Censura in Svizzera: il coordinatore della Gioventù Comunista rischia il carcere a pochi giorni dalle elezioni.

Comunicato del Partito Comunista della Svizzera Italiana

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Venerdì 10 aprile 2015 il compagno Samuel Iembo, coordinatore della Gioventù Comunista della Svizzera Italiana, è stato trattenuto in Polizia per aver presentato a scuola una pellicola horror nel corso di un cine-forum in cui ha analizzato e contestualizzato l’opera.

Il compagno Iembo è stato denunciato secondo gli articoli 135 e 197 del Codice penale e ora rischia addirittura una pena detentiva. L’art. 135 punisce con una pena pecuniaria o la detenzione fino a tre anni chiunque mostri immagini di cruda violenza. L’art. 197 punisce allo stesso modo chi mostra invece delle immagini “pornografiche”.

Il film – liberamente accessibile su internet e presentato a vari festival cinematografici – non ha un distributore ufficiale in Svizzera e nessuna delle commissioni federali e cantonali che devono stabilire un’età legale di visione si era prima di oggi espressa al riguardo. Le pellicola non risulta inoltre vietata. Tutti i critici cinematografici lo classificano come film horror o thriller e non come pornografia, ma per la Procura ticinese invece bisogna perseguire lo studente che – seguendo le regolari procedure previste dalla Direzione dell’Istituto – lo ha proiettato a scuola.

Questo non è un attacco repressivo solo contro un compagno con responsabilità politiche nella Gioventù Comunista, ma è un gravissimo attacco alla scuola: la libertà didattica è stata infatti violata in modo pericoloso! Se oggi si può aprire un’inchiesta penale contro un ragazzo che presenta a scuola un film presente sul mercato, domani metteranno sotto tutela gli insegnanti!

Naturalmente si può discutere sul contenuto del film in questione e se esso sia o meno adatto dal lato educativo. Tuttavia questa deve essere una decisione da prendere all’interno della scuola in piena indipendenza e con l’ausilio di critici cinematografici, psicologi e pedagogisti; certamente non dalla Polizia! È quindi evidente che si tratti di una scelta politica e un accanimento contro un giovane dirigente di un partito di opposizione svizzero e – a una settimana delle elezioni politiche del 19 aprile – ciò assume una una chiara valenza intimidatoria nei confronti del Partito Comunista, della sua sezione giovanile e del movimento studentesco.

Il Partito e la Gioventù Comunista, in questo momento di difficoltà, chiama quindi alla solidarietà:

1) potete rivolgere i vostri messaggi a info@partitocomunista.ch

2) abbiamo aperto il conto corrente di solidarietà IBAN CH95 0900 0000 6915 6711 4 presso PostFinance intestato al Partito Comunista per raccogliere fondi per finanziare le spese legali del nostro compagno.

Grazie per il vostro sostegno!

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