Tri dì de Martesana: socialità, lotta, riappropriazione

del Collettivo Martesana Libera” (Nord-Est Milano)

11173563_10152967872194332_2051940387_nVocazione agricola, manifatturiera e industriale, la Martesana per secoli è stata zona capace di generare lavoro, produttività, ma anche socialità, conflitto e Resistenza con le sue Case del Popolo, i suoi circoli e i Dopolavoro o con presidi di lotta operaia come alla Jabil e alla Dielle. Ad osservarla ora sembra impossibile che tanta vitalità abbia animato un territorio che oggi agonizza, predato dagli speculatori che col cemento e le grandi opere si stanno arricchendo alle spalle di una popolazione che pare incapace di reagire.

Vediamo sorgere attorno a noi inutili lingue di asfalto, come le Bre.Be.Mi. e la TEM, che porteranno nuovo traffico, nuovo inquinamento e nuovi capannoni destinati a rimanere vuoti o a generare sfruttamento tramite l’uso indiscriminato delle cooperative.

Osserviamo le prospettive lavorative dei giovani e non solo ridotte alla frustrante speranza di ottenere un lavoro determinato, precario e sottopagato in uno dei tanti mostri commerciali che si stanno dando battaglia a suon di ampliamenti e nuove aperture. Sempre più mastodontici e sfacciati, i Carosello, Auchan, Acquario, Ikea, Corti Lombarde, Galeries Lafayette, ecc. utilizzano il nostro territorio alla stregua di un campo di battaglia per fronteggiarsi in una guerra milionaria di cui, a noi popolo, non rimangono che le briciole, mentre al commercio al dettaglio e alla storica socialità di paese, non resta che perire.

E poi industrie che chiudono, speculazioni edilizie che tirano su palazzi destinati a restare inabitati, mentre famiglie intere vengono sfrattate o vivono senza una casa. E ancora, collinette con sotterrati rifiuti tossici (come a Melzo) e un’aria sempre più inquinata e irrespirabile, con drammatiche ricadute dal punto di vista della salute.

Ma in un quadro dalle tinte tanto fosche c’è ancora chi non è disposto a piegare la testa e a dare per scontato che non ci siano alternative percorribili.

C’è chi critica il sistema di sviluppo che ha generato tutto questo e pretende di riprendere possesso del proprio territorio e del proprio futuro, insieme.

A tal fine abbiamo bisogno di conoscerci, confrontarci e stimolare sapere e idee. Per questo vogliamo tessere percorsi di lotta collettiva e di riappropriazione del territorio.

Per tutte queste ragioni ti invitiamo a partecipare a “Tri Di De Martesana”, la tre giorni dedicata alla difesa del nostro territorio.

Uniti possiamo fare molto.

***

Ancora una volta No TEM!

Ci siamo, manca poco all’inaugurazione della TEM, un’opera legata ad Expo che avrebbe dovuto risolvere insieme alla Bre.be.mi. il traffico di entrata ed uscita da Milano, un’opera che sarebbe dovuta essere finanziata completamente da privati, un’opera strategica nel cuore economico dell’Italia. Sarebbe dovuta essere. Avevamo ragione noi, oggi abbiamo le prove, si tratta di un’opera che ha devastato la nostra terra e la nostra salute, portato via il lavoro a centinaia di agricoltori, espropriato case di famiglie costrette a lasciare il luogo dove sono vissute vedendo crescere i propri figli e nipoti, un’opera pagata da tutti noi centinaia di milioni di euro grazie al finanziamento a fondo perduto dei vari governi che si sono susseguiti.
Una strada che è costata la vita a un ragazzo di 21 anni, Klodian Elezi, operaio caduto da una impalcatura di 10 metri nei cantieri a Pessano con Bornago, una vita che non vale nulla, dimenticata da tutti, un fatto che può succedere quando il tempo stringe e non importa la qualità del lavoro, la sicurezza e il benessere di chi lavora, l’importante è fare presto.
Chiaro e tangibile è il fallimento della cugina Bre.be.mi.: niente traffico, assenza di servizi e costi troppo elevati, le stesse cose previste per la TEM. Spesso ci si dimentica che queste sono le strade del profitto, inutili per chi guida ma ottime per mafia e speculazione, non per caso sotto il cemento sono stati trovati rifiuti tossici, scoperti appalti truccati, cantieri non in regola ma i lavori sono sempre proseguiti.
Il 16 maggio verrà tagliato il nastro di questa grande opera, e tutto questo non importerà più perché ormai la strada è fatta e le pance sono piene, non le nostre. Per questo chiamiamo a raccolta tutti per una grande mobilitazione perché la TEM non deve essere inaugurata, ma smantellata.
Per Klodian, per gli agricoltori, per i contadini, per la vita di tutti noi.

Sabato 16 maggio:

ore 10:30 – volantinaggio al mercato di Gessate e controinformazione in un comune soffocato dalle esalazioni tossiche provenienti dal cantiere della TEM.

ore 14.30 – appuntamento alla metropolitana di Gorgonzola per una grande marcia popolare contro la TEM

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