Primo Maggio di Fronte Popolare a Torino per il conflitto e la dignità (Video)

TORINO – La perdita dei diritti dei lavoratori e dei servizi pubblici in questi decenni non è certo dovuta agli alieni, ma ad una scientifica applicazione dei dettami delle multinazionali, banche e finanziare incluse, che hanno sempre più posto i loro uomini ai vertici degli organismi istituzionali (vedi Monti in Italia) per governare il cambiamento.
Vale a dire una società improntata all’autoritarismo tanto nei luoghi di lavoro come nella vita pubblica e politica di un Paese.
In questa operazione non si possono tacere le responsabilità di quei soggetti che avrebbero dovuto informare, organizzare e difendere gli interessi delle classi lavoratrici davanti ad un attacco così forte e devastante i cui effetti oggi sono così evidenti da alimentare anche forze di estrema destra che rivolgono la rabbia e il malcontento generale verso chi fugge da condizioni ben più disperate come gli immigrati, alla pari degli italiani che fuggivano dalle occupazioni dei Savoia, dalla repressione del fascismo e dalla fame e dello sfruttamento nelle campagne e nelle fabbriche.
La concertazione, vale a dire l’accordo stipulato nei primi anni ’90 tra Governo, Imprenditori e CGIL-CISL-UIL per garantire la Pace Sociale a discapito del conflitto, non ha accresciuto salari e posti di lavoro e questo, dopo più di 20 anni lo possiamo affermare senza timore di smentita.
Gli effetti concreti della mancanza di conflitto e di accordi costantemente al ribasso però, la avvertiamo nello scollamento reale tra i lavoratori e i sindacati confederali verso i quali vige una sfiducia diffusa alla luce dell’arretramento complessivo della vita di chi lavora. Precariato diffuso e, oggi, il vertiginoso aumento dei voucher grazie ai quali si è realizzata una vera atomizzazione del lavoratore, ormai senza contratto, scomposto a singole ore di lavoro e ridotto alla fame.
Serve riprendere il conflitto ed è necessario ripartire dalla informazione, consapevolezza e organizzazione dei lavoratori tutti.
Per questo Fronte Popolare appoggia l’azione del sindacalismo di base che sostiene ancora il conflitto ed è costantemente emarginato da accordi che la CGIL-CISL-UIL hanno recentemente firmato coi padroni (vedi Accordo sulla Rappresentanza) che violano perfino i principi della Costituzione, impedendo qualsiasi azione di dissenso, sciopero incluso.
Se le lobbie del capitale spendono oltre 1 miliardo di Euro all’anno per ciò che chiamano “relazioni istituzionali” coi membri del Parlamento Europeo, ma che possiamo tradurre con spese per suggerire ai deputati cosa e come votare sui provvedimenti che possono influenzare i loro interesse di profitto economico, allora è necessario che la forza dei lavoratori e dei cittadini si unisca perché la Storia vada avanti e non torni pericolosamente indietro.

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