Gravi minacce alla pace nella Penisola coreana: il contesto analizzato dal Partito della Democrazia Popolare (Corea del Sud)

Nel contesto di gravissima e crescente tensione internazionale prodotta dalla guerra tra Russia e Ucraina, dalla Penisola coreana giungono notizie che non fanno che alimentare i pericoli che minacciano la pace nel mondo. Il presidente eletto di destra della Corea del Sud, Yoon Seok-yeol, nelle ultime settimane si è lasciato andare a ripetute provocazioni contro la Corea del Nord, giungendo a ipotizzare un’invasione sudcoreana e suscitando durissime reazioni da Pyongyang.

Per far luce su quanto avviene in queste settimane in uno dei fronti di maggiore pericolo per la pace su scala planetaria, pubblichiamo a seguire l’analisi sviluppata dal Partito della Democrazia Popolare a proposito delle cause e delle conseguenze della vittoria elettorale di Yoon.

Alle compagne e ai compagni PDP rinnoviamo l’espressione della nostra solidarietà e del nostro sostegno alle loro lotte per l’indipendenza, l’unità nazionale coreana e la giustizia sociale. Il loro successo è di vitale importanza per tutti noi.

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Il 9 marzo scorso [alle elezioni presidenziali in Corea del Sud] è stato eletto il candidato Yoon Seok-yeol del Partito del Potere Popolare (PPP – destra). Lo scarto tra Yoon e il candidato del Partito Democratico (centro/centrosinistra) Lee Jae-myung è stato appena dello 0,8%, il più basso nella storia delle elezioni presidenziali, con un margine in voti assoluti di soli 240 mila. Yoon si aspettava di vincere con uno scarto del 10%, ma è stata una corsa testa a testa. Malgrado la maggioranza della popolazione desiderasse un cambio di governo, le problematiche di Yoon, illegittimo, ingiusto e corrotto, sono apparse chiare, mettendo a rischio la sua posizione durante tutta la campagna elettorale. Infine, Yoon si è alleato con il candidato del Partito Popolare (liberale) Ahn Cheol-soo, l’altro male radicato nel sistema politico sudcoreano, e ha vinto le elezioni per un pelo. Malgrado abbia vinto le elezioni, Yoon desta l’indignazione popolare con la corruzione sua, di sua moglie e di sua suocera e per lo scandalo Daejang-dong[1], affrontando una crisi ancora prima dell’inizio del suo mandato.

L’esito delle elezioni è stato interamente dovuto all’incompetenza di Moon Jae-in e del governo del Partito Democratico. In occasione delle diciannovesime elezioni presidenziali (2017), Moon è stato eletto travolgendo il candidato Hong Joon-pyo del Partito della Libertà (destra), secondo classificato, con uno scarto del 17,05%. È noto che la spinta alla sua elezione sia venuta dalla protesta delle candele[2] per l’impeachment del regime di Park Geun-hye (2017). Inoltre, il Partito Democratico ha potuto disporre di 180 seggi parlamentari con una vittoria schiacciante nelle elezioni generali (2020). Malgrado il popolo abbia sostenuto Moon e il Partito Democratico, il suo governo non ha attuato nessuna parte della Dichiarazione di Panmunjom del 27 aprile 2018 e della Dichiarazione congiunta di Pyongyang del settembre successivo[3]. Ha invece mantenuto una politica di umiliazione nei confronti degli Stati Uniti, dimostrandosi incapace di portare a compimento i compiti dell’indipendenza nazionale e della riunificazione pacifica. Il governo non ha avuto la volontà e la capacità di affrontare i problemi profondamente radicati nella società e realizzare la grande riforma sociale richiesta dal popolo. Lo hanno dimostrato, da ultimo, la grazia a Park Geun-hye e la libertà condizionata a Lee Jae-yong[4], concesse sul finire della presidenza di Moon. Non c’è altro motivo per cui la maggior parte del popolo abbia optato per un cambio di governo.

La vittoria di Yoon apre una grave crisi per il popolo della Corea del Sud. Yoon ha rilasciato dichiarazioni sconsiderate sul “condurre esercitazioni di guerra nucleare per l’invasione della Corea del Nord” e sul “rafforzare l’alleanza tra Stati Uniti e Corea del Sud”, aumentando la divisione della nazione e la tensione militare in Corea. Ha pronunciato parole sconsiderate in merito a “lavorare 120 ore a settimana” e “trasformare i lavoratori regolari in lavoratori precari”, preannunciando la distruzione del diritto alla sopravvivenza. Durante i regimi profondamente reazionari di Lee Myung-bak (2008-2013) e Park Geun-hye (2013-2017) si ebbe la peggiore relazione tra Corea del Nord e del Sud e si rischiò una crisi nucleare nella Penisola coreana. Sotto il regime di Lee, la brutale repressione degli sfrattati a Yongsan e quella dello sciopero degli operai Ssangyong hanno causato la morte di 33 persone. Sotto il regime della Park, ci sono stati la tragica vicenda del traghetto Sewol[5] e la morte del contadino Baek Nam-gi[6]. Questi fatti non sono stati frutto di coincidenze. Nel corso della campagna elettorale, Yoon ha reso chiaro che il suo sarà un governo allineato alla politica delle forze che tradiscono la nazione e il popolo, superando in questo le tendenze nefaste di Lee Myung-bak e Park Geun-hye.

Il sistema bipartitico filo-statunitense e conservatore non potrà mai cambiare la società. In queste elezioni, i cosiddetti “partiti progressisti” hanno presentato i loro candidati, ma Yoon e Lee hanno sempre avuto la vittoria in pugno; di conseguenza, i voti si sono concentrati sui due candidati dei partiti conservatori. Ciò rende evidente il consolidamento del sistema bipartitico filo-statunitense e conservatore. Alla fine, il popolo ha dovuto scegliere tra due mali. Anche se il governo del Partito Democratico in Corea del Sud ha portato alla sottoscrizione delle dichiarazioni congiunte Nord-Sud con un orientamento favorevole alla pace e alla riunificazione, esso si è rivelato opportunista e filo-statunitense. Non c’è dunque differenza tra il governo del Partito Democratico e quello conservatore filo-statunitense del PPP. Entrambi hanno caratteristiche filo-statunitensi e tradiscono la nazione. L’unico modo per rompere il sistema bipartitico e stabilire un governo democratico del popolo è che il popolo coreano insorga in rivolte popolari e anti-statunitensi. La ventesima elezione presidenziale ha riaffermato che solo le lotte anti-statunitensi e per la salvezza della nazione possono stabilire un regime del popolo, dal popolo e per il popolo.


[1] Scandalo legato alla speculazione immobiliare, rispetto al quale a Yoon viene mossa l’accusa di avere approfittato della posizione di procuratore per insabbiare le indagini.

[2] Movimento di massa sviluppatosi nel 2016 per esigere la rimozione dalla presidenza di Park Geun-hye, coinvolta in un grave scandalo di corruzione.

[3] Dichiarazioni congiunte dei governi delle due Coree, contenenti impegni finalizzati a mettere formalmente fine alla guerra di Corea, a perseguire la riconciliazione e a lavorare per l’unificazione nazionale.

[4] Presidente della Samsung, condannato per corruzione, appropriazione indebita e falsa testimonianza nel 2017.

[5] Naufragio avvenuto il 16 aprile 2014, costato la vita a 304 persone, per il quale sono stati portati a processo i vertici della compagnia proprietaria del traghetto, accusati di averlo caricato del triplo del peso consentito; la tragedia, di grande impatto sull’opinione pubblica sudcoreana, ha provocato un’ondata d’indignazione e solidarietà, espressa dalla popolazione indossando come simbolo visibile di partecipazione un nastro giallo.

[6] Agricoltore morto il 25 settembre 2016, dopo 317 giorni di coma, per essere stato colpito dal getto di acqua contenente capsaicina rivoltogli contro da un cannone ad acqua usato dalla polizia per disperdere una grande manifestazione contro il governo tenutasi il 14 novembre 2015.

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