Per il Partito della Rifondazione Comunista

Pubblichiamo il testo di un documento-appello per la salvaguardia del Partito e per la costruzione della presenza comunista nel nostro Paese. Alla redazione del documento, partito da Giovani Comunisti di Milano e Monza, abbiamo partecipato. Al contenuto aderiamo con convinzione.

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riff[Il testo seguente è un appello rivolto a tutti i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista (e non solo), al fine di stimolare la riflessione e il dibattito su alcuni temi che a noi sembrano fondamentali per la ricostruzione di un’organizzazione di classe degna di questo nome. Si precisa quindi che il presente appello non intende creare nuove correnti o divisioni, nè tanto meno si tratta di un documento congressuale]

Il disastro elettorale di Rivoluzione Civile, la situazione politica italiana e quella del nostro partito (PRC), dopo gli esiti della Direzione Nazionale e del CPN, impongono una riflessione urgente: l’analisi della fase attuale, con i rischi possibili di derive sia a livello sociale che a livello istituzionale impongono la presenza di una forza comunista organizzata e capace di reagire con la massima prontezza possibile.

Crediamo che in questa fase di crisi la teoria e la prassi debbano essere totalmente ripensate, ma che per farlo sia presupposto necessario l’unità dei militanti di Rifondazione. Senza questa base è impossibile pensare ad un qualsiasi progetto di ricostruzione di un’organizzazione degna di questo nome.

Purtroppo il PRC sta mancando l’appuntamento con un profondo dibattito sulle proprie teorie e prassi portate avanti nella sua storia; la conseguenza è quella di ritardare una decisione sul proprio futuro, lasciando migliaia di militanti spaesati e confusi, con l’urgenza di discutere, partecipare e costruire dal basso questa indispensabile organizzazione comunista.

Respingiamo quindi ogni ipotesi, comunque definita, di scioglimento di Rifondazione Comunista e di liquidazione della questione comunista e della necessità della presenza di un partito comunista in Italia.

La ricostruzione del partito comunista non può che ripartire da un giudizio netto e privo di ambuigità sul ruolo svolto dal PD e dal centro-sinistra nella involuzione reazionaria della società italiana negli ultimi anni e nell’asservimento al grande Capitale finanziario e all’imperialismo, e quindi da un’autocritica altrettanto netta sulla nostra subalternità nei confronti della socialdemocrazia italiana ed europea.

Noi crediamo che occorra innanzitutto sganciarsi dall’assunto per cui un partito comunista misuri il suo valore, la sua forza e il suo senso di esistere dai risultati elettorali che ottiene.

La rappresentanza parlamentare non può e non deve essere l’obiettivo “finale” del nostro agire. I comunisti, in tutto il mondo, non si pongono l’obiettivo di eleggere deputati e senatori. Al contrario si pongono l’obiettivo del superamento della società capitalista e la presa del potere da parte della classe lavoratrice attraverso un laborioso processo di organizzazione della stessa. Pertanto il Parlamento si qualifica come strumento, in alcune fasi utile, ma mai indispensabile per il proseguire dell’attività politica. Per noi comunisti in Italia non può essere diversamente.

La nostra ragione di esistere, organizzarci e lottare è invece profondamente interconnessa alla natura stessa del capitalismo e alla sua incapacità ineluttabile di rispondere alle esigenze dei lavoratori: per questo motivo non verranno mai a mancare, finchè non cambieremo regime economico e sociale, i motivi per proseguire nei nostri intenti.

Occorre quindi un dibattito aperto, allargato, franco, privo di politicismi e tatticismi, prendendo atto che è inutile affrontare i prossimi appuntamenti elettorali senza aver prima capito su quali basi debbano ristrutturarsi i comunisti.

Perchè centinaia di migliaia di compagni in questi vent’anni sono gravitati e usciti insoddisfatti, non trovando una ragione valida per dedicare interamente le proprie energie a questo progetto? È urgente rispondere a questa domanda.

Crediamo che sia indispensabile tornare a studiare la realtà economica e sociale che sta intorno a noi e capire in quali condizioni e con quali bisogni di cambiamento vive il salariato del ventunesimo secolo in Italia. E su tali esigenze basare l’elaborazione del nostro agire politico per un’uscita progressiva dal capitalismo.

Crediamo sia doveroso formulare un chiaro e ben definito programma di cui, incredibilmente, il nostro partito non è dotato, favorendo purtroppo le tesi chi ci accusa di disorganizzazione, velleitarismo e mancanza di un chiaro sguardo strategico.

Crediamo sia necessario valorizzare la nostra comunità politica, abbandonando volatili tatticismi: un militante ben istruito, volenteroso, onesto e capace di guidare una mobilitazione vale più di 1000 voti ad una tornata elettorale.

Crediamo si debba uscire dalla logica deleteria delle correnti per evitare un’ulteriore dispersione di energie e militanze che sono già estremamente provate dalle delusioni patite.

Credendo tutto ciò riteniamo che i gruppi dirigenti che fin qui hanno guidato il partito con passione e onestà si dovrebbero concentrare sulle positività di queste premesse, aprendo un’autocritica che sia realmente radicale e priva di compromessi.

Invitiamo i gruppi dirigenti del partito e della giovanile ad una profonda riflessione e ad una pronta revisione degli esiti dei recenti organi dirigenti in cui sono emersi percorsi non soddisfacenti.

Invitiamo ad aprire spazi pubblici di discussione in ogni istanza territoriale e ad ogni livello, nella consapevolezza che solo ripristinando la funzione del partito come intellettuale organico sarà possibile uscire da questa difficile situazione.

Invitiamo infine tutti i compagni alla mobilitazione e alla lotta, ritrovando le energie necessarie per creare un ordine nuovo tanto indispensabile al nostro futuro. La nostra battaglia non si esaurisce all’interno del nostro cortile, ma coinvolge milioni e milioni di lavoratori che ogni giorno, in tutto il mondo, come noi, vincono e perdono battaglie, ma mai si arrendono. E si svolge nella Storia, attraverso un processo plurisecolare di liberazione dell’umanità da ogni oppressione e sfruttamento.

I comunisti hanno affrontato momenti ben peggiori, stretti nella caccia all’uomo durante il ventennio fascista in Italia, così come in altre epoche e altri luoghi. Sapremo uscire da questo periodo di empasse e dare il nostro contributo alla causa della classe lavoratrice, non italiana, ma di tutto il mondo.

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PRIMI FIRMATARI

Alessandro Pascale (GC Milano), Marcello Silva (GC Monza), Stefano Biffi (GC Monza e Brianza), Gabriele Repaci (GC Milano, circoloDimitrov), Alessio Arena (GC Milano, circolo 24 Aprile ’45), Giovanni Bergamini (PRC Novate Milanese, circolo Steve Biko), Fulvio Lipari (GC Milano, circolo Pioltello), Francesco Delledonne (GC Milano, circolo 24aprile ’45), Marco Nebuloni (GC Lecco, coordinamento nazionale GC), Leonardo Cribio (GC Milano), Vittorio Fiori (GC Monza e Brianza), Chiara Pavan, Matteo Bollini (GC Monza e Brianza), Valerio Fiori (GC Monza e Brianza), Riccardo De Toni (GC Monza e Brianza), Alessandro Frighi (GC Monza e Brianza), Marco Iannone (GC Monza e Brianza), Claudio Rendina (GC Monza e Brianza), Jonathan Chiesa (GCMilano), Alberto Cattoni, Francesca Valente, Davide Migliaccio (GC, CPR Valle d’Aosta), Carmine De Meo (PRC, circolo Novate Milanese, tesoriere), Alessio Di Florio (PRC Chieti, circolo Vasto), Patrizia Granchelli (CPN, segretaria circolo Poste Milano), Daniele Maffione (Responsabile naz. antifascismo, Direzione naz. Giovani Comunisti), Yuri Pizzichi (PRC Siena-Poggibonsi, direttivo circolo G.K.Zhukov), Leonardo Masella (PRC, CPF Bologna), Alessia Locatelli (PRC Novate Milanese, circolo Steve Biko), Raffaele Campanile (PRC Caserta, segretario Piedimonte Matese), Laura Scappaticci (PRC Roma, circolo Karl Marx), Concetta Mancuso (PRC Aosta), Giacomo Burresi (PRC Siena, segretario circolo di Poggibonsi), Arianna Ussi (PRC Napoli, Direzione Nazionale), Roberta Madoi (Milano), Aniello Acampora (PRC, CPR Molise), Lorenzo Scoccati (portavoce provinciale GC Siena, segreteria provinciale PRC Siena, CPR Toscana), Angelo De Natale (GC Milano, circolo Perucchini), Massimiliano Murgo (PRC Como, circolo di Cadorago; delegato FIOM), Mario Pittella (PRC, CPF Milano, circolo di Rho), , Alessandro Gusmini (GC Bergamo), Luca Massimo Climati (Prc Campagnano di Roma, coord. naz.le rifiuti energia), Giovanni Mancinelli (PRC Milano, circolo di Pioltello), Ciro Boschetti (PRC Milano, circolo di Pioltello), Riccardo Nicosanti (GC Perugia, Segretario Circolo PRC “L.Libertini” C.di Castello, CPF Perugia, Coord. Prov. GC Perugia), Luigi Criscitiello (PRC Napoli, resp. questioni internazionali e solidarietà internazionale), Loriano Checcucci (PRC, CPF Siena), Guido Salza (GC Torino, coordinatore provinciale, circolo Berruti Torino), Dario Fanton (GC Torino, CPR Piemonte), Alberto Lacchia (GC Torino, portavoce regionale GC Piemonte), Chiara Pollio (GC Napoli, Coord. Naz. GC), Paolo Ravasio (GC Bergamo), Edgardo Meroni (PRC Milano, circolo di Pioltello), Mauro Azzolini (GC Palermo, Segreteria Regionale PRC Sicilia, circolo Rosa Luxemburg), Andrea Giglio (GC Palermo, CPF di Palermo, circolo Rosa Luxemburg), Alessio Cagnoni (GC Biella, coordinatore provinciale GC), Sabrina Dell’Olmo (GC Biella), Maruzza Battaglia (PRC Palermo, CPF Palermo, circolo Francesco Vella), Mario Minarda (GC Palermo), Valeria Finocchiaro (GC Palermo, CPF Palermo), Rosalinda Esposito (PRC Napoli, segretaria del circolo J. Reed di Cercola), Fabio Vecchiolla (PRC Napoli, CPF Napoli, direttivo circolo Isola d’Ischia), Frank Ferlisi (PRC Palermo, Collegio Nazionale di Garanzia, circolo “Rosa Luxemburg”), Maurizio Melandri (PRC Bologna, circolo Reno-Borgo Panigale), Sergio Corradi (PRC Milano, segreteria circolo di Rho)

(Per aderire al presente documento-appello si può inviare una mail a peasyfloyd@hotmail.com e a slv_marcello87@hotmail.com, segnalando nome-cognome, circolo/federazione di provenienza ed eventuale carica di partito.)

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3 pensieri su “Per il Partito della Rifondazione Comunista

  1. Cari compagni,leggo con molta apprensione questo ennesimo appello alla coesione e al raddoppio più che necessario dei nostri sforzi.Sembra paradossalmente lo stesso testo che in più occasioni noi della rifondazione Ladispoli\Cerveteri recentemente e in passato come allo scorso congresso presentammo,con la differenza che oggi però non mi sento più di essere così buono nei confronti di questa dirigenza,che ha sbagliato continua a sbagliare e difronte al più totale degli insuccessi insiste irrimediabilmente a proseguire sulla stessa strada se non peggio.Sono stati fatti in questi anni molti errori,alcuni imperdonabili che hanno portato oggi il nostro partito a vivere nella confusione più totale e nel suo apparentemente finora irrimediabile declino.La nostra è una nave che imbarca acqua che invece di fermarsi sulla costa per le riparazioni si continua a spingere a largo determinando prima o dopo il suo inevitabile affondamento.Ho per anni creduto anche io che il problema fossero le correnti ma oggi mi rendo conto che sono l’ultimo dei problemi,anzi magari si formasse una corrente reazionaria di spicco a grande partecipazione e coerentemente opposta a questa dirigenza ormai inchiodata alle sue poltrone.Questa gente signori non ha bisogno più di nessun appello,sono stati consumati dagli appelli dei compagni e dalle suppliche di fare qualcosa,tutti gli appelli però risultano essere stati vani così come rischierà di rimanere anche questo che non è niente altro che l’ennesimo. Questa è una dirigenza che se ne deve andare perché ha prodotto enormi insuccessi che hanno naturalmente procreato divisioni e allontanamenti anche e sopratutto da parte dei comunisti stessi.La lotta anti liberista va bene,ma Ferrero che ne ha fatto dell’anti capitalismo?ai prosperi ardua sentenza..L’anti capitalismo è solo uno dei temi centrali a sfavore di questa dirigenza revisionista,perché infondo stiamo parlando dello stesso Ferrero che più volte si è rivolto difronte al governo legittimo siriano presentandolo ai militanti come un regime da debellare supplicando l’intervento dell’onu e senza mai denunciare con forza i così detti ribelli taglia gole sponsorizzati dell’occidente.Allora di cosa vogliamo continuare a parlare? vogliamo sul serio continuare a dialogare con questa dirigenza?Quella stessa dirigenza che per anni a continuato a supplicare un posto al governo con il PD? o vogliamo fare qualcosa per mobilitarci in vista del prossimo congresso lavorando seriamente ad un programma che porti in cima nuovi dirigenti con un programma coerentemente Comunista con la C maiuscola?io sono per incominciare fin da ora a vedere cosa dobbiamo fare e come cominciare a scrivere una nuova e più gloriosa storia di questo partito perché in un momento di crisi internazionale il nostro ritorno non può più attendere.

  2. Pingback: Ai compagni che sinceramente si professano comunisti e vogliono ricostruire il PRC | (nuovo) Partito comunista italiano

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