Come neve al sole: la farsa del Movimento 5 Stelle tra TAV e Decreto sicurezza bis

In montagna, si sa, il meteo può cambiare repentinamente. Meglio non farsi trovare impreparati o si potrebbero avere delle brutte sorprese. In Valle di Susa lo sappiamo fin troppo bene e, anche quando si tratta di clima politico, non ci lasciamo certo sopraffare da un colpo di vento.
la notizia del voto in parlamento sulla TAV, dunque, non ci ha scomposti più di tanto. La farsa dei 5 Stelle era stata ampliamente annunciata da Conte due settimane fa e, con il voto favorevole al Decreto Sicurezza Bis, il tradimento dei grillini nei confronti del Movimento No Tav si è compiuto nella sua interezza.

I 5 Stelle sono azionisti di maggioranza nell’alleanza di governo, esprimono il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, il Ministro del Lavoro e persino il capo del Governo. Avrebbero potuto con ogni facilità ostacolare il dibattito sulla Tav in sede di governo ma, ancora una volta, hanno scelto di acquietarsi davanti alle ramanzine del loro vero capo politico, Matteo Salvini.
Non solo: abiurato il dibattito interno al governo, se i pentastellati avessero davvero voluto ostacolare il procedimento sulla Tav avrebbero potuto porre in parlamento la questione di fiducia, in modo tale, quanto meno, da costringere la presunta opposizione del PD a scegliere se salvare il governo di Salvini o assumersi delle responsabilità politiche al basso costo di una votazione inutile sulla Tav.
Anche questa via, comunque, non è stata presa ed alla fine i deputati 5 Stelle si sono trovati in parlamento a votare compattamente contro la Tav dopo aver messo a punto tutte le condizioni per assicurarsi che la mozione passasse comunque.
Un’infantile presa in giro non degna nemmeno dei peggiori comici da cabaret.

Le grandi promesse che il Movimento 5 Stelle aveva fatto al popolo No Tav si sono dissolte nell’arco di poco tempo, come neve che si scioglie al primo sole.
I grillini si sono dimostrati ancora una volta dei pupazzi al servizio della Lega.
Il loro voto negativo in parlamento è una farsa e non li salva né tanto meno giustifica dall’aver votato favorevolmente il Decreto Sicurezza Bis, oltre alle innumerevoli porcate dei mesi precedenti.

A tradimento avvenuto, poi, il meno comico di quei pupazzi ha ancora avuto a ridire sulle scontate accuse che dalla Valle sono arrivate al Movimento 5 Stelle. Beppe Grillo non ha saputo far tacere la sua vanità ed ha pensato bene di attaccare i No Tav, ostentando un presunto ruolo di leadership in Valle, legato a un sempre presunto passato combattivo. Ha poi assolto i suoi ministri e deputati, ricordando che i “poverini” alla fine hanno votato per il no. Parole inconsistenti.
Il “pupazzo di neve” Grillo che ci fa la paternale non ha capito che nel movimento non ci sono prime donne. Una comparsata in un corteo in campagna elettorale non dà accesso ad alcun “pedigree”. Infatti, nel movimento abbiam sempre detto che “su quelle barricate, su quei tralicci, c’eravamo tutti e tutte” senza distinzione alcuna.

La farsa in parlamento è un’offesa a chi nel Movimento No Tav ha dato davvero tutto, finanche a rischiare la propria vita per la lotta.
Che i buffoni e i ministri pentastellati abbiano fatto anche solo un gesto per ostacolare la Tav in Valle di Susa lo vadano a dire a chi in Valle non ci può più mettere piede perché s’è beccato un foglio di via, a chi si è fatto la galera per aver difeso l’ambiente, a chi è coraggiosamente evaso dai domiciliari per portare avanti la lotta, a chi ha affrontato a mani nude le ruspe e le trivelle, a chi si è immolato sui tralicci per non retrocedere di neanche un passo.

“Ognuno di noi deve dare qualcosa, per fare in modo che alcuni di noi non siano costretti a dare tutto”.
Agli eletti grillini, in fondo non veniva chiesto molto. Giusto giocare la loro parte nei salotti romani e negli uffici di governo. Sono riusciti a tradire anche quella minima funzione. D’altronde noi non ci aspettavamo che le cose andassero diversamente.

Resta il nodo di chi in Valle ha sempre combattuto senza mai lasciare intendere un ripensamento e che, negli anni passati, ha scelto tatticamente di supportare pubblicamente o addirittura entrare nelle fila del Movimento 5 Stelle, cercando un più ampio consenso elettorale.
Sappiamo riconoscere quegli amministratori locali che hanno lottato strenuamente e senza opportunismo alcuno e sappiamo che alle prossime tornate elettorali comunali torneranno a presentare Liste Civiche dichiaratamente No Tav e slegate da qualunque ambiguità. È a quelle compagne e a quei compagni che rivolgiamo l’invito a non esitare ulteriormente ed a tornare a fare fronte unito contro chi oggi minaccia la Valle di Susa, Movimento 5 Stelle e Lega in primis.
Ogni istante dedicato alla diatriba interna è ceduto al nemico. In questa fase non ci si può permettere ulteriore indugio; chi è disposto a lottare contro la Tav e ad opporsi a questo inumano Governo ritorni a impugnare la bandiera dei NoTav.

Infine, non ci dimentichiamo che questo governo non è certo il primo a sostenere la Tav e che fino ad ora ci sono già state decine e decine di votazioni parlamentari sulla questione, tutte prive di evoluzione alcuna. La votazione di ieri non cambia sostanzialmente nulla. L’opera continua a non esistere, così come dopo ogni precedente votazione parlamentare. Noi continueremo a resistere, così come abbiamo sempre fatto negli ultimi 30 anni.

Chiomonte, 8 agosto 2019

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