimostrato come l’eccidio del 12 dicembre 1969 ha coinvolto nella sua organizzazione e nella sua esecuzione personaggi che, sotto la copertura dell’appartenenza a gruppi politici di opposizione (Ordine nuovo, Movimento sociale italiano, Avanguardia nazionale), erano legati ai servizi segreti italiani, militari e civili, e a quelli americani ed israeliani.” Salvini venne fatto oggetto, per le indagini svolte, di varie pressioni, calunnie e provvedimenti disciplinari che impedirono che l’istruttoria giungesse a conclusione. [8]

Va quindi respinta la versione ufficiale, che parla di “stragi fasciste”. I gruppi terroristici neo-fascisti e di estrema destra appaiono, secondo ogni evidenza, non come i mandanti ma come gli esecutori materiali, vera e propria manovalanza per conto della NATO e dei grandi monopoli finanziari e industriali italiani, interessati in un primo tempo alla stabilizzazione del sistema politico italiano all’interno dell’Alleanza Atlantica e nel tenere pronto ogni mezzo per impedire l’ascesa al potere del PCI e in un secondo tempo allo stravolgimento della Costituzione repubblicana in senso presidenzialista e liberista (pensiamo solo al Piano di Rinascita Democratica della P2 di Gelli).

I legami dello stesso Movimento Sociale Italiano (MSI), di cui Rauti fu vicesegretario e poi per breve periodo segretario, con i servizi segreti e i vertici dell’Esercito sono del resto ben noti. Basti considerare che fra i parlamentari del MSI ci furono ben tre direttori dei servizi segreti militari: Giovanni De Lorenzo (implicato nel “Piano Solo”), Vito Miceli (arrestato nel 1974 nell’inchiesta sulla “Rosa dei Venti”) e Luigi Ramponi (membro della Commissione Trilaterale). [9]

L’estrema destra non portava avanti una “lotta armata” contro lo Stato, ma operava come vivaio di esaltati anticomunisti, da cui i servizi hanno attinto centinaia di informatori, infiltrati, terroristi, tutti impegnati nella crociata per la difesa del “mondo libero” dalla minaccia comunista. E, del resto, con che rapporti erano, e sono, con la NATO, gli ambienti di estrema destra lo ha dimostrato lo stesso Rauti, quando nel 1991 si è detto favorevole all’embargo e alla guerra statunitense contro l’Iraq. [10]
La funzione infatti era un’altra, come eloquentemente si afferma in un volantino di Ordine Nuovo del 1968: “Uno stato forte contro la sovversione rossa”. [11]

Ecco quanto afferma l’ex ordinovista Vinciguerra: “Ordine Nuovo, che altro non è che un’organizzazione legata, dipendente dai servizi di sicurezza italiani. […] Il suo capo, Pino Rauti, ha lavorato per le forze maggiore delle forze armate […], è stato un esperto del SID e ha reclutato uomini per queste strutture parallele.” [6]

Bisogna quindi rompere una volte per tutte questo vile muro di silenzio e di omertà, che si faccia una ricerca e una discussione aperta, su chi ha organizzato le stragi e chi aveva interesse a che avvenissero, che si discuta sulla strage di Bologna come insabbiamento del ruolo NATO nella tragedia di Ustica, sulle altre stragi dimenticate (Gioia Tauro ’70, Milano ’73, il treno Italicus, ecc.), sul ruolo della massoneria e della P2, sull’assassinio di Aldo Moro, sulle infiltrazioni nelle Brigate Rosse e negli altri gruppi armati, ecc. ecc..
Una discussione insomma che non può che riguardare chi comanda, a livello internazionale e nazionale, economico, politico e militare, nel nostro Paese.

Il fatto è che tutte le forze politiche parlamentari concordano ormai amorevolmente sugli obiettivi politici che si prefiggevano i poteri che hanno organizzato la strategia della tensione, e di fatto appoggiano un governo espressione diretta proprio della NATO e dei grandi monopoli finanziari e industriali: la stabilizzazione dell’Italia all’interno del campo capitalistico e atlantico, la riduzione all’ordine del movimento operaio e la sconfitta del Partito comunista, i cui eredi rimasti comunisti sono stati ridotti con successo, per ora, alla irrilevanza.

Sappiamo che l’imperialismo, perché nient’altro che di questo in fin dei conti si tratta, ha vinto solo alcune (seppur importanti) battaglie. Non certo la guerra. Come ha scritto prima di morire il dirigente comunista tedesco Erich Honecker, “o l’umanità sarà trascinata nel baratro dal capitalismo, o lo sconfiggerà. È la seconda ipotesi la più verosimile, la più concreta, perché i popoli vogliono vivere”. [12]
E si può vedere la verità di queste parole nelle lotte che si stanno sviluppando in Europa, nella resistenza dei Paesi socialisti, nello sviluppo di processi antimperialisti e socialisti in America Latina.

Ma il dato di fatto è che, per ora, per stabilizzare l’Italia nella NATO e nel capitalismo europeo, per far accettare le misure di austerità e di macelleria sociale ai lavoratori e al popolo italiano, non hanno bisogno delle bombe.
Si preferiscono mezzi più semplici, puliti. Tecnici.

*
[1] la Repubblica, 2 novembre 2012. http://www.repubblica.it/politica/2012/11/02/news/morto_pino_rauti-45772886/

[2] Fondazione Cipriani, Cronologia della Storia d’Italia dal 25 luglio 1943 ad oggi. http://www.fondazionecipriani.it/Kronologia/Krono.htm

[3] “I porti delle Nebbie”, 15 maggio 2012. http://www.archivioguerrapolitica.org/?p=883

[4] “Processo per la strage di Piazza Fontana”, Saverio Ferrari, 18/05/2001. http://www.osservatoriodemocratico.org/page.asp?ID=2238&Class_ID=1001

[5] Francesco Cossiga con Andrea Cagnini, Fotti il Potere, Aliberti Editore, 2010.

[6] BBC, giugno 1992, Operazione Gladio. http://www.youtube.com/watch?v=RjIQfBwrIxw

[7] Intervista al The Guardian, 1990. http://www.cambridgeclarion.org/press_cuttings/vinciguerra.p2.etc_graun_5dec1990.html

[8] “Il pudore del silenzio”, Vincenzo Vinciguerra. http://www.archivioguerrapolitica.org/?p=2613

[9] “The Trilateral Commission”. http://www.trilateral.org/download/file/TC_%20list_%206-11_%20rev_%20(2).pdf

[10] Corradino Mineo intervista Pino Rauti –  “Specialmente sul Tre”, 1991 http://www.youtube.com/watch?v=Lt4N7hKu0ew

[11] “La guerra politica”, 2 agosto 2011. http://www.archivioguerrapolitica.org/?p=2555

[12] Honecker, Appunti dal Carcere, Edizioni Nemesis, 2010.

Annunci

Un pensiero su “La manovalanza della NATO

  1. Pingback: La manovalanza della NATO | Informare per Resistere

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...