È sufficiente cercare su Google “strage del mare” per rendersi conto delle dimensioni dello sterminio. Giorno dopo giorno, mese dopo mese, a decine di migliaia, i migranti scompaiono nelle acque del Mediterraneo, tentando di raggiungere le nostre coste.

È successo anche ieri: 70 persone disperse, con poche speranze di essere ritrovate, 32 salvate e portate a Lampedusa.

Perché la responsabilità è nostra? Perché troppi di noi cedono alla menzogna e alla paura, facendosi abbindolare delle idiozie xenofobe delle Meloni, dei Salvini, dei Vannacci, dei Rizzo.

Perché discutiamo di “regolare i flussi”, ripetiamo a noi stessi l’autoassolutorio “non possiamo accoglierli tutti”, ma la realtà è che loro continueranno ad arrivare, spinti da guerre, crisi climatica e povertà, e il nostro mercato del lavoro continuerà ad assorbirli.

Ci siamo fatti scippare diritti e futuro. L’Italia sprofonda in una crisi demografica senza precedenti, e a padroni e padroncini italiani servono braccia. Ma per continuare a ingrassarsi, hanno bisogno di migranti fragili, senza diritti.

Le leggi criminali sull’immigrazione, centri di detenzione come campi di concentramento, i ricatti del permesso di soggiorno e della cittadinanza: tutto contribuisce a creare una casta di “paria”, deboli e ricattabili. E questo distrugge anche i nostri diritti.

C’è un solo modo per uscirne: fermare le nostre multinazionali e cambiare la nostra politica internazionale per smettere di fare i “padroni a casa loro”, accoglierli e riconoscere loro la pienezza dei diritti umani e sociali quando arrivano qui, costruire un nuovo progetto di paese, una nuova comunità di valori e ideali che coinvolga tutti coloro che vivono e faticano entro i nostri confini.

Non è poi così difficile, se cominciamo a lavorarci. Ed è anche, soprattutto nel nostro interesse.

Lo capiremmo, se non fossimo accecati dalla paura e resi sordi dal frastuono della propaganda bugiarda di politicanti e sfruttatori.

Fino a quando non troveremo la dignità e la forza di cambiare, ogni morte in mare peserà come un macigno sulla coscienza di ciascuno di noi.