“I Comunisti e l’Unione Europea” – Roma, 11 maggio 2019: saluto del Workers Party of Britain

Pubblichiamo a seguire il saluto del Workers Party of Britain alla conferenza “I Comunisti e l’Unione Europea”, organizzata a Roma lo scorso 11 maggio da Fronte Popolare, La Città Futura, Militant e Casa del Popolo “G. Tanas”.

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In occasione del Seminario di Roma dell’11 maggio 2019, salutiamo le compagne e i compagni che hanno organizzato questo importante evento di confronto. Il Partito dei Lavoratori Britannico è in prima linea per costruire una rete di solidarietà internazionalista, come ormai da tempo stiamo facendo con Fronte Popolare.

Con voi parliamo lo stesso linguaggio politico. L’autodeterminazione nazionale è un prerequisito del socialismo in ogni paese per creare un mondo di nazioni che cooperano tra loro e vivono in pace.

L’UE è stata costruita da un mix letale di generali e industriali nazisti sconfitti, magnati di Wall Street e ingenui socialdemocratici, per far regredire i progressi dei comunisti e dei socialisti del dopoguerra.

L’UE è un blocco corrotto, antidemocratico e imperialista, la sua guardia del corpo è la NATO, dal quale però cerca sempre più spesso di emanciparsi attraverso la PESCO e altre forze militari europee.

Dal punto di vista economico, la UE è neoliberale e opera nell’interesse delle grandi imprese che la gestiscono attraverso la tavola rotonda degli industriali. La sua moneta unica, l’euro, è stata progettata per avvantaggiare la Germania e per consentire all’UE di governare paesi precedentemente indipendenti attraverso gli strumenti dell’austerità e del debito.

L’Unione europea è tutto kratos e non è un demos. Utilizza la disoccupazione di massa come strumento di politica economica.

Il voto della classe operaia britannica di lasciare l’Unione europea è la più grande minaccia che l’Unione europea ha dovuto affrontare. Infatti, sta cercando di schivare questo colpo e sta mettendo in atto ogni tattica per minare questa decisione.

Pur chiedendo la libera circolazione interna dei lavoratori, crea le condizioni in Africa e in Medio Oriente per imporre migrazioni di massa e sbatte la porta in faccia alle sue vittime.

È una potenza imperiale, un impero farsesco senza una grande leadership. Juncker ha trasformato il Lussemburgo nel più grande paradiso fiscale sulla terraferma del mondo, un paese che a malapena si può definire tale.

Per noi, la priorità politica è garantire che il Regno Unito lasci l’Unione europea. Non ci sarà un secondo referendum qui e attualmente l’unico meccanismo di uscita potrebbe essere l’accordo di uscita firmato dal Primo Ministro, che, sebbene pieno di pericoli, rimuove nel Regno Unito il potere di tutti i trattati UE. Il Parlamento europeo si è rivolto contro i cittadini in modo molto preoccupante.

Il risultato del referendum britannico rappresenta una svolta importante. Esso deve portare a un lavoro condotto dai socialisti per liberare ogni paese europeo dal dominio e dall’appartenenza all’Unione europea. Un equivalente di Brexit deve emergere in ogni paese. Questa ci sembra essere la priorità per ogni organizzazione dirigente della classe operaia.

L’Unione europea promuove il separatismo regionale e lo sciovinismo. È pronta a fare la guerra in questo senso, come nell’ex Jugoslavia. Utilizzerà sei contee dell’Irlanda del Nord per cercare di turbare l’uscita del Regno Unito. Sei contee! Un’eredità coloniale, che non può nemmeno organizzare un proprio autonomo governo.

L’Unione europea sta agendo per effetto della sconfitta, del declino e del collasso. Il sogno di un’Europa sociale, del latte e del miele è ormai lontano.

La farsa delle prossime elezioni europee non cambierà nulla. C’è solo una certezza sul loro esito: lo status quo sopravvivrà.

L’Unione europea non può essere riformata. Chiunque pensi di poterlo fare non comprende il processo decisionale di base dell’Unione europea e l’equilibrio delle forze all’interno delle sue strutture.

Quindi non c’è scelta per i comunisti in tutto il continente – guidare delle campagne politiche per l’uscita dall’UE come priorità centrale.

 

Partito dei Lavoratori Britannico

Contributo al seminario di Roma 11.05.2019

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