FP aderisce alla Coalizione “Giù le mani dalla Siria”

siriaFronte Popolare aderisce con convizione alla coalizione “Giù le mani dalla Siria” lanciata da più di 30 organizzazioni internazionali (elenco in fondo).

L’obiettivo, in un momento di intensificazione del conflitto in Medio Oriente e di crescente aggressione imperialista – con minacce imprevedibili per la pace mondiale -, è di dare nuova vita al movimento per la pace nel mondo, incapace di grandi mobilitazioni da più di 10 anni, producendo iniziative comuni con un fronte contro la guerra il più ampio possibile, a partire dalla fermezza nella condanna all’aggressione Usa e Nato e del rispetto per la sovranità nazionale e integrità territoriale dei Paesi aggrediti, in questo caso la Siria.

La lotta per la pace in Italia non può che assumere anche la forma di un rilancio della mobilitazione contro la presenza di basi Nato e Usa sul nostro territorio (fra cui numerose testate nucleari, nel totale disprezzo della Costituzione) e perché l’Italia smetta di essere ridotta a una marionetta e portaerei della Nato ma inizi a svolgere una politica indipendente e di pace nel Mediterraneo e nel mondo.

Di seguito pubblichiamo il testo della dichiarazione tradotta in italiano, con l’impegno di diffonderla e cercare la maggiore adesione possibile fra le organizzazioni italiane sinceramente democratiche, e a sviluppare da subito azioni comuni su questi temi:

Sito internet ufficiale: HandsOffSyriaCoalition.net

syria-flag-syrian-perspectiveGIÙ LE MANI DEGLI U.S.A. DALLA SIRIA!
Un urgente messaggio per la pace alla vigilia di una guerra più ampia

Alziamo le nostre voci contro la violenza della guerra e la pressione enorme della propaganda di guerra, delle falsità e delle agende segrete che vengono utilizzate per giustificare questa guerra come tutte le precedenti guerre statunitensi.

Noi, le organizzazioni e le persone firmatarie, sosteniamo i seguenti Punti di Unità e lavoreremo insieme come una “Coalizione Ad Hoc” per favorire la fine dell’intervento finalizzato al cambio di governo attuato da Stati Uniti, Nato e relativi alleati regionali e dell’uccisione di innocenti in Siria:

  1. La continuazione della guerra in Siria è il risultato di un intervento da parte di Stati Uniti, Nato, relativi alleati regionali e forze reazionarie, con l’obiettivo di ottenere un cambio di governo in Siria.
  2. La politica di cambio di governo in Siria è illegale e in chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite, della lettera e dello spirito del Diritto Internazionale e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
  3. Questa politica di cambio di governo forzato sta minacciando la sicurezza della regione e del mondo e ha aumentato il pericolo di uno scontro diretto tra Stati Uniti e Russia, con la possibilità di una catastrofe nucleare per il mondo intero.
  4. La guerra e le sanzioni Usa-Ue hanno destabilizzato ogni settore dell’economia siriana, trasformando un Paese prima auto-sufficiente in una nazione dipendente da aiuti esteri. Metà della popolazione siriana è ora sfollata. Un rapporto dell’Onu (ESCWA) rivela come queste sanzioni contro la Siria stiano paralizzando il lavoro di aiuti nel corso di una delle più disastrose emergenze umanitarie dalla Seconda Guerra Mondiale. Il terzo dei rifugiati siriani che si trova nei confinanti Giordania, Libano e Turchia è stato già colpito duramente dai tagli operati dagli Usa ai danni dell’Unicef. Questo obbliga i rifugiati disperati a cercare di raggiungere l’Europa.
  5. Nessuna entità straniera, sia essa un governo straniero o un gruppo armato, ha il diritto di violare i diritti fondamentali del popolo siriano alla indipendenza, sovranità nazionale e autodeterminazione. Questo include il diritto del governo siriano a richiedere e accettare assistenza militare da parte di altri Paesi, come lo stesso governo Usa ha ammesso.
  6. Solo il popolo siriano ha il diritto inalienabile di scegliere i propri dirigenti e determinare il carattere del proprio governo, senza interferenza straniera. Questo diritto non può essere esercitato pienamente nelle condizioni dell’intervento esterno orchestrato dagli Usa contro il popolo siriano.
  7. La nostra opposizione è rivolta al cambio di governo forzato in Siria ad opera di potenze straniere e mercenari appoggiati dagli Usa. Solo il popolo siriano ha il diritto di decidere la legittimità del proprio governo.
  8. La questione più urgente al momento è la pace e il porre fine alla violenza dell’intervento straniero che ha portato alla morte di centinaia di migliaia di persone e allo sfollamento di milioni di Siriani, sia all’interno del Paese o come rifugiati in giro per il mondo.

A partire da questi Punti di Unità, noi, come persone e organizzazioni – riuniti in una Coalizione Ad Hoc – concordiamo sulle seguenti richieste e ci impegniamo a lavorare insieme per contribuire a realizzarle:

  1. Fine immediata della politica Usa di forzato cambio di governo in Siria e pieno riconoscimento e rispetto da parte degli Usa, della Nato e dei loro alleati dei principi del Diritto Internazionale e della Carta dell’Onu, tra cui il rispetto per l’indipendenza e l’integrità territoriale della Siria.
  2. Fine immediata di ogni aggressione straniera contro la Siria e veri sforzi per una risoluzione politica del conflitto.
  3. Fine immediata di ogni appoggio militare, finanziario, logistico e spionistico da parte degli Usa, della Nato e dei loro alleati regionali a tutti i mercenari stranieri e estremisti nella regione mediorientale.
  4. Fine immediata delle sanzioni economiche contro la Siria. Aiuto internazionale imponente per gli sfollati in Siria e per i rifugiati all’estero.

Solo in una Siria in pace e indipendente, libera dall’aggressione straniera, il popolo siriano può esercitare liberamente i propri diritti sovrani, esprimere la propria libera volontà e compiere libere scelte riguardo il proprio governo e la guida del proprio Paese.

Invitiamo tutti i sostenitori della pace e del diritto dei popoli all’auto-determinazione che ci sono nel mondo a unirsi in cooperazione nello sforzo di ottenere il soddisfacimento di queste richieste umanitarie.
Necessitiamo di posti di lavoro, sanità, educazione e la fine della violenza razzista poliziesca qui a casa nostra, non di guerre statunitensi in giro per il mondo!

* * *

Organizzazioni firmatarie (in ordine alfabetico):
1. Alliance for Global Justice
2. Al-Awda — Palestine National Right to Return Coalition
3. Antiwar Committee — Tucson, Tampa, Utah, Minneapolis
4. Arab Americans for Syria
5. Arab Women Progressive League
6. BAYAN – Philippine Coalition
7. Coalition of Arab Canadian Professionals and Community Associations
8. Dallas Left Alliance
9. Ecumenical Peace Institute Clergy and Laity Concerned
10.Hamilton Coalition to Stop the War (Hamilton, Ontario, Canada)
11.International Action Center
12.International League of Peoples Struggle – U.S.
13.Michigan Emergency Committee Against War & Injustice
14.Movement Against War & Occupation — Canada
15.One State Assembly
16.Peoples Organization for Progress
17.Popular Committee in Defense of Syria
18.Peoples Opposition to War, Imperialism & Racism — POWIR (Florida)
19.Return Now Coalition
20.Southern Human Rights Organizers’ Conference – SHROC
21.Students for Democratic Society — SDS
22.Syrian American Will Association – SAWA
23.Syrian Social Club Community in the UK (Dr. Issa Chaer, Co-founder)
24.Syria Solidarity Movement
25.The Expatriates Association of Syrians in Canada
26.United National Antiwar Coalition — UNAC
27.Upstate New York Drone Action
28.U.S. Peace Council
29.Virginia Defenders for Freedom, Justice & Equality
30.Women Against Military Madness — WAMM

Personalità firmatarie (in ordine alfabetico):
1. Abayomi Azikiwe, Pan Africa News Wire
2. Ramsey Clark, Former U.S. Attorney General & Human Rights Attorney
3. Gerry Condon, National Board Vice President, Veterans For Peace*
4. Margaret Flowers, MD, Green Party Candidate for Senate; Co-Director, It’s Our Economy*
5. Bruce Gagnon, Global Network Against Weapons & Nuclear Power in Space*
6. Abbas Hamideh, al-Awda Steering Committee*
7. Jaribu Hill, Human Rights Defender
8. Margaret Kimberly, Editor and Senior Columnist, Black Agenda Report
9. John Kiriakou, former CIA counterterrorism officer and former senior investigator, Senate Foreign Relations Committee
10.Ray Laforest, Haiti Support Network
11.Alfred Marder, President, U.S. Peace Council
12.George Martin, Liberty Tree
13.Ray McGovern, former CIA analyst and Presidential briefer
14.Nick Mottern, Knowdrones.com
15.Elizabeth Murray, Deputy National Intelligence Officer for the Near East, National Intelligence Council (ret.)
16.Coleen Rowley, retired FBI agent and former Minneapolis Division Legal Counsel
17.Cindy Sheehan, Anti-War Gold Star Mother
18.Amal Wahda, Arab Women’s Progressive League
19.Kevin Zeese, Co-Director, Popular Resistance*

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