Primo Congresso di Fronte Popolare: il saluto del Polo di rinascita comunista in Francia (Video)

Cari compagni,

Prima di tutto permettetemi di ringraziarvi per il vostro invito. Di salutare e felicitare tutti coloro che hanno organizzato questo bellissimo congresso. Grazie ancora per la vostra accoglienza!

Le relazioni tra le nostre organizzazioni si sono rinforzate e siamo pronti ad approfondirle.

Permettetemi anche di portare al vostro congresso e a tutti i militanti del Fronte Popolare il saluto e gli auguri di successo dei comunisti del PRCF.

Come noi, vi trovate di fronte ad una situazione politica difficile ma piena di potenzialità.

Sin dall’impasse opportunista dell’eurocomunismo, seguito dalla sconfitta storica subita dal movimento comunista internazionale con il crollo dell’Unione Sovietica, abbiamo visto numerosi Partiti Comunisti, come quelli italiano e francese, sprofondare nell’opportunismo e vivere mutazioni che li hanno totalmente snaturati.

Nonostante ciò la lotta di classe continua. In questa lotta il capitalismo, liberato da un rapporto di forze nel quale l’URSS giocava un ruolo di cui costatiamo il peso con la sua sparizione, si è lanciato in un’offensiva mondiale contro le conquiste operaie e popolari. L’imperialismo è diventato ancora più conquistatore seminando miseria, disordini, sovversioni, idee fascistoidi, condanna delle nazioni libere, aggressioni e guerre. Oggi, una minaccia reale pesa sulla pace a livello mondiale: l’imperialismo “è la reazione su tutta la linea” diceva Lenin.

Tuttavia, per ogni azione c’è una reazione. Il movimento operaio, come numerosi popoli in lotta, resistono a questo tsunami capitalista. Ovviamente la degenerazione dei PC e del movimento sindacale che soffre della collaborazione di classe hanno reso questa resistenza meno efficiente.

In Francia, la vecchia signora del sindacalismo, la CGT, la grande centrale sindacale, ha lasciato la FSM per aderire alla CES. Se alcuni settori della CGT mantengono posizioni di classe, è incontestabile che la Confederazione abbia rotto con ciò che la rendeva più forte.

Per questi motivi, i militanti del PRCF lavorano in seno al Fronte Sindacale di Classe (FSC) in modo da poter orientare il sindacato verso una posizione di lotta, di classe e di massa, evidenziando senza sosta i legami tra le contro-riforme nazionali e i trattati europei.

Constatiamo dunque quanto manca un’organizzazione autonoma della classe operaia al cuore del PC per dare forza alla resistenza di classe. Per questa ragione, la rinascita, la ricostruzione del PC, è uno dei nostri assi strategici fondamentali. Senza auto-proclamazione, come possono farlo alcuni gruppuscoli, c’è urgenza politica e dobbiamo farci riconoscere come il PC.

Questo lavoro va compiuto con pazienza e urgenza.

Tocca a noi risolvere nel miglior modo la contraddizione, mirando chiaramente alla ricostituzione del vero partito comunista. Naturalmente senza cessare di porgere la mano ai comunisti organizzati nelle varie strutture rivali, compreso il PCF snaturato.

Fedeli alla linea del MCI dal VII Congresso dell’Internazionale Comunista, lavoriamo strategicamente e in modo complementare alla costituzione di un Fronte. Di certo le circostanze sono cambiate, gli alleati potenziali e le problematiche concrete non sono più come erano.

Comunque rimane la necessità di una politica d’alleanza senza la quale rimaniamo legati all’impotenza settaria o alla satellizzazione verso la quale ci spinge la socialdemocrazia.

Le FRAPPE” Fronte Antifascista Patriottico Popolare e Ecologico”: cosi abbiamo chiamato questo Fronte.

Antifascista perché il capitalismo in crisi impone alle masse una politica cosi aggressiva che gli spazi democratici diventano un ostacolo alla riorganizzazione di questa politica regressiva.

Dappertutto si osserva una situazione fascistoide, con sempre meno libertà democratiche. E la situazione è ancora più vera nei ex paesi socialisti oggi nel recinto dell’Unione Europea e della NATO, dove il comunismo è criminalizzato (Polonia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Ceca, Ucraina e Paesi Baltici).

Nel frattempo i nostalgici del neo-fascismo sono banalizzati, magari portati al potere con la benedizione di Bruxelles o Berlino.

Inutile aggiungere che il fascismo che ha contribuito a criminalizzare il comunismo è capace di preparare una dittatura aperta a tutti gli elementi più reazionari del grande Capitale.

Patriottico perché anche la Nazione è diventata un ostacolo alla politica imperialista.

L’Unione Europea, che è la forma centrale, l’arma istituzionalizzata dell’imperialismo in Europa, desidera la distruzione di questi poli di resistenza che rappresentano le sovranità nazionali-popolari.

Le classi dirigenti dei nostri paesi, come lo hanno già fatto nel passato, cercano protezione contro il proprio popolo nella Santa Alleanza del Grande Capitale pilotata da Berlino e controllata da Washington. La famosa “difesa europea” allineata sulla Nato può essere considerata come un perno.

Cari compagni, non lasciamo la bandiera della nazione al fascismo !

Facciamola sventolare unita alla bandiera rossa. Solo cosi l’emancipazione nazionale si metterà in sinergia con l’emancipazione sociale, il che garantirà un effetto leva per il movimento operaio.

Questo patriottismo è d’altronde tutto attraversato dall’internazionalismo.

Noialtri comunisti francesi – il cui presidente si chiama Léon Landini, eroe comunista della resistenza francese, la cui famiglia era fuggita da Mussolini – soffriamo nell’assistere alla distruzione della Grecia, della Spagna, del Portogallo, della sorella latina italiana, patria di Garibaldi e di Gramsci. Soffriamo nel vedere la nostra oligarchia distruggere la Francia, le sue conquiste sociali, laiche e democratiche. Soffriamo nel vedere sparire la nostra lingua, sempre sacrificata al tutto inglese transatlantico dal grande padronato.

Antifascista, patriottico e Popolare. Popolare dato che il nostro scopo consiste nel tentare di radunare tutti i ceti popolari intorno e sotto il comando della classe operaia. Comando che non si decreta ma si merita per via della “flessibilità tattica e la fermezza strategica” della linea del PC.

In questo stesso spirito, il PRCF, ha portato un sostegno critico ma dinamico e fraterno, alla campagna della “France Insoumise” di Mélenchon. Lo scopo non consisteva nell’unirsi a quell’organizzazione politica. L’obbiettivo principale consisteva per noi nell’invitare la classe operaia ad afferrare quest’opportunità per costruire una Francia non sottomessa all’Unione Europea del capitale.

Antifascista, patriottico, popolare e ecologico.

Un fronte ecologico perché il capitalismo distrugge : le sue contraddizioni provocano la distruzione del quadro di vita dell’umanità e a termine la sua sparizione. Più merci e più consumi comportano un peggioramento dei minerali e delle fonti energetiche, e una diminuzione della possibilità di avere acqua di buona qualità e aria respirabile in futuro.

Possiamo facilmente immaginare qualche secondo le conseguenze sterminatrici che avrebbe una guerra generale quale quella preparata dall’imperialismo che ha come obiettivi la Corea popolare, la Siria sovrana, destabilizzando l’ALBA, schiacciando il popolo palestinese, progettando di annettere l’Ucraina, quindi di creare le condizioni di una terza guerra mondiale avente come obiettivi particolarmente la Cina e la Russia.

La formula castrista “patria o muerte, socialismo o morir, vencenremos!” deve essere assunta dal movimento operaio e comunista perché solo il socialismo può fermare il processo distruttore ineluttabilmente legato al capitalismo in fase di degenerazione avanzata.

Per finire, vogliamo salutare le organizzazioni e PC che rifiutano l’opportunismo mortifero che orienta la politica del Partito della Sinistra Europea. Organizzazioni che rifiutano il settarismo dogmatico. Queste organizzazioni esistono con successi incoraggianti che non dobbiamo sottovalutare. Organizzazioni, che provano a fare vivere il leninismo della nostra epoca, organizzazioni che fanno “l’analisi concreta della situazione concreta”. Organizzazioni che hanno capito che il comunismo, come diceva Marx, “non è per noi ne uno stato che deve essere creato, né un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Le condizioni di questo movimento risultano delle premesse attualmente esistenti”.

Sì compagni, il nostro compito storico è immenso.

Lavoriamo con sempre più determinazione alla rinascita comunista e portiamo insieme quella bella parola di “Rinascita”, parola che Gramsci aveva tratto dal meglio della vostra storia nazionale.

Combattiamo insieme l’illusione dell’Europa sociale nel quadro dell’Unione Europea, mettendo in chiara luce un’indispensabile uscita dalla porta di sinistra. Un’uscita dall’euro, dalla Nato e dall’UE, tutte macchine mortali al servizio del grande capitale!

Come abbiamo celebrato Stalingrado il 3 febbraio 2013, il 4 novembre a Parigi sarà celebrato il centenario di ottobre 1917. Quest’evento storico di una grande importanza è anche una forza propulsiva per domani. Contiamo sulla vostra presenza!

Viva il Fronte Popolare d’Italia e attraverso lui, il “Risorgimento” del grande partito di Togliatti e Luigi Longo!

Viva l’amicizia dei comunisti d’Italia e di Francia!

Viva l’internazionalismo proletario del XXI secolo!

Bandiera rossa trionferà!

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