Sgombero del presidio No Tav a San Didero: basta militarizzazione, violenza e repressione!

Comunicato di Fronte Popolare Torino

È iniziata una nuova settimana di lotta in Valle di Susa: nella notte tra il 12 e il 13 aprile, a San Didero, sono giunte inaspettatamente ruspe e camion scortati dal circa mille uomini in divisa. È iniziato così lo sgombero del presidio No Tav. La ragione di questa azione notturna è l’avvio dei lavori di costruzione del nuovo autoporto dell’autostrada A32, un’opera da oltre 49 milioni di euro che ha come scopo quello di trasferire il vecchio autoporto – attualmente collocato nella frazione di Susa, Traduerivi – a San Didero, per lasciare lo spazio ai futuri cantieri della Torino-Lione. 

Si tratta dell’ennesimo atto di repressione in un territorio sempre più militarizzato. Le modalità con cui si è stato attuato l’intervento, un vero e proprio blitz, riportano alla mente i fatti avvenuti a Venaus 15 anni fa: anche in quell’occasione l’azione di repressione era partita di notte. Il giorno seguente si sono verificati altri scontri. Due giornate in cui le forze di occupazione hanno potuto agire indisturbate, attuando una violenza del tutto ingiustificata: alcuni testimoni raccontano di lacrimogeni lanciati ad altezza uomo e di persone rincorse tra le case di San Didero.

Alcuni sindaci locali hanno condannato i metodi utilizzati dalle forze dell’ordine e hanno denunciato di essere stati tenuti all’oscuro dell’avvio dei lavori. Modalità di intervento autoritarie, in un territorio sempre più militarizzato.

Intanto, nella giornata di ieri, Dana è tornata a casa. Sconterà il resto della pena ai domiciliari, con il divieto di poter incontrare altre persone. La notizia del rilascio della giovane attivista non può che essere accolto con gioia da parte di tutti i membri della nostra organizzazione. Tuttavia, sono ancora tante le persone colpite dall’azione giudiziaria e a loro va il nostro pensiero: Fronte Popolare esprime la sua solidarietà verso le persone ancora ingiustamente detenute e rinnova la richiesta di restituire la libertà a tutte/i /i militanti che ancora si trovano in stato di detenzione per essersi opposti alla devastazione della Valle di Susa e per aver lottato contro le logiche capitaliste che stanno alla base di questa inutile opera.

Inizia oggi, venerdì 16, un campeggio di tre giorni che si concluderà domenica 18. Nella giornata di sabato, alle ore 17 è stata indetta una marcia popolare, il momento principale di questo week-end di lotta. Si tratta di un appuntamento importante per la difesa dei terreni di San Didero e per far sentire che il popolo No Tav è presente.

In un momento in cui le battaglie per l’ambiente devono essere una prerogativa per le organizzazioni politiche comuniste, è fondamentale mantenere alta anche la partecipazione legata alla lotta in Val di Susa. Per queste ragioni, Fronte Popolare rilancia l’invito a prendere parte attivamente a queste tre giornate di mobilitazione. 

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