I comunisti filippini: “Unire il popolo filippino per resistere e rovesciare il regime fascista USA-Duterte”

Comitato centrale – Partito comunista delle Filippine

26 dicembre 2017

Il Comitato Centrale del Partito Comunista delle Filippine trasmette i suoi più calorosi saluti al popolo filippino e all’intera militanza del PCF in occasione del 49° anniversario del ristabilimento del Partito sulla base teorica del marxismo-leninismo-maoismo e della linea politica generale di rivoluzione democratica popolare attraverso la guerra popolare.

Salutiamo tutti i quadri e i membri del Partito per rafforzare il Partito ideologicamente, politicamente e organizzativamente, per condurre con successo il Nuovo Esercito Popolare nel far avanzare la guerra popolare, per allargare il Fronte Nazionale Democratico, le organizzazioni di massa rivoluzionarie e gli organi locali del potere politico, e per marciare costantemente alla testa delle vaste masse popolari nella lotta per un’autentica indipendenza nazionale e la democrazia contro il dominio reazionario dei grandi compradori e proprietari terrieri asserviti all’imperialismo USA.

Noi tributiamo i più alti onori a tutti gli eroi e i martiri che hanno compiuto il massimo sacrificio per far avanzare la causa della rivoluzione democratica nazionale. Riconosciamo anche i contributi di tanti quadri e membri veterani che continuano a dedicare le loro vite alla lotta rivoluzionaria popolare.

Il popolo filippino si trova di fronte alla tirannia fascista del regime di Duterte, alla guerra a tutto campo e alla spinta estrema verso una dittatura fascista sotto le spoglie di un finto sistema federale. Duterte e i suoi servi militaristi sono decisi a scatenare l’intero peso del terrorismo di stato per distruggere le forze rivoluzionarie e progressiste del popolo e ogni resistenza al suo brutale burattino e al governo reazionario.

Il Partito e le forze rivoluzionarie sono decisi a resistere e sconfiggere i peggiori assalti fascisti di Duterte attraverso la guerra popolare, la mobilitazione a tutto campo delle masse sfruttate e oppresse e costruendo il fronte unito più ampio possibile di tutte le forze e gli elementi patriottici, democratici e positivi. Il Partito e le forze rivoluzionarie sono ottimisti sul fatto che con una lotta ardua e un duro lavoro implacabile, possono superare la furia fascista di Duterte e accumulare la forza a tutto campo necessaria per rovesciare il suo governo fantoccio fascista e far avanzare la guerra del popolo rivoluzionario a un livello nuovo e più alto.

Siamo ansiosi di celebrare il 50° anniversario del Partito l’anno prossimo con vittorie ancora più grandi e più importanti nei campi ideologico, politico e organizzativo. Cogliamo l’occasione per guardare indietro alla storia del Partito e celebrare l’eroica e infaticabile lotta del Partito come un modo per guardare avanti e tracciare il percorso futuro delle rivoluzioni democratica nazionale e socialista nel Paese.

Il popolo filippino sta soffrendo gravemente per la tirannia fascista del regime di Duterte, per la liberalizzazione economica totale e per la corruzione burocratica. L’intero Partito e tutte le forze rivoluzionarie devono compiere sforzi energici per unire il popolo filippino in un ampio fronte unito per resistere e rovesciare il regime fascista di Duterte, come hanno fatto con la dittatura di Marcos e il regime di Estrada.

I. Costruire il più ampio fronte unito per rovesciare il regime degli Stati Uniti-Duterte e il suo dominio sul terrore fascista

Il popolo filippino ritiene il regime USA-Duterte responsabile di gravi violazioni dei diritti umani e di altri crimini attraverso l’uso del terrorismo di stato, l’imposizione della legge marziale a Mindanao e l’ordine ai militari di “spianare le colline” e scatenare una guerra a tutto campo.

Il regime ha scatenato un’ondata di omicidi di massa con la cosiddetta guerra contro la droga con una stima di 13.000 uccisi in un solo anno, superando il numero di omicidi sotto la dittatura di Marcos durata 14 anni. Ha portato a termine il brutale assedio di Marawi, che è stata martellata dai bombardamenti aerei diretti dagli Stati Uniti e dall’artiglieria pesante e che ha causato la massiccia perdita di vite umane, abitazioni e infrastrutture civili.

Inoltre il regime porta avanti attacchi contro le masse lavoratrici di contadini e lavoratori, nonché contro il Bangsamoro, il Lumad, la Cordigliera e altre minoranze nazionali. Vi sono crescenti casi di uccisioni, massacri, arresti illegali e torture. Vi sono indizi inequivocabili che gli squadroni della morte di Duterte sono diventati più grandi e sono stati schierati a livello nazionale e incorporati all’interno delle organizzazioni di polizia e militari.

Il regime sottopone le comunità civili nelle campagne all’occupazione armata, ai blocchi alimentari, ai coprifuochi imposti dalle forze armate e ad altre forme di controllo della popolazione e delle risorse, nonché alla sorveglianza dei droni, ai bombardamenti aerei e di altro tipo. Le scuole della comunità rurale e altre iniziative socio-economiche sono etichettate e attaccate dai militari. Circa mezzo milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie case a causa delle operazioni dell’AFP.

Il regime di Duterte ha imposto la sua forza armata sul popolo di Bangsamoro attraverso l’assedio di Marawi e il continuo dispiegamento di un gran numero di truppe fasciste per portare a termine la soppressione armata della resistenza Moro. In tal modo, Duterte vuole che tutti i gruppi Moro si sottomettano alla sua ‘Basic Law’ Bangsamoro o al suo piano di un governo pseudo-federale.

Il regime di Duterte è completamente screditato per la sua incapacità di adempiere alla promessa di risolvere il problema della droga illegale entro i primi sei mesi. Peggio ancora, è stato dimostrato che i suoi parenti (tra cui il figlio Paulo e il genero Carpio) e gli associati sono coinvolti nel contrabbando e nella distribuzione di droghe illegali.

Duterte pubblicò la Proclamazione n. 360 che interrompeva i negoziati di pace con il Fronte nazionale democratico delle Filippine (NDFP) e quindi, escludendo ulteriori sforzi sotto il suo governo verso una soluzione negoziata alla lunga guerra civile. Successivamente ha emesso la Proclamazione n. 374 per vietare il CPP e l’NPA come organizzazioni terroristiche ai sensi della legge RA 10168 (Legge sul finanziamento e la prevenzione del finanziamento del terrorismo del 2012). Duterte ha volontariamente e malignamente seguito l’esempio degli imperialisti statunitensi, che da tempo hanno incluso il CPP-NPA nella loro “lista del terrore” per giustificare ulteriormente l’intervento militare nelle Filippine.

Il ricorso all’etichettatura come terroristi è un tentativo futile di screditare e attaccare le forze rivoluzionarie del popolo filippino e la loro aspirazione secolare alla liberazione nazionale e alla giustizia sociale. Ha anche lo scopo di coprire il terrorismo sponsorizzato dallo stato scatenando il caos sulla vita e il sostentamento della gente. Stabilisce il terreno per una spietata repressione contro le forze democratiche e progressiste legali. È anche una minaccia palese contro tutte le forze che sono solidali con il Partito e il governo rivoluzionario popolare o ne rispettano l’autorità.

Gli attacchi vili di Duterte contro il Partito e le forze democratiche nazionali mirano a consolidare il sostegno del governo USA e dell’AFP al suo dominio tirannico. Servono le sue ambizioni di uomo forte di stabilire una dittatura fascista.

Duterte perpetua e pratica la corruzione facendo uso di fondi pubblici per consolidare il suo dominio e monopolizzare il potere politico. La Camera dei Rappresentanti è un vero e proprio passacarte con la super maggioranza di Duterte. Il Senato non è molto migliore nell’esercizio dell’indipendenza o nel suo ruolo molto pubblicizzato come “fiscalizzatore”. Ha minacciato il capo del tribunale con l’impeachment per convincerlo a mantenere la corte suprema in linea.

Sono in programma piani per la revisione e il soppiantamento della costituzione del 1987 l’anno prossimo attraverso un’assemblea costituente per stabilire una forma di governo pseudo-federale dove Duterte siederà sopra e al centro. I criminali più detestati e le dinastie politiche, così come i politici altamente screditati (Arroyos, Marcos, Estradas e simili) non vedono l’ora di essere installati come ministri o ufficiali del progetto del governo federale di Duterte.

Duterte si è esposto a fondo come un dirigente tirannico del sistema oppressivo e sfruttatore semicoloniale e semifeudale. Non è sostanzialmente diverso dai precedenti governanti fantoccio reazionari e in un certo senso si è dimostrato molto peggiore, soprattutto in termini di uso sfacciato del terrore fascista e di grave disprezzo per i diritti umani.

Le sue politiche sono impostate sulla completa liberalizzazione dell’economia secondo l’imposizione imperialista USA. Egli infatti prevede di trarre vantaggio dalla rottamazione della costituzione del 1987 per spingere alla completa rimozione delle disposizioni costituzionali che proteggono la sovranità economica, il patrimonio nazionale e gli imprenditori filippini.

Ha istituito una nuova legge fiscale che mira ad aumentare le entrate del governo di 600 miliardi di PHP imponendo un onere fiscale più pesante a operai e contadini attraverso l’aumento delle accise sulle bevande zuccherate, gas di petrolio liquefatto (GPL), diesel, cherosene, benzina e altri prodotti petroliferi, carbone e altri beni e servizi di consumo. Questo è destinato a causare un ulteriore impoverimento delle masse lavoratrici mentre il costo della vita sale a spirale e i salari reali precipitano.

La dichiarazione di Duterte per la libera distribuzione della terra era un mero servizio. Ci sono ora un numero crescente di casi di conversione dell’uso del suolo in cui i contadini sono sfrattati dalle loro terre a favore di progetti immobiliari e di ecoturismo e l’espansione delle piantagioni aziendali. A decine di migliaia di contadini viene negato il controllo della propria terra tramite accordi di venture business con grandi proprietari di piantagioni capitaliste.

Il regime di Duterte ha perpetuato la politica di privatizzazione in base alla quale il popolo continua a soffrire per il deterioramento di sanità pubblica, istruzione e trasporti, l’aumento dei costi di comunicazioni, trasporto pubblico, acqua, elettricità e altri servizi. La tanto lodata legge sulle tasse universitarie è minacciata da tagli di budget alle università statali.

Il regime di Duterte sta aumentando le allocazioni per i militari per finanziare la formazione di almeno altri dieci battaglioni di truppe da combattimento e l’acquisto di nuove armi. Oltre alle assegnazioni definitive al dipartimento della difesa, l’Ufficio del Presidente controlla miliardi di pesos di fondi discrezionali e di intelligence utilizzati preferenzialmente per l’esercito a spese dei bisogni più elementari della popolazione.

Il popolo filippino aborrisce il regime di Duterte per le sue false promesse di riforma e per il suo totale disprezzo delle masse lavoratrici, per la sua sottomissione agli imperialisti USA dopo false pretese patriottiche, per aver denunciato la corruzione ma usando fondi pubblici per arricchire i suoi leali, estendere i privilegi degli oligarchi favoriti e perpetrare una campagna di morte e distruzione nel totale disprezzo dei diritti umani.

Il popolo filippino, quindi, chiede la fine del regime fascista, burattino e corrotto di Duterte. Il popolo ha il diritto sovrano di resistere e rovesciare un regime oppressivo e tirannico. Esso è pienamente giustificato a esercitare questo diritto come hanno fatto per sbarazzarsi dei regimi di Marcos e Estrada.

Le proteste aumentano, comprese quelle di Lumad, Bangsamoro, Cordillera e di altre minoranze nazionali che denunciano abusi militari. C’è un crescente movimento contadino per occupare e coltivare terre incolte. Lotte di massa sono state condotte da lavoratori, senzatetto, autotrasportatori, studenti e altri settori. I piani e le manovre di Duterte per stabilire una dittatura fascista sono stati accolti con crescenti manifestazioni di massa negli ultimi mesi. Queste sono prove generali per le più grandi manifestazioni di protesta a venire.

II. La tirannia fascista di Duterte dà al popolo una ragione in più per condurre la rivoluzione democratica nazionale

La tirannia fascista spietata e la liberalizzazione economica a tutto campo sotto il regime USA-Duterte danno al popolo filippino una ragione in più per condurre una rivoluzione democratica nazionale con una prospettiva socialista. Le politiche antipopolari e pro-imperialiste del regime di Duterte esacerbano l’oppressione e lo sfruttamento delle masse lavoratrici sotto il sistema semicoloniale e semifeudale.

Questo sistema è caratterizzato dalla completa mancanza di libertà nazionale, arretratezza economica, forme sempre peggiori di sfruttamento e oppressione e corruzione burocratica omni-pervasiva sotto il dominio di classi reazionarie di grandi compradori e proprietari terrieri. Tutte le peggiori sfaccettature del sistema semicoloniale e semifeudale si sono deteriorate nel corso di oltre 70 anni.

Generazione dopo generazione, i filippini soffrino umiliazioni nazionali e indegnità inflitte dagli imperialisti USA. Essi calpestano la sovranità filippina e impediscono al paese di raggiungere un’autentica indipendenza nazionale e lo sviluppo economico. Il paese è costretto a sopportare trattati ineguali che conferiscono agli Stati Uniti diritti militari extraterritoriali sul suolo filippino: un grave insulto per ogni filippino amante della libertà.

Il paese è stato condannato a servire come fonte di risorse naturali e umane a basso costo. L’economia locale è arretrata, agricola e non industriale e dipende dalle merci importate. Centinaia di migliaia di ettari di terra sono controllati da grandi piantagioni dedicate all’ananas, alla banana, alla palma da olio e ad altre colture per l’esportazione. Milioni di ettari di terra restano nelle mani dei grandi proprietari terrieri che si affidano allo sfruttamento feudale e semifeudale dei contadini e dei lavoratori agricoli e dove la produzione rimane in gran parte su piccola scala e arretrata. Al popolo filippino viene negato il diritto di utilizzare le risorse minerarie del paese per l’industrializzazione e la produzione interna, mentre esse vengono estratte e portate via dalle compagnie minerarie straniere.

Ciò che esiste nella produzione locale è semplicemente la semi-lavorazione e l’assemblaggio di componenti importati che servono come appendice della catena di produzione internazionale di grandi società straniere. Non esiste una base industriale di cui parlare e tanto meno una produzione industriale che risponda alle esigenze dell’economia interna.

La produttività economica è in declino generale e ad un ritmo sempre più rapido dagli anni ’80. Il declino della produzione e della produttività agricola ha reso l’economia sempre più dipendente dalle importazioni di beni di consumo stranieri, che a loro volta ostacolano la produzione interna.

I tassi di disoccupazione e sottoccupazione continuano a salire nonostante gli sforzi per ridurre il numero attraverso trucchi statistici. La grave carenza di posti di lavoro disponibili costringe migliaia di filippini a lasciare il paese ogni giorno per cercare lavoro all’estero, dove molti soffrono di condizioni simili alla schiavitù e gravi forme di abuso.

Sotto il sistema semicoloniale e semifeudale, il popolo filippino soffre sempre più da mancanza di terra, disoccupazione, salari di schiavi, aumento dei costi della vita, povertà diffusa, fame, malattie e un generale deterioramento delle condizioni socio-economiche.

Decennio dopo decennio, le condizioni prevalenti della grande maggioranza dei filippini sono decadute. Il popolo filippino è fortemente motivato a condurre una rivoluzione democratica nazionale perché cerca di porre fine alla sua dolorosa sofferenza. Traendo ispirazione dalla resistenza anticoloniale dei suoi antenati, il popolo filippino è determinato a raggiungere la liberazione nazionale e la completa libertà di determinare il destino del paese indipendentemente dai dettami imperialisti USA e verso il socialismo.

La rivoluzione democratica nazionale mira a raggiungere la liberazione sociale e la libertà economica. Ha l’obiettivo di attuare la riforma agraria per affrontare la principale richiesta democratica dei contadini, che costituiscono la più grande classe economica del paese. Non c’è stata una vera riforma agraria nelle Filippine in oltre 100 anni, sotto il dominio coloniale e neocoloniale degli Stati Uniti. Mentre, dopo l’instaurazione di un governo democratico popolare, la riforma agraria nelle Filippine può essere completata in un paio d’anni.

Combinata con la riforma agraria, la rivoluzione democratica nazionale mira a portare avanti l’industrializzazione nazionale per modernizzare l’economia e aumentare la produttività nazionale, per consentirle di fornire cibo, acqua, vestiti, riparo, medicine e altri beni di prima necessità, oltre a rispondere ai bisogni delle persone per l’energia, i trasporti, le comunicazioni e l’elevazione culturale. La bozza del NDFP dell’accordo globale sulle riforme socio-economiche (CASER) fornisce una tabella di marcia dettagliata di tale piano.

La rivoluzione democratica nazionale mira a stabilire una democrazia popolare e porre fine al sistema politico marcio delle classi reazionarie e al suo sistema di élite di partiti politici dominati da dinastie di classe dirigente e signori della guerra. Il popolo aspira a stabilire un governo democratico popolare. Esso è essenzialmente un governo di fronte unito o una coalizione di classi democratiche come lavoratori, contadini, media e piccola borghesia, sotto la guida della classe operaia e con l’NPA come principale forza armata. Difende e afferma i diritti civili, politici, economici e culturali del popolo.

I semi del governo democratico popolare sono stati a lungo piantati e stanno spuntando sotto forma di comitati popolari nelle zone rurali dal livello del villaggio fino al livello comunale. Un numero crescente di questi comitati è stato eletto dalle assemblee popolari.

III. Il Partito e la rivoluzione democratica popolare continuano ad accumulare forza

Per quasi cinquant’anni, il Partito comunista delle Filippine ha perseverato nel guidare il popolo filippino nel condurre una rivoluzione democratica popolare attraverso la guerra popolare prolungata al suo inizio, alla sua crescita e al suo progresso. Ha fatto passi da gigante e ha accumulato vittorie molto significative. Ha superato i continui attacchi controrivoluzionari da parte delle classi reazionarie locali con l’appoggio del potere imperialista più potente del mondo.

Il Partito ha accumulato un tesoro di preziose esperienze e lezioni sia positive che negative negli ultimi 49 anni, che dovremo utilizzare pienamente e saggiamente per far avanzare vigorosamente la lotta armata a un livello nuovo e più alto. Ora ha una comprensione molto più solida delle caratteristiche e dei requisiti specifici di ogni regione e delle interrelazioni tra regioni e isole maggiori nel combattere e sconfiggere ogni offensiva armata controrivoluzionaria lanciata dal nemico. I quadri del partito devono essere scrupolosi nell’apprendere dalle proprie esperienze e dalle esperienze più avanzate da altri fronti, unità e regioni. Continuiamo a cercare lezioni dalla lunga storia della lotta rivoluzionaria del popolo filippino e dalle rivoluzioni di successo, specialmente in Cina e Vietnam.

Adattando la strategia della guerra popolare di lunga durata alle condizioni locali e alle particolarità di un paese arcipelagico, il Partito ha sviluppato autonomamente il Nuovo Esercito Popolare da zero nel 1969 come un esercito nazionale di diverse migliaia di combattenti rossi, organizzati in plotoni e compagnie con un arsenale sia di moderni fucili ad alta potenza che di armi indigene. In ogni fase, il Partito integra la lotta armata, la rivoluzione agraria e la costruzione di basi.

La rivoluzione democratica popolare è sopravvissuta a tutte le passate amministrazioni fantoccio che hanno cercato, fallendo, di distruggere il movimento rivoluzionario lanciando offensive strategiche controrivoluzionarie, uno dopo l’altro. Negli ultimi cinque anni, ha costantemente accumulato forza prendendol’iniziativa per frustrare la guerra di repressione del nemico, specialmente nelle regioni di Mindanao.

Il Partito sta portando avanti una rettifica per superare problemi come il conservatorismo militare, il ‘guerriglierismo’, il ‘milizianismo’, e come l’incapacità di perseverare nello sviluppare il plotone come formazione di base. Il Partito si sta altresì impegnando per sviluppare maggiormente la struttura verticale al fine di incrementare costantemente le capacità offensive della guerriglia e per superare la dispersione delle forze in squadre che per periodi prolungati possono condurre alla passività e all’eccessiva vulnerabilità, all’annientamento e alla disintegrazione (specialmente in condizioni di intense operazioni nemiche). Per assicurare un ampio e profondo supporto di massa ad uno stato intensivo e prolungato di guerriglia, occorrerà anche avere una comprensione migliore del processo di costruzione e gestione di fronti di guerriglia gestiti da una sola compagnia o da più compagnie interconnesse. Nell’ultimo anno, il numero complessivo di combattenti rossi ha continuato a crescere nonostante le battute d’arresto in alcune aree.

Il popolo filippino e le sue forze rivoluzionarie, sotto l’NDFP e il governo democratico popolare, sono in impegnate contro lo stato reazionario nella guerra civile che ha imperversato negli ultimi decenni. Mentre combatteva la guerra popolare, l’NDFP ha ingaggiato il suo avversario nei negoziati di pace negli ultimi 25 anni con lo scopo di creare accordi per risolvere le radici del conflitto armato.

Il Partito è profondamente radicato tra le masse. Ha migliaia di organizzazioni locali e sezioni in villaggi rurali, fabbriche, università e campus scolastici, comunità urbane, uffici e tra le organizzazioni di massa di lavoratori, contadini, semi-proletariato, minoranze nazionali, giovani, donne, piccoli professionisti e altri.

L’anno scorso, l’adesione del partito è aumentata di diverse migliaia di nuovi membri e quadri. Vi è anche una notevole espansione nel numero di sezioni del Partito e di organizzazioni di massa rivoluzionarie guidate dal Partito e di attivisti di massa. L’intero partito si ispira al successo del 2 ° Congresso tenutosi l’anno scorso, che ha ulteriormente rafforzato la sua unità e determinazione per far progredire la rivoluzione democratica nazionale a livelli ancora più alti e che ha aggiornato i suoi documenti di base e ha eletto una nuova leadership.

Il Partito aderisce fermamente agli interessi delle classi oppresse e sfruttate di lavoratori e contadini e forgia l’alleanza di base principalmente costruendo il Nuovo Esercito Popolare, conducendo la rivoluzione agraria e costruendo organi locali di potere politico. Costruisce inoltre un’alleanza progressiva con la piccola borghesia e un’alleanza patriottica con la borghesia nazionale. Approfitta delle divisioni tra i reazionari per isolare e colpire la fazione più reazionaria.

Il Partito continua a studiare e ad applicare assiduamente il marxismo-leninismo-maoismo a condizioni concrete nelle Filippine. Svolge costantemente indagini sociali e analisi di classe per cogliere le condizioni concrete e le tendenze e i fenomeni emergenti nel modo di produzione filippino e l’allineamento e le relazioni delle forze di classe. Il Partito svolge critiche e autocritiche al fine di correggere gli errori e superare le carenze.

Sotto la guida del Partito, la rivoluzione democratica popolare è andata avanti con successo contro la corrente internazionale di grandi battaglie e rovesci, anche se temporanei, nella rivoluzione socialista, come risultato del tradimento revisionista moderno centrato sull’URSS dal 1956 in poi e dell’offensiva politica e ideologica del neoliberismo imperialista  dagli anni ’80 in poi.

Il Partito sostiene l’unità internazionale antimperialista e la cooperazione tra le organizzazioni popolari in una crisi capitalista globale sempre più insolubile di sovrapproduzione e condizioni peggiori delle masse lavoratrici e delle classi medie sia nella metropoli capitalista globale che nelle vaste campagne internazionali dei paesi arretrati. Allo stesso tempo, il Partito continua a promuovere il marxismo-leninismo-maoismo e l’unità proletaria internazionale.

IV. Mirare a conquistare vittorie sempre più grandi e far avanzare la rivoluzione

Il Comitato centrale invita tutti i membri del Partito a prepararsi per le più difficili lotte che ci attendono nel mezzo della guerra sempre più spietata condotta dal regime di Duterte diretto dagli Stati Uniti contro il popolo filippino e le sue forze rivoluzionarie. Allo stesso tempo, dobbiamo mirare a conquistare vittorie sempre più grandi andando continuamente in profondità tra la gente e spingendola a resistere e a esperire tutte le forme di lotta contro la tirannia fascista.

Il Partito e tutte le forze rivoluzionarie devono unire il popolo filippino e dirigere le loro lotte contro il regime fascista USA-Duterte. Le forze rivoluzionarie devono continuare a ispirare e incoraggiare il popolo per resistere al terrore fascista del regime di Duterte.

Il movimento di massa democratico nazionale ha dimostrato due volte in passato che può causare il rovesciamento di un regime reazionario organizzando dimostrazioni di centinaia di migliaia o milioni di persone e combinandosi con varie forze sociali e politiche per isolare la cricca reazionaria dominante e costringere le forze armate e la polizia a recedere dal sostrenerlo. Con attacchi brutali e gravi violazioni dei diritti umani, il regime Duterte incita il popolo a combattere, organizzare manifestazioni e intraprendere tutte le forme di lotta antifascista.

Il Partito e le forze democratiche nazionali devono condurre campagne e lotte per collegare la resistenza antifascista al regime di Duterte con le lotte anti-imperialiste e antifeudali del popolo. Devono denunciare e denunciare l’asservimento di Duterte all’imperialismo USA e fare campagna per la fine della presenza e dell’intervento militare USA nel paese.

Devono anche chiedere la fine delle politiche neoliberali per far crescere le lotte dei lavoratori contro la contrattualizzazione e per gli aumenti salariali, per far avanzare il movimento dei senzatetto per occupare gli alloggi sfitti, nella lotta dei lavoratori dei trasporti contro la corporativizzazione dei servizi di trasporto e così via.

Devono smascherare i grandi interessi minerari e delle piantagioni straniere che sono alla base della spietata repressione fascista contro i contadini e le minoranze nazionali. Allo stesso tempo, devono continuare a condurre vigorosamente lotte per la riforma agraria a livello nazionale che chiedano lo smantellamento delle fattorie e la demolizione dei cosiddetti “agriculture venture agreements” e accordi simili che negano ai contadini la proprietà e il controllo della terra.

Le forze rivoluzionarie sono profondamente consapevoli che la rimozione dei regimi di Marcos (1986) e Estrada (2001) non ha rappresentato una rivoluzione sociale, ma ha permesso alle forze democratiche nazionali di espandersi e acquisire forza. Allo stesso modo, conducendo lotte antifasciste, antifeudali e antimperialiste contro il regime USA-Duterte, il Partito e tutte le forze rivoluzionarie devono essere in grado di espandere la loro portata e la loro forza. In particolare, il Nuovo Esercito Popolare deve essere in grado di reclutare sempre più combattenti rossi, mentre il regime di Duterte blocca sempre di più le vie legali di espressione e lotta democratica e non lascia alla gente altro mezzo se non quello di unirsi alla rivoluzione armata.

L’NPA deve intensificare la guerriglia in tutto l’arcipelago, lanciare offensive tattiche contro unità dell’AFP, PNP e paramilitari annessi, nonché operazioni punitive contro i peggiori saccheggiatori e funzionari corrotti, associati politici e criminali e squadroni della morte del regime di Duterte .

Dobbiamo far fallire il piano del regime USA-Duterte per sconfiggere l’NPA entro la fine del 2018. Esso intende conseguire lo scopo concentrando i suoi attacchi prima sui fronti di guerriglia nelle regioni orientali e in altre regioni di Mindanao e poi su Luzon e Visayas.

Sicuramente contrasteremo efficacemente il piano controrivoluzionario del regime USA-Duterte come abbiamo fatto con i passati regimi fantoccio. Dobbiamo guidare fermamente l’NPA nel prendere l’iniziativa, essere abili nel pianificare e nel raggiungere la fluidità applicando le tattiche di guerriglia di concentrazione, dispersione e spostamento.

I vari livelli di comando dell’NPA, dal fronte nazionale fino alla guerriglia, devono essere in grado di dirigere e coordinare le unità di guerriglia e le aree sotto la loro responsabilità in modo che ogni unità e area sia guidata e incoraggiata a combattere e contribuire attivamente, secondo la propria situazione attuale e capacità, nell’assestare colpi contro le forze fasciste dove e quando meno se lo aspettano mentre spingono costantemente il nemico a forzare i propri punti deboli. Ogni unità e area di guerriglia deve conoscere e fare la sua parte per combattere e sconfiggere la strategia della campagna del nemico.

Possono esserci diversi tipi di coordinamento per realizzare contro il nemico campagne di annientamento e logoramento a livello interregionale, regionale e sub-regionale, in particolare in vaste aree con migliaia di barrios e centinaia di migliaia di supporto di massa coperti da fronti di guerriglia interconnessi. Possiamo mirare a far sì che le forze nemiche sfidino eccessivamente, esporre le loro parti deboli o perdere la concentrazione.

Altre regioni al di fuori di Mindanao faranno del loro meglio per realizzare campagne diffuse di annientamento e logoramento in base alla loro forza e capacità, costruiscono più plotoni e compagnie, espandono con coraggio il numero di fronti di guerriglia, crescono e si preparano quando il nemico decide per concentrarsi su di loro.

L’NPA deve sviluppare unità partigiane e commando per condurre operazioni di sabotaggio contro il sistema di comunicazioni nemico, hardware militare, sistemi di intelligence e forniture e azioni punitive contro obiettivi specifici nelle aree urbane, come i famigerati trasgressori dei diritti umani, funzionari corrotti, signori della droga e altri capi di sindacati criminali ..

Dobbiamo trarre il massimo dalle vittorie nelle offensive tattiche, nel lavoro politico e in altre sfere, impiegando sistematicamente i guadagni per rafforzare ulteriormente la disposizione e lo sviluppo di plotoni e società, forze orizzontali e verticali e fronti di guerriglia di dimensioni aziendali. Dobbiamo sempre prestare attenzione al corretto equilibrio tra consolidamento ed espansione ed essere bravi a progredire ondate su ondate per intensificare e far avanzare la guerriglia in modo sostenuto.

Duterte cerca di usare sofisticate armi fornite dall’esercito americano. Dobbiamo studiare queste armi, le loro capacità e limiti, per adattarsi a loro in modo difensivo e offensivo. Allo stesso tempo, dobbiamo pianificare di distruggere o sequestrare queste armi da usare contro il nemico.

Mentre portiamo avanti il ​​compito di unire il popolo filippino alla resistenza contro il regime di Duterte, guardiamo avanti per celebrare il 50 ° anniversario del ripristino del Partito l’anno prossimo. Facciamo così continuando a svolgere i compiti specificati nel programma triennale (2017-2019) promulgato dal Comitato centrale nel suo primo plenum dopo il Secondo Congresso.

Cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi per il reclutamento del Partito applicando il principio di audace espansione senza lasciare un singolo indesiderabile. Costruiamo più rami del Partito in un numero sempre maggiore di fabbriche, villaggi rurali, comunità urbane, università e così via. Mescola radici profonde tra la gente, difendi i loro interessi e guida le loro lotte.

Dobbiamo condurre instancabilmente il consolidamento ideologico. Devono essere elaborati piani concreti per raggiungere gli obiettivi per il completamento del corso a tre livelli. Cerchiamo di riassumere regolarmente le nostre esperienze a vari livelli e in diverse aree di lavoro.

Formiamo sempre più quadri di partito e promuoviamo giovani quadri conducendo un programma di studio e formazione completo e approfondito. I comitati principali devono iniziare a condurre conferenze di lavoro (sul lavoro militare e sulla costruzione dell’esercito, sull’attuazione del programma minimo e massimo per la riforma agraria, sulle campagne di massa antifeudali, sul lavoro di massa e sulla costruzione di basi ecc.) Per riassumere regolarmente il nostro lavoro e trarre insegnamenti da esperienze positive e negative.

Dobbiamo continuare a schierare un numero crescente di quadri del Partito dalla classe lavoratrice e dai giovani intellettuali urbani al Nuovo Esercito popolare per servire come comandanti rossi e guide politiche del nostro numero sempre crescente di plotoni e compagnie di guerriglia. Gli attivisti perseguitati  dai militari e dalla polizia possono avvalersi della sicurezza dell’NPA. Dobbiamo espandere, rafforzare e approfondire il movimento rivoluzionario principalmente tra i settori di base e le forze intermedie nelle città.

Il Comitato Centrale incarica tutte le commissioni principali di pianificare il 50 ° anniversario del Partito l’anno prossimo. Impegniamoci a onorare tutti gli eroi e i martiri del Partito e della rivoluzione delle Filippine. Facciamo una campagna culturale per celebrare le vittorie accumulate della rivoluzione filippina. Cogliamo l’occasione per riassumere l’intera storia del nostro partito di 50 anni, così come la nostra storia recente di 15 anni al fine di tracciare il percorso per far progredire la rivoluzione democratica popolare nei prossimi anni.

Conduciamo una campagna di studio per riaffermare la nostra adesione al marxismo-leninismo-maoismo. Ci deve essere una campagna per studiare e rivedere gli scritti classici di Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao, così come altri grandi maestri comunisti. Facciamo una campagna per celebrare il 200 ° anniversario della nascita di Karl Marx e continuare a celebrare il Centenario della Rivoluzione d’Ottobre. Cerchiamo di studiare le esperienze concrete nella costruzione del socialismo e come essa sia stata invertita attraverso il tradimento revisionista moderno. Studiamo la grave crisi capitalista e come una rivoluzione socialista rimanga l’unica soluzione.

I reazionari e controrivoluzionari scherniscono il Partito per non essere stato ancora in grado di ottenere la vittoria completa dopo quasi cinquant’anni di lotta per la rivoluzione democratica popolare attraverso la guerra popolare di lunga durata. Oscurano però il fatto che il sistema dominante semicoloniale e semifeudale nelle Filippine continua a decadere e marcire. Esso è moribondo e deve essere completamente estirpato attraverso una rivoluzione democratica nazionale.

Amministrando la sua attuale forza e le vittorie accumulate e sfruttando le condizioni oggettive interne ed internazionali, il Partito è destinato ad accelerare la sua crescita e ottenere maggiori vittorie negli anni a venire.

Puntare a conseguire sempre più vittorie!
Lunga vita al Partito comunista delle Filippine!
Lunga vita al proletariato e al popolo filippini!
Avanzare sulla strada della rivoluzione democratica popolare!
Combattere per il futuro socialista e il fine ultimo del comunismo!

 

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