Voith Hydro a Cinisello Balsamo (MI): a rischio ventisei posti di lavoro

di Davide Boffi

12187736_178056169202969_6955732281202981995_nCinisello Balsamo, ieri fiero centro industriale del Nord Milano è diventata negli anni ’90 e ’00 sempre più terra di licenziamenti e di soprusi padronali. I capannoni della Voith Hydro di via Paisiello 104, vuoti, abbandonati, in attesa di essere venduti o affittati testimoniano questo e non solo. Dal 16 settembre, infatti, 26 lavoratori su 57 sono in mobilità. Si tratta di tecnici, ingegneri che lavoravano per la multinazionale tedesca dei settori dell’energia, della carta e dei trasporti.

La motivazione addotta dal padrone? Ridurre i costi. Il 22 ottobre, per tutta risposta, i lavoratori si erano riuniti in presidio presso la sede dell’Assolombarda, in via Pantano a Milano, per far pressione sulle trattative con la proprietà.

La Voith nasce nel 1867 in Germania, ad oggi conta circa 40.000 dipendenti sparsi per 50 nazioni. Il colosso tedesco ha registrato 5,3 miliardi di euro di vendite. Le sue sedi sono ovunque: solo in Europa spaziano da Coimbra (Portogallo) a Kazan (Russia). In Italia si divide in 6 siti tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Friuli.

La sua attività si ramifica in quattro settori differenti: energia, olio e gas, carta ed infine trasporti. Voith Hydro, società del campo dell’energia, si occupa di ricerca, progettazione, vendita e manutenzione di turbine per impianti idroelettrici. Nel 2014 solo questa divisione ha avuto 1.313 milioni di euro di vendite e ordini per 1.471 milioni di euro e conta circa 5200 dipendenti. Come può un gigante del genere sostenere che 26 persone comportano un costo insostenibile?

La società, con sede ad Heidenheim ha chiuso il sito cinisellese, mettendo a repentaglio il futuro di 26 persone . Queste scene iniziano ad essere normale routine in un territorio post industriale come quello del Nord Milano che manca di una politica industriale degna di questo nome. Capannoni dove prima si produceva oggi diventano nuove case, nuovi grattacieli e spesso rimangono vuoti.

Un territorio preda della speculazione edilizia, dell’ingordigia del padronato che preferisce vendere le fabbriche o gli uffici piuttosto che produrre. Una zona vittima della presunzione dei capitalisti di poter disporre delle vite dei lavoratori come e quando vogliono. Un modo d’essere che però viene incrinato dalle lotte. Battaglie che i sindacati e Fronte Popolare combattono uniti con la classe operaia e con il proletariato.

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