Ha destato forte clamore l’intervista rilasciata nelle scorse ore da Giuliano Amato, esponente del fu PSI, per due volte Presidente del Consiglio e presidente emerito della Corte Costituzionale, relativa alla strage di Ustica del 27 giugno 1980.
Secondo la ricostruzione di Amato, il DC9 Itavia con a bordo 81 persone sarebbe stato abbattuto per errore da un missile francese, nella fase di attuazione di un piano concertato dalle potenze atlantiche per assassinare il leader libico Muhammar Gheddafi, scampato all’agguato perché avvertito da Craxi.
L’immediata e variopinta reazione del mondo politico torna a intorbidire le acque: smentite indignate dagli ex socialisti, con in testa i due figli di Craxi, richieste di chiarimento da parte di Meloni, silenzio glaciale dalla Francia.
Non si può più attendere: dopo quarant’anni, è tempo di conoscere la verità. È tempo di sapere se le 81 vittime hanno effettivamente perso la vita perché coinvolte loro malgrado in un complotto omicida andato fallito. È tempo, anche, di prendere coscienza dei metodi criminali con cui l’imperialismo occidentale impone il proprio volere a chi ritiene non allineato ai propri obiettivi, e del macabro e omertoso cinismo con cui vengono occultati gli eventuali “effetti collaterali”.
Non lasciamo che, anche questa volta, la verità venga insabbiata!










