Dalla parte degli operai di Modena. La resistenza operaia non diventi un problema di ordine pubblico o storia di ordinaria repressione.

A breve si apriranno due maxi processi che vedono imputati centinaia di lavoratori/trici protagonisti di due importanti vertenze, alla Alcar Uno di Castelnuovo Rangone e ad Italpizza di Modena.
Chi sono gli inquisiti? Operai, facchini e solidali protagonisti di lotte durate mesi, accusati di aver picchettato i cancelli di aziende che da anni li sottoponevano a ritmi di lavoro insostenibili con retribuzioni da fame. Sono state lotte importanti, lunghe e faticose che hanno messo in luce la condizione di sfruttamento alimentata da buste paga spesso sbagliate, una condizione lavorativa e di vita insostenibile, alimentata dalla precarietà, dai cambi appalto, dalla presenza spesso di cooperative spurie che abusavano di contratti di lavoro a dir poco penalizzanti. A processo andranno centinaia di lavoratori/trici ai quali si contestano i  reati di piazza, dalla resistenza all’oltraggio fino alle lesioni con l’aggravante delle pene previste dai decreti Salvini in merito al reato di blocco della produzione ai cancelli delle aziende. Oltre 200 rinviati a giudizio in due maxi processi a seguito di indagini durate mesi e lunghe operazioni di intelligence giudiziaria costate ai contribuenti italiane centinaia di migliaia di euro.
Altre centinaia di lavoratori\trici sono rinviati a giudizio per processi legati a vertenze territoriali, i reati contestati sono sempre gli stessi a dimostrazione che il Pacchetto sicurezza era stato pensato non solo per colpire i migranti ma anche le opposizioni sindacali e sociali. E a oltre un anno di distanza dall’insediamento del Conte bis, i decreti della vergogna sono ancora vigenti. Un’autentica persecuzione da tempo costruita ai danni dei facchini e dei solidali e del sindacato che li organizza, il Si Cobas, a coprire quel modello di sfruttamento basato sulle cooperative, molte false o presunte tali, processi  contro i lavoratori che tuttavia arrivano dopo la denuncia dettagliata di tante irregolarità, di elusioni fiscali e contributive ai danni dello Stato e degli operai, di un sistema corruttivo e di lavoro nero sempre più diffuso nelle regioni floride del paese. Altri processi sono in arrivo e interessano un numero imprecisato di lavoratori appartenenti ad altre sigle sindacali, in tutto sono quasi 1000 gli imputati per reati di piazza legati all’esercizio di sciopero e alle forme di lotta intraprese.
Modena  e l’Emilia sono state laboratorio di un sistema economico imprenditoriale basato sullo sfruttamento intensivo della forza lavoro attraverso il sistema delle cooperative, oggi rappresentano il laboratorio della repressione ai danni di facchini e solidali ai quali va la nostra incondizionata solidarietà.
Nel paese soffia forte un vento reazionario che mette sul banco degli imputati i lavoratori combattivi e i solidali. E su quel banco ci siamo tutti\e.
ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI COMUNISTI

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