Torino: le maestre non ci stanno. Fiaccolata per le vie della città, in difesa del lavoro e della scuola pubblica.

Fronte Popolare Torino appoggia e sostiene la lotta delle maestre e dei maestri di scuola elementare che vedono messo a rischio il loro posto di lavoro.
Poco più di un mese fa è cominciata l’importante lotta dei maestri e delle maestre delle scuole elementari dopo che, con un cambio delle regole “in corsa”, il titolo d’istruzione degli insegnati ha smesso di essere valido per l’insegnamento con effetti addirittura retroattivi.
Stiamo parlando infatti di decine di migliaia di maestri e maestre in tutta Italia che si vedono escludere dal lavoro da un giorno all’altro, senza una giustificazione plausibile. Maestre e maestri che si sono diplomati con titolo magistrale in anni in cui quel titolo era abilitante al lavoro, e che, dopo concorsi vinti, graduatorie, liste e trasferimenti sono riusciti finalmente ad ottenere il lavoro come insegnanti nella scuola pubblica. Molti di loro, inoltre, hanno proseguito gli studi e si sono laureati in altre discipline rafforzando così il proprio curriculum.  Uomini e donne che fino a ieri hanno affrontato il proprio lavoro di insegnanti con passione e dedizione, nonostante l’enorme miseria a cui è stata condannata la scuola pubblica.
Eppure ora, con una sentenza un po’ originale solo il titolo di laurea in scienze della formazione e dell’educazione primaria viene riconosciuto come abilitante all’insegnamento nelle scuole elementari e tutti quelli che sono già stati assunti ma che hanno conseguito titoli di studio diversi, sono invitati alla porta. Migliaia di persone assunte nel pubblico come dipendenti del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, per lo più con contratti indeterminati, vengono ora traditi da quelle stesse istituzioni che fino a ieri hanno servito con spirito di sacrificio. Ma non finisce qui: la brillante ministra dell’Istruzione ha infatti garantito che i docenti dis-abilitati verranno riciclati nelle liste di supplenza, in pratica tappa buchi a chiamata! Ma… se i diplomati magistrali improvvisamente non sono più abilitati all’insegnamento, come gli si può poi chiedere di fare comunque i maestri di supplenza? Il tutto sarebbe ridicolo se non nascondesse il dramma di un potenziale licenziamento di massa. Ora, come Fronte Popolare sosteniamo il concetto per cui è necessario rafforzare le conoscenze e gli strumenti a disposizione dell’insegnamento pubblico e appoggiamo l’idea di avere docenti di ogni ordine e grado che abbiano un percorso di studi universitario, ma non sopportiamo l’idea che questo avvenga in maniera non progressiva e che preveda il licenziamento di migliaia di persone. L’avanzamento dell’istruzione non può avvenire sulla pelle dei lavoratori. Già da una decina di anni infatti per accedere alle graduatorie come maestri bisogna avere un titolo di laurea specifico e la tendenza è ad arrivare ad avere il 100% dei maestri e delle maestre italiane laureate in Scienze della formazione e dell’educazione primaria nell’ arco di ancora pochi anni. Non vi è alcuna ragione dunque per minacciare di licenziamento quei maestri e quelle maestre che hanno svolto un percorso educativo e lavorativo in piena regola e che hanno già grande esperienza nel settore.
L’improvviso abbandono di questi insegnanti è un vero e proprio tradimento, mascherato da miglioramento del servizio. Paradossale poi che il tutto avvenga in una fase di continuo abbandono della scuola pubblica come istituzione. I governi che si sono susseguiti negli ultimi anni non hanno fatto altro che tagliare e impoverire la scuola, denigrandone il corpo insegnanti e il personale tutto, creando enormi disparità contrattuali, salariali e di potere con la scusa della meritocrazia e lasciando che le strutture scolastiche cadessero a pezzi.

Aderiamo con grande entusiasmo e determinazione alla fiaccolata dei maestri e delle maestre indetta per oggi, 19 gennaio 2018 alle h 18:30 con partenza da Piazza Arbarello, Torino.
Invitiamo compagni, militanti e solidali ad aderire, in difesa del lavoro e dell’istruzione pubblica, gratuita e solidale!

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