Una nuova provocazione fascista, un nuovo covo nero alle porte di Milano

La cintura di comuni che cinge Milano si è sempre rivelata un terreno difficile per le infiltrazioni fasciste. L’altissima concentrazione operaia e conseguentemente la forte presenza territoriale del PCI prima e di Rifondazione Comunista poi, delle organizzazioni sindacali e dei collettivi, centri sociali e luoghi di ritrovo proletario, hanno garantito per decenni all’hinterland milanese di non vedere aggiungersi ai problemi tipici di ogni periferia anche quello della crescita dell’estrema destra.

Le cose da alcuni anni stanno però cambiando: i legami sociali, le reti di solidarietà, la forza delle organizzazioni della sinistra di classe si stanno velocemente deteriorando. L’individualismo e la mancanza di prospettive collettive contribuiscono a fertilizzare l’humus nel quale l’estrema destra è in grado di mettere radici.

In Martesana, territorio comprendente molti comuni a Nord/Est di Milano, lungo la direttrice del naviglio Martesana, sembra essere il comune di Cernusco sul Naviglio il luogo prescelto da Casapound come testa di ponte per tentare di radicarsi nei comuni limitrofi.

Il paese, già quartier generale di Pivert, marchio di abbigliamento di proprietà di Francesco Polacchi, dirigente prima di Blocco Studentesco e ora coordinatore regionale lombardo di Casapound, subisce l’apertura della terza libreria italiana (dopo Bolzano e Piacenza) a marchio Altaforte, la casa editrice di Casapound. Inaugurata sabato 7 novembre, la libreria si appresta a divenire luogo di incontro e coordinamento per gli affiliati di estrema destra dell’hiterland.

Questo ennesimo smacco per la storia democratica e antifascista del territorio non è passato però inosservato. Molte realtà antifasciste della zona si stanno coordinando per poter garantire una risposta adeguata a questa pericolosa apertura, sopperendo anche all’immobilismo della giunta e del sindaco di Cernusco.

A tal fine è rinata, dalle ceneri di un precedente collettivo, Martesana Libera, una sorta di coordinamento territoriale del quale anche i nostri compagni di zona fanno parte.

Con l’hashtag #boicottaaltaforte e la scritta Il fascismo non è cultura, buttalo nella spazzatura” sono  già stati affissi in giro per il paese decine di adesivi, primo passo che porterà ad una grande mobilitazione di piazza non appena le norme di sicurezza sanitaria lo renderanno possibile.

Oggi più che mai serve ricostruire un senso comune, una prospettiva politica e sociale, un orizzonte di reale cambiamento economico e sociale che sia in grado di strappare alla destra estrema le simpatie di sempre più ampie fasce del proletariato delle nostre città.

Fronte Popolare si mette a disposizione per rispondere collettivamente a questa sfida. Ne va del futuro dei nostri territori e del Paese intero.

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