Primo Congresso di Fronte Popolare: il saluto di Resistenza Gallura (Sardegna)

Buongiorno compagne e compagni del Fronte Popolare, sono il compagno Alessandro Cordella, segretario dell’associazione politico culturale Resistenza Gallura e a nome di tutti i compagni e le compagne vi porgo il nostro saluto.

Abbiamo accolto con molto piacere il vostro invito alla fase congressuale che oggi affrontere. Come dettoci al telefono con la compagna Selena, in questo periodo dell’anno, per molti di noi è estremamente difficoltoso assentarsi dal lavoro. La vocazione turistica e lavorativa in questa zona è concentrata nei soli mesi estivi purtroppo. Stiamo affrontando in questi giorni, vertenze importanti per il territorio della Gallura. La vertenza del distretto sughero, 80 licenziamenti; la vertenza sanitaria in uno scontro aspro con la Regione Sardegna a guida Partito Democratico, che non solo, in un riordino sanitario previsto, ma di fatto già operativo, espone a gravissimi rischi la popolazione, ma non tiene conto della ricaduta economica che un ridimensionamento dell’ospedale Cittadino Paolo Dettori, causerebbe. Un taglio netto ai reparti e servizi che, in concreto, tra operatori sanitari e indotto, produrrà la delocalizzazione di circa 350 unità in forza all’azienda sanitaria e altrettanti in tutta quella zona grigia di appalti e sub appalti in cui molti operai sono collocati. Un disastro senza precedenti in un territorio già in fortissima asfissia economica e con poche prospettive di cambiamento. Come sanno bene i comunisti, le battaglie per noi in questo Paese non mancano mai. Per affrontarle da comunisti abbiamo dato vita il 16 dicembre 2016, a quella che noi chiamiamo La Resistenza. La scelta per molti di noi, è stata drammatica ed obbligata. La militanza proviene in massima parte da compagne e compagni, che come me, avevano aderito con grande slancio al progetto di rinascita del PCI, un progetto ambizioso e pieno di speranze, che avrebbe potuto e dovuto ricomporre quelle frammentazioni degli ultimi 20/30 anni di cui i comunisti si sono resi artefici, protagonisti e vittime. Una cosa da guinness dei primati. Il progetto di ricostruzione del PCI è miseramente naufragato di fronte alle evidenti e miserevoli intenzioni del gruppo dirigente. Un gruppo dirigente che qui tra tessere false, verbali di comodo falsificati, ect è riuscito si a consolidarsi, ma al prezzo altissimo di ridurre la forza militante, nel breve tempo di 4 mesi, da 340 iscritti a
circa 60. Il tutto è avvenuto sotto l’occhio distratto (eufemismo) degli organismi nazionali. Per quanto ci riguarda questa breve esperienza è definitivamente conclusa.

Alla luce di quanto, brevemente descritto, con l’intento di non disperdere la militanza e in attesa di tempi migliori nasce la Resistenza. Nel documento di invito da voi trasmessoci, cogliamo e ci ritroviamo pienamente nelle vostre intenzioni politiche, che ci rendono disponibili ad un confronto politico serio, leale e chissà, magari, ad una sintesi condivisa che ci spinga, unitamente ad altre realtà che operano nel Paese,
ad una vera fase costituente Comunista.

Nella prossima assemblea, porteremo all’attenzione della Resistenza, le tesi congressuali che ci avete inviato e che, ad una rapida lettura, troviamo estremamente interessanti e condivisibili.

Vi auguriamo un buon lavoro in questa importante fase.

Tempio Pausania 1 giugno2017

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