Adesione alla mobilitazione nazionale NO TAV dell’8 dicembre

fp-no-tav-11Dieci anni fa, nella giornata dell’8 dicembre 2005, dopo già oltre dieci anni di mobilitazioni e di lotta, più di trentamila persone manifestarono da Susa a Venaus contro lo sgombero, avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 dello stesso mese, del presidio permanente di Venaus da parte delle forze dell’ordine. Giunti a Venaus, liberarono l’area e bloccarono così l’avvio del cantiere, lanciando un chiaro messaggio di ferma volontà di resistenza del popolo della Valle di Susa. Il progetto del tracciato della linea Torino-Lione poi cambiò ma la lotta dei valsusini e dei no TAV tutti ha continuato a rafforzarsi e si è innalzata a modello per le tante altre lotte contro opere inutili e dannose su tutto il resto del suolo sotto la giurisdizione della Repubblica italiana e, anche, nel resto dell’Europa: tra i tanti esempi possibili portiamo quelli del terzo valico, per il primo caso, e della lgv in Linguadoca, per il secondo. Nonostante la resistenza e la grande capacità di mobilitazione del movimento no TAV, assistiamo oggi alla devastazione totale e alla conseguente condanna a morte di Chiomonte, il comune sul cui territorio sorge il cantiere. Assistiamo da oltre quattro anni all’occupazione militare di una vasta area del suo territorio, resa inaccessibile se per una sua parte a patto di essere in possesso di uno specifico permesso. A ciò si è accompagnata la distruzione del sito archeologico neolitico della Maddalena, la chiusura dell’attiguo museo e l’impossibilità di usufruire delle rocce della Maddalena per praticare l’arrampicata. Proprio in questi le Ramats, frazione di Chiomonte, si vede costretta alla chiusura delle proprie fontane per mancanza di acqua e di dover ricorrere ad autobotti per l’approvigionamento idrico, nefasto preannuncio dell’avverarsi del taglio delle sorgenti. Tutto ciò avviene anche a causa delle amministrazioni comunali chiomontine di ieri e di oggi che non hanno fatto altro che svendere vergognosamente il proprio territorio. Preceduta da una settimana di intense iniziative che avranno luogo in tutta la valle, per la giornata di martedì 8 dicembre, a dieci anni dalla liberazione di Venaus, è stata indetta la manifestazione nazionale no TAV che partirà da Susa per giungere a Venaus. Il movimento no TAV è stato, è tuttora e siamo convinti che continuerà ad essere per tutti noi un modello di capacità di mobilitazione e di resistenza alla logica del profitto, ai suoi sgherri che siedono nelle istituzioni e alla mafia che stuprano il territorio al di fuori di qualsiasi legalità e che, oltre alla più vergognosa macchina del fango massmediatica, utilizzano contro il movimento no TAV qualsiasi mezzo di repressione anche se illecito, un modello di democrazia diretta come ha dimostrato con l’esperienza della Libera Repubblica della Maddalena e come dimostra continuamente nella prassi quotidiana, un modello di slancio per un mondo migliore fondato su logiche diverse a quelle del crudo profitto. Noi, organizzazioni sottoscrittrici del presente comunicato, aderiamo con convinzione alla mobilitazione nazionale indetta dal movimento no TAV per la giornata dell’8 dicembre, per ribadire la nostra totale contrarietà alla realizzazione della linea Torino-Lione, per condannare la militarizzazione dell’area del cantiere di Chiomonte perpetrata dalle truppe d’occupazione e la distruzione del sito archeologico neolitico della Maddalena e per rilanciare la resistenza che portò alla liberazione di Venaus di dieci anni fa. Aderiamo alla manifestazione anche nella consapevolezza che solo unendo tutte le lotte e dotandole di una direzione unitaria che poggi su una unità dei principi e della strategia si riuscirà ad innalzare il malessere sociale a coscienza di classe ed a consapevolezza rivoluzionaria e le tante lotte ed istanze, troppo spesso slegate le une dalle altre, ad un movimento unitario e vincente contro lo stato di cose presenti. No alla linea TAV Torino-Lione e a tutte le grandi opere inutili. No alla militarizzazione, no alle truppe d’occupazione, no allo stupro del territorio. Per il dirottamento immediato del denaro pubblico indirizzato al TAV su sanità, scuola e ricerca. No al capitalismo, incompatibile con lo sviluppo armonico di ogni territorio.

Organizzazioni firmatarie:

Fronte Popolare

Démos Studenti Comunisti – Torino

Collettivo Spartaco – Novara

Collettivo Chiomonte Comunità Futura

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