Tensione nel Mediterraneo orientale: l’ostilità non serve ai greci e ai turchi, ma ai governi di destra di Ankara e di Atene!

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Partito dei Lavoratori di Turchia (Türkiye İşçi Partisi) relativo alle recenti tensioni tra Grecia e Turchia nel Mar Egeo.

***

La scoperta di vasti giacimenti di idrocarburi nella regione mediterranea contribuisce ad aggravare la situazione con crescenti tensioni interstatali. L’estrazione di queste risorse nel bacino del Mediterraneo orientale implicherebbe il controllo di buona parte dell’industria energetica che alimenta l’Europa. Sebbene questa industria sia rimasta paralizzata durante la pandemia, ci si aspetta che si riprenda con la riattivazione dell’economia mondiale.

Recentemente, ciò è stato all’origine della disputa tra la Turchia e la Grecia. La controversia verte su chi abbia il diritto di esplorare e sfruttare le piattaforme marittime, questione che è molto chiara nel diritto internazionale – 12 miglia nautiche dalla costa per le acque territoriali e 200 miglia per le Zone Economiche Esclusive – ma che, nel caso della Grecia e della Turchia, è più complicata a causa delle 5.000 isole che formano il territorio greco nel Mar Egeo e della loro vicinanza alla costa turca. In entrambi i Paesi il nazionalismo è esploso, come è stato dimostrato nella regione della Tracia, dove Erdogan ha aperto le porte a migliaia di rifugiati siriani per entrare in Europa, sistematicamente repressi dai greci.

Tuttavia, in questi giorni, la tensione tra i due Paesi è giunta al massimo livello negli ultimi vent’anni. Per il momento, un conflitto militare è impensabile. Le provocazioni di Erdogan sono piuttosto una risposta a crisi interne come il crollo della lira turca. L’esplorazione turca di gas naturale è un’opportunità per affrontare la crisi economica ed energetica della Turchia trasformandola in un fornitore di idrocarburi e unendo la sua popolazione nel sostegno a progetti nazionalisti e politici islamisti, allo stesso tempo utilizzando questa situazione nei negoziati con altri Paesi. Le tensioni attuali sono il segno che i riassetti geopolitici stanno diventando più complessi, riducendo lo spazio disponibile al tavolo.

Il capitalismo imperialista è nel bel mezzo di una crisi che non può sopravvivere senza produrre rivalità e zone di conflitto. Non va dimenticato che questi acuti periodi di crisi offrono ampie opportunità per creare un clima e attori favorevoli alla rapida attuazione dei scenari che portano verso la guerra. In Grecia, durante i dieci anni di pesante crisi economica, i lavoratori si sono impoveriti. La stessa situazione si sta verificando anche in Turchia negli ultimi anni.

In questo scenario non c’è nulla di buono per i lavoratori.

Non ci sarà nient’altro che povertà, forte sfruttamento e disoccupazione per i lavoratori. In queste circostanze, non dobbiamo permettere che la borghesia occulti i problemi reali grazie al nazionalismo che ha promosso. Siamo consapevoli che la retorica dell’unità nazionale è sempre stata utile per promuovere il peggiore sfruttamento della classe operaia.

Viva la solidarietà tra i popoli greco e turco!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...