Torino: Fronte Popolare sui gravi fatti di Vanchiglia e sulla stretta repressiva in atto in città

I fatti dell’altra notte a Vanchiglia sono l’ultimo segnale di una preoccupante stretta repressiva, che si fa forte di una retorica securitaria ormai molto diffusa.

Le provocazioni prima e le cariche indiscriminate dopo rispecchiano una strategia POLITICA delle forze di polizia, che mira alla progressiva marginalizzazione di chi lotta: è la bastonata su chi rifiuta la (ormai magrissima) carota.

E in questa rete ci casca l’amministrazione 5stelle drogata del suo legalitarismo, ma eletta con i voti delle periferie che chiedevano a gran voce un cambio di rotta rispetto alla dismissione dei servizi, allo sperpero di denaro pubblico e allo stato di abbandono dei territori al di fuori della ‘vetrina’ del centro.

A tutti i feriti e i fermati va la nostra più sincera solidarietà. Ai comunisti e ai sinceri progressisti di questa città il compito di aprire un ragionamento ampio e inclusivo rispetto alle nuove dinamiche repressive, con la convinzione che, al di là delle differenze politiche, la tutela di chi lotta è un problema che appartiene a tutti. Occorre anche continuare il lavoro di organizzazione della spinta (disertata dalla Appendino) di cambiamento che le classi popolari hanno espresso durante le ultime elezioni.

In conclusione rileviamo l’atteggiamento cadaverico del PD: oggi cavalca l’onda di indignazione, ieri invocava le manganellate al Primo Maggio.

Attenzione, sindaco: se le classi popolari hanno sopportato 20 anni di socialdemocrazia venduta, non avranno la stessa pazienza con i 5stelle!

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