Anticomunismo in Polonia: una sentenza iniqua contro i comunisti polacchi

Da tempo ormai il Partito Comunista di Polonia (KPP) è vittima di persecuzioni da parte del governo autoritario e di estrema destra di Varsavia. Segue il testo di un documento da noi sottoscritto insieme al KPP, al Polo di Rinascita Comunista in Francia (PRCF) e ad altre organizzazioni, contro i più recenti sviluppi della situazione e una spiegazione del caso da parte del compagno Krzysztof Szwej, presidente del KPP.

Per l’Italia aderisce, insieme a noi, il Partito Comunista Italiano.

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Anche in tempi di crisi sanitaria, in Polonia la repressione politica non si ferma mai. I compagni della rivista Brzask, perseguitati da quattro anni, sono stati appena condannati a una pena pecuniaria di mille zloty per imputato a favore di un’organizzazione filogovernativa (la “Fondazione per l’aiuto alle vittime”), oltre che al pagamento delle spese processuali. Gli imputati stanno valutando la possibilità di ricorrere in appello presso l’Alta Corte Regionale di Katowice (Alta Slesia), che li aveva già condannati. Esaurirli fisicamente, mentalmente e finanziariamente è la tattica scellerata dell’attuale governo polacco contro i militanti del Partito Comunista di Polonia (KPP), mirando a un possibile scioglimento del partito. In una situazione del genere, gli imputati disoccupati non possono dedicarsi alla ricerca di un lavoro. Inoltre, con una tale accusa e la minaccia di un’eventuale carcerazione, hanno poche possibilità di essere assunti.

Chiediamo a tutti i progressisti, democratici e patrioti di rimanere mobilitati e di continuare la lotta per il pieno e totale proscioglimento dei compagni polacchi.

Organizzazioni firmatarie:

Partito Comunista di Polonia

Gli Amici di Edward Gierek

Fronte Popolare

Polo di Rinascita Comunista in Francia

Comitato Internazionalista per la Solidarietà di Classe

Odrodzenie Komunizmu

Partito Comunista Italiano

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Il verdetto nel processo contro il Partito Comunista di Polonia – non colpevoli ma multati

Il 17 marzo è stato emesso il nuovo verdetto del lungo processo contro i redattori di “Brzask”, il giornale del Partito Comunista Polacco, e del suo sito web, accusati di promuovere un sistema statale totalitario.

In questo caso, il tribunale distrettuale di Dąbrowa Górnicza ha già respinto due volte le accuse e, dopo i ricorsi della pubblica accusa, il caso è stato riesaminato. Questa volta il tribunale distrettuale di Dąbrowa Górnicza è stato messo sotto pressione dalle sentenze sfavorevoli del tribunale superiore, il tribunale distrettuale di Katowice.

Il verdetto è stato emesso in assenza degli imputati, in quanto sono state introdotte restrizioni di accesso a causa dell’epidemia di coronavirus. Le accuse contro i tre imputati sono state ritirate con riserva, ma allo stesso tempo sono stati obbligati a pagare mille zloty ciascuno alla “Fondazione per l’assistenza alle vittime” e sono stati condannati a pagare parte delle spese processuali. Quindi non siamo stati condannati… ma multati.

La sentenza non è definitiva e può essere impugnata sia dalla procura che dall’imputato.

Attendiamo le motivazioni e la forma scritta del giudizio.

In caso di appello, il caso sarà esaminato dal Tribunale regionale di Katowice, che ha già deciso per due volte implicitamente sulla colpevolezza degli imputati. Questo tribunale è noto perché i suoi dipendenti hanno aiutato i gruppi neofascisti che hanno celebrato la nascita di Adolf Hitler.

Indipendentemente dallo svolgimento del caso e dalle successive condanne, siamo determinati a lottare fino all’esaurimento delle opzioni legali nel paese. Quando la sentenza sarà definitiva, continueremo la nostra lotta per ottenere un risarcimento per i molti anni di vessazioni subite dal Partito e dai suoi membri, evidenziando i numerosi precedenti che indicano la parzialità del sistema giudiziario, che risponde alle pressioni politiche del partito nazionalista e anticomunista Diritto e Giustizia, al potere in Polonia.

 

Krzysztof Szwej
Presidente del Partito Comunista di Polonia

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