L’epidemia da coronavirus, l’impegno delle comuniste e dei comunisti

Dichiarazione comune del Partito Comunista Italiano, di Fronte Popolare e del collettivo de “La Città Futura”

L’Italia, come molti altri paesi, sta affrontando in queste settimane una grave emergenza sanitaria. Molte persone sono in pericolo di vita e soffrono per aver contratto l’infezione da coronavirus. Altre sono in isolamento nelle proprie case, in attesa di guarire o che l’esaurirsi del periodo prescritto di quarantena dia il suo responso circa la comparsa o meno dei sintomi. I decessi fino ad ora riscontrati sono centinaia. Alle famiglie e alle comunità colpite desideriamo esprimere tutto il nostro calore e la nostra vicinanza.

A tutte e tutti coloro che, operando nelle strutture sanitarie come altrove, ogni giorno si espongono e s’impegnano per tutelare la salute pubblica e il funzionamento dei servizi alla cittadinanza, rivolgiamo il nostro ringraziamento. Alle molte e ai molti che continuano a svolgere le proprie attività lavorative nelle attuali, difficili condizioni, va la nostra piena solidarietà.

Il nostro Sistema Sanitario Nazionale, la nostra economia e la nostra società affrontano una pressione senza precedenti dal dopoguerra a oggi. Lo sforzo in atto da parte del Paese intero per mettersi in condizione di far fronte all’emergenza non solo non va sottovalutato, ma è anzi una riprova della vitalità della società italiana di cui prendere coscienza con orgoglio.

Come comuniste e comunisti, sentiamo ora più che mai forte la responsabilità d’interpretare un ruolo d’avanguardia. Questo significa innanzitutto partecipare allo sforzo collettivo per far fronte all’emergenza e superarla.

La nostra comunità militante è in prima fila nel contribuire a diffondere la consapevolezza della responsabilità individuale nel rendere effettive le misure di contenimento disposte dalle autorità e nell’attenersi scrupolosamente alle indicazioni di natura igienica necessarie a evitare il contagio. Ciascuna e ciascuno di noi sente la responsabilità di partecipare alla prevenzione e allo scoraggiamento di comportamenti irrazionali che, contravvenendo alle misure imposte dal momento, aprono la via a manifestazioni di psicosi la cui pericolosità fa da moltiplicatore di quella dell’infezione.

Negli ultimi decenni, le comuniste e i comunisti sono stati tra i pochissimi a combattere contro i tagli alla sanità pubblica, la privatizzazione mascherata da “sussidiarietà”, la regionalizzazione che oggi si vuole estremizzare attraverso il modello dell’autonomia differenziata. Le polemiche politiche di questi giorni, il disordine istituzionale creato dal sovrapporsi delle competenze delle regioni a quelle dello Stato, la rincorsa a mobilitare le energie migliori del Paese per recuperare il terreno perduto nel presidio medico del territorio, rendono pienamente giustizia alla fondatezza delle nostre battaglie.

Tornare a porre oggi queste questioni è parte integrante della responsabilità che ci assumiamo nel contribuire alla gestione dell’emergenza ed è necessario per costruire la più ampia consapevolezza riguardo le responsabilità della classe dirigente e padronale. Occorre vigilare, politicamente e sindacalmente, su quanto si sta facendo in queste ore per combattere il virus, sostenendo con risolutezza ogni misura che rafforzi la capacità operativa delle strutture sanitarie e di tutto quanto si muove intorno a esse.

Chiediamo anche con forza che si prendano misure a tutela della salute nelle carceri, condannate al sovraffollamento dalla logica repressiva affermatasi negli ultimi decenni, destinando a pene alternative alla detenzione le detenute e i detenuti con condanne lievi e un basso livello di pericolosità sociale.

Queste considerazioni vanno per noi inquadrate nella prospettiva più ampia del ripristino e del rafforzamento del modello democratico, dell’uguaglianza formale di cittadine e cittadini, del perseguimento della loro eguaglianza sostanziale e dell’esercizio della sovranità popolare, più volte minati negli ultimi decenni da riforme costituzionali di stampo reazionario e dall’influenza di stampo ordoliberista dell’Unione Europea. Per questo motivo, con lo stesso spirito che ci ha spinto a prendere posizione per il NO al taglio del numero dei parlamentari, ci opponiamo radicalmente alla proposta della nomina di un commissario straordinario per gestire l’emergenza coronavirus: le istituzioni democratiche sono perfettamente in grado di operare a tutela della salute pubblica con gli strumenti legali a loro disposizione e bisogna pertanto respingere con fermezza ogni tentativo strumentale di approfittare della situazione per  avallare logiche autoritarie e pericolose.

Nelle situazioni di crisi si rivela sempre, nel modo più chiaro, quali forze sociali siano in grado di assumersi la responsabilità di non cedere alle avversità e progredire nell’interesse di tutte e di tutti. Questo ruolo spetta oggi, una volta di più, alle lavoratrici e ai lavoratori. Come comuniste e comunisti, siamo al loro fianco e con loro nel far fronte ai pericoli del momento e nel dar loro risposta in termini che aprano la strada al progresso di cui l’Italia ha urgente bisogno.

 

 

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