Rogo del campo per migranti di Moria, Grecia: il comunicato della sezione NAR dell’isola di Lesbo

Ieri il campo di raccolta greco per rifugiati e migranti di Moria, isola di Lesbo, è stato distrutto da un incendio. Se le esatte circostanze del rogo risultano ancora incerte, quello che invece è assolutamente certo è la vergognosa, inumana situazione in cui versavano i 12.700 internati del campo, segregati in una struttura pensata per accogliere 2.500 persone, in condizioni igieniche e sanitarie difficilissime. Alcuni degli internati erano infine risultati positivi al Covid 19.

Riportiamo il comunicato della sezione di Lesbo della Nuova Corrente di Sinistra (NAR), che sottoscriviamo. La lotta contro la criminale politica perseguita dall’UE ai danni di rifugiati e migranti deve essere condotta a livello europeo, unendo e coordiando le forze. Per questo motivo, di fronte al disastro di Moria esprimiamo tutto il nostro appoggio alle nostre compagne e ai nostri compagni greci.

***

Moria rappresenta il crimine costante dei governi greci (ND, PASOK e SYRIZA) e dell’Unione Europea, che hanno creato e ingigantito quel miserabile inferno. L’isteria contro i rifugiati dell’attuale governo, aiutata dalla stessa isteria anti-rifugiati delle autorità locali, ha portato a questo disastro senza precedenti.

La notte dell’8 settembre, i nostri peggiori timori su ciò che sarebbe accaduto in caso di rilevamento di casi di Covid 19 nel campo di Moria sono stati confermati. La paura, la rabbia, la fame, la miseria e la sofferenza delle migliaia di internati, insieme alla loro segregazione permanente nell’inferno di Moria, hanno portato questi risultati. La sinistra anticapitalista ha lottato sin dal primo momento per chiudere quell’inferno, mettendo in guardia già all’inizio della pandemia, con interventi a livello regionale e attraverso i sindacati e il movimento di massa, circa i gravi pericoli in caso di contagi nel campo e ha chiesto soluzioni e coperture immediate.

Moria presto o tardi sarebbe stata distrutta, sotto il peso della politica criminale perseguita dal governo Mitsotakis, che costituisce la continuazione di quella dei governi precedenti. Una politica che continua a trattare con il rifugiato-immigrato in termini di polizia, violenza e repressione, incarcerazione e punizione, abdicando alle proprie responsabilità politiche, nascondendosi dietro scenari di “minacce asimmetriche” e “agenti dell’est” (riferimento ai teoremi secondo cui immigrati e rifugiati sarebbero l’arma della Turchia in un complotto per la destabilizzazione della Grecia, N.d.T.).

Le condizioni di reclusione e il continuo barbaro impoverimento di rifugiati e migranti nel centro di detenzione di Moria, ma anche nelle altre isole e campi in tutto il Paese, hanno superato ogni immaginazione. Allo stesso tempo, la retorica dell’odio e del razzismo sia dei governanti locali e delle istituzioni dell’isola, sia dei gruppi fascisti, si aggiungono allo scenario già creato, fomentando la guerra fratricida tra poveri. L’incertezza sul decorso delle domande di asilo, la paura della deportazione, il confinamento nelle isole e nei centri di detenzione, il trattamento quotidiano violento da parte delle forze di polizia e la loro esclusione ed emarginazione da parte delle comunità locali sono le condizioni in cui vivono i rifugiati e gli immigrati nell’Occidente “civilizzato”, con il marchio della politica e dell’accordo UE-Turchia-Grecia.

La solidarietà nei confronti di rifugiati e migranti, soprattutto nelle attuali condizioni straordinariamente difficili, deve essere presente, forte e chiara.

Le nostre richieste:

  • I profughi di Moria devono ora essere trasferiti negli hotel chiusi di Lesbo e, dopo la quarantena, negli hotel del resto della Grecia. Occorre garantire a tutte e tutti l’assistenza sanitaria necessaria e urgente.
  • Fornire documenti di viaggio, in modo che rifugiati e migranti possano viaggiare verso i paesi di destinazione da loro scelti.
  • È tempo che queste persone vengano trasferite in case e integrate in città e centri abitati in condizioni umane, con il pieno riconoscimento dei diritti al lavoro, all’istruzione, alla salute, ecc.
  • Fermare la repressione della polizia, la violenza razzista e fascista.
  • Abolire il barbaro accordo UE-Turchia.

Dobbiamo combattere la barbara politica antipopolare del governo e dell’UE, che crea inferni moderni.

Lotte congiunte di nativi e migranti per la chiusura definitiva di Moria e di tutti i campi di concentramento!

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