5 Marzo 2013 – 2016: ora e per sempre figli di Chávez

IMG-20160304-WA0098Nella mattinata di oggi, 4 marzo 2016, una delegazione di FP si è unita, su invito del Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Milano Gian Carlo Di Martino, alla commemorazione ufficiale del Comandante Chávez nel terzo anniversario della sua scomparsa (5 marzo 2013). La cerimonia ha avuto luogo a partire dalle ore 11 a Milano, davanti al monumento dedicato al Libertador Simón Bolívar, nella piazza a questi dedicata.

Ricordare Chávez è per noi il contrario di una formalità. È il far rivivere nel nostro pensiero e nelle nostre lotte il più grande rivoluzionario di questo inizio di secolo.

Un rivoluzionario che ci ha insegnato la necessità di riscoprire in profondità la nostra Storia e farla rivivere nel presente; un rivoluzionario che ci ha insegnato – e che ha imparato sul campo – che l’unico modo per conquistare una Patria libera e indipendente è quello di rompere con il capitalismo e iniziare la costruzione – difficile, ma entusiasmante – di una nuova società, socialista.

Incarcerato a Yare dopo la fallita insurrezione militare del 1992, alle figlie che gli chiedevano perché si trovava in prigione. Hugo Chávez rispose che “preferiva morire in carcere piuttosto che vederle crescere in un Paese di schiavi”.

Questa è la consegna morale e rivoluzionaria che ci lascia Chávez, quella di portare avanti la lotta anche nelle più dure condizioni, e nel nostro caso di seminare il terreno perché nuove generazioni di italiani possano trionfare dove quelle precedenti non sono riuscite.

A tre anni dalla scomparsa del Comandante Chávez, quindi, riconfermiamo con più forza che mai la nostra solidarietà ai rivoluzionari venezuelani con la speranza che riescano a correggere la rotta, riconquistare la fiducia del popolo e sconfiggere la controrivoluzione.

Chávez vive in ogni parte del mondo in cui si lotta per la libertà dei popoli e per la dignità umana, contro un sistema economico e sociale che sta mettendo in pericolo la nostra stessa sopravvivenza. Per questo ci sentiamo profondamente, ora e per sempre, figli di Chávez.

 

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