La nostra solidarietà con la lotta del Frontline Socialist Party per la democrazia e i diritti umani in Sri Lanka

Stamattina a Milano, una delegazione di Fronte Popolare ha portato la solidarietà della nostra organizzazione al presidio organizzato dal Frontline Socialist Party dello Sri Lanka al mercato di Viale Papiniano per denunciare la repressione omicida contro i detenuti del carcere di Mahara, uccisi perché chiedevano tutele contro il Covid 19.

Riportiamo a seguire l’ultimo comunicato del FLSP sulla vicenda.

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Condanniamo l’uccisione di carcerati!

Uniamoci per difendere i diritti democratici in Sri Lanka!

L’intervento della polizia e della Special Task Force (STF) in uno scontro tra i detenuti della prigione di Mahara e l’amministrazione penitenziaria ha portato a una massiccia repressione nella notte del 29 novembre in Sri Lanka. Undici detenuti sono stati uccisi nella sparatoria e 117 sono stati ricoverati in ospedale con ferite. La tragedia è iniziata quando non sono stati messi a disposizione dei detenuti i dispositivi necessari per prevenire il contagio da COVID-19.

Nella prima fase dello scoppio dell’epidemia in Sri Lanka, da marzo a luglio 2020, sono stati segnalati pochissimi casi nelle carceri. Il virus si è però diffuso nei penitenziari durante la seconda ondata dell’epidemia, iniziata all’inizio di ottobre. Al 30 novembre, circa 1091 persone risultavano contagiate dal virus nelle carceri. Di questi, 1033 erano prigionieri e 58 agenti di polizia penitenziaria. Due di loro sono morti. Al momento dei fatti, il 29 novembre, 183 prigionieri contagiati erano stati segnalati dalla prigione di Mahara. I prigionieri non avevano accesso nemmeno ai servizi igienici minimi per prevenire la diffusione del coronavirus e la malattia si sta diffondendo in modo incontrollato a causa del sovraffollamento delle carceri.  Al momento dell’incidente, il carcere di Mahara aveva una capacità di soli 1.000 detenuti, ma ne conteneva circa 2.300. In generale, le prigioni dello Sri Lanka possono ospitare solo 11.762 detenuti, ma attualmente ne ospitano circa 31.000.  Oltre a non poter mantenere il distanziamento sociale a causa della mancanza di spazio, i servizi igienici sono estremamente carenti a causa dell’assenza di strutture come l’acqua corrente e i servizi igienici. Il rischio di diffusione del virus è stato ulteriormente aumentato tenendo reclusi insieme agli altri coloro che hanno mostrato sintomi. Allo stesso tempo, lo stress dei detenuti è stato accresciuto a causa della mancata esecuzione di test PCR sui malati, sui loro contatti e anche su coloro che mostravano i sintomi.  La situazione è stata ulteriormente aggravata dall’interruzione della somministrazione di cibo, dalla mancanza di alimenti e dal consumo di cibo non adatto all’uomo. L’attuale situazione pandemica ha ostacolato lo svolgimento delle procedure giudiziarie e le autorità non hanno risposto alle richieste di accelerare i procedimenti giudiziari, di concedere la cauzione a coloro che ne hanno diritto e di concedere una revisione al quarto anno di detenzione. In diverse carceri del Paese sono state organizzate proteste contro questa pericolosa situazione e la richiesta principale di tali proteste è stata quella di fornire strutture sanitarie e di garantire pratiche sanitarie che includessero test PCR.  I detenuti del carcere di Mahara hanno aderito alla protesta il 29 novembre 2020. La sparatoria è stata accompagnata dallo scontro che è scoppiato parallelamente alla protesta.

Il governo ha lanciato varie false dichiarazioni sull’incidente e una massiccia campagna di propaganda contro i detenuti. All’inizio il governo ha sostenuto che un gruppo di detenuti avrebbe tentato di fuggire dal carcere e che sarebbe stato necessario usare la forza contro di loro. Tuttavia, il rapporto della commissione d’inchiesta nominata dal governo ha riconosciuto che il conflitto è stato scatenato da una ragionevole protesta per sottoporre i detenuti a esami. In seguito, i ministri del governo hanno affermato che i detenuti avrebbero assunto droghe e si sarebbero comportati in modo folle. Tuttavia, il CID ha riferito alla corte che non c’erano prove dell’uso di droga. In seguito, la polizia ha dichiarato che i detenuti avrebbero saccheggiato la farmacia della prigione e rubato alcune pillole usate per le malattie mentali, diventando violenti dopo averne fatto uso. Tuttavia, l’Associazione degli psichiatri dello Sri Lanka ha affermato in una dichiarazione pubblica che i farmaci utilizzati per le malattie mentali calmano i pazienti e non li rendono violenti. La commissione d’inchiesta governativa ha poi accertato che le pillole conservate nella farmacia cui i detenuti hanno dato fuoco erano sonniferi. Poi ancora, il governo ha sostenuto che ci sarebbero stati scontri tra i detenuti, ma nessuna sparatoria, e che i detenuti sarebbero morti in conseguenza di scontri tra loro. Questo è stato dichiarato dal ministro delle carceri in Parlamento. Il dipartimento del Procuratore generale ha riferito al tribunale che tutte le vittime erano state uccise. La causa di tutti i decessi è stata certificata dagli Ufficiali medici giudiziari. Secondo il rapporto della commissione d’inchiesta del governo, i detenuti non avevano armi da fuoco e sono stati uccisi dagli agenti. Di conseguenza, tutto ciò che il governo ha dichiarato finora è falso ed è dimostrato che la risposta alle ragionevoli richieste dei detenuti è stata la repressione.

Anche dopo questo incidente, il governo non ha preso alcuna precauzione per controllare la diffusione del virus. Più di un mese dopo l’incidente del Mahara, il numero di pazienti positivi al COVID nelle carceri ha superato i 3.200 e la diffusione del virus è triplicata. Finora non è stata intrapresa alcuna azione disciplinare contro gli agenti che hanno agito oltre i limiti legali nella repressione. Nemmeno i ministri che hanno mentito al Parlamento con false dichiarazioni hanno espresso il loro rammarico. La risposta del governo indica che si sta preparando a rispondere alle future proteste nelle carceri nello stesso modo. Non solo in carcere, ma in tutto il Paese, la gente non ha alcuna protezione dalla pandemia. Per esempio, gli operai delle fabbriche di abbigliamento sono stati costretti a lavorare senza alcuna protezione e ci sono state anche segnalazioni di operai ammalati forzati a lavorare. Ora sono state riaperte le scuole, mettendo a rischio i bambini con l’assunzione di persone a rischio di contagio. Il governo sta rischiando la vita della gente per realizzare profitti per le imprese e i capitalisti, scatenando la repressione delle rivolte contro di loro e approvando allo stesso tempo nuove leggi per rafforzare il meccanismo repressivo, violando i limiti legali esistenti con il  pretesto della pandemia.

In questa situazione, la forza di massa e organizzata del popolo deve poter proteggere i diritti democratici del popolo, far rispettare la legge contro i responsabili dei fatti del carcere di Mahara, e imporre il risarcimento per tutti i detenuti e le loro famiglie vittime di questa vicenda, per difendere la salute e rivendicare i diritti di tutta la società anche nelle carceri, oltre che per il resto della popolazione. Ciò richiede il contributo degli srilankesi, così come degli srilankesi che vivono all’estero e dei progressisti del mondo intero. Chiediamo il vostro sostegno fraterno per una lotta contro il fascismo e a favore dei diritti democratici del popolo. Vi esortiamo inoltre ad agire per cambiare l’attuale sistema basato sulla disuguaglianza e sull’ingiustizia.

Frontline Socialist Party – Comitato Italia

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