Si scrive “Amazon”, si legge “logistica”: priorità a lavoratrici e lavoratori del settore nell’accesso ai vaccini!

Il recente sciopero della filiera italiana di Amazon è la spia di allarme di una situazione che imperversa in tutto il settore della logistica e grida alla necessità di una riforma, anzi di una vera rivoluzione, incalzando la presa di consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore logistico, al centro di una spirale sociale che va stringendosi sulla precarietà dei rapporti di lavoro e sulla crescente domanda occupazionale, che con la pandemia ha trovato un nuovo apice.

L’era dell’e-commerce ha potuto sperimentare e consolidare nuove strategie comunicative e vecchie forme di repressione, come la ricattabilità degli operai a raffronto del crescente “esercito di riserva” che con la crisi economica ha seminato disoccupazione, portando al fallimento di numerose piccole e medie aziende. Nel frattempo, il volume commerciale non si è ridotto a causa del duro colpo al nostro tessuto produttivo, ma ha consentito di incrementare esponenzialmente la vendita online.

La rete dei corrieri che fanno fronte a questo sistema si trova travolta da una grande quantità di merci alla quale dovrà necessariamente adeguare le proprie strutture. Dall’altra parte, il mondo del lavoro deve pretendere un aggiornamento tardivo dei contratti nazionali e nuove forme di controllo, nonché l’adeguamento dei dispositivi formali per la sicurezza e la salute.

La convivenza col virus, tanto evocata durante l’estate, non può essere realizzata sulla pelle di lavoratrici e lavoratori mandati allo sbaraglio!

I contratti nazionali, non ancora rinnovati, porteranno a gravi flessioni salariali, in un contesto di crisi in cui i rincari insidiano le stesse condizioni di vita dei lavoratori.

Alla luce di tutto ciò, è inconcepibile che lavoratrici e lavoratori del mondo della logistica non figurino come fascia prioritaria nella campagna vaccinale: un settore che sempre deve andare avanti, senza smartworking, ma verso il quale si esprime una discriminazione sociale del tutto evidente. Se vuoi lavorare non hai scelta: devi accettare tutti i rischi e praticare il funambolismo per evitare di cadere nel baratro sociale.

È necessario rivendicare la priorità nell’erogazione dei vaccini per questo settore strategico, che non può mai fermarsi, nel quale si esprimono le grandi contraddizioni della nostra epoca. È importante marciare a fianco dei lavoratori per il rinnovo dei contratti, per regolamentare gli standard produttivi dei corrieri e lottare contro il caporalato, per un lavoro sicuro e dignitoso.

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