“Anagrafe anticomunista” a Genova: destra e renziani insudiciano la città medaglia d’oro della Resistenza, il PD si astiene

La spinta all’equiparazione tra comunismo e fascismo non si placa. Dopo la vergognosa risoluzione del Parlamento Europeo del 19 settembre 2019, ora a richiamare l’attenzione è lo scandalo di Genova, amministrata dal sindaco di destra Mario Bucci.

Con un ordine del giorno a firma del capogruppo in Consiglio comunale di Forza Italia, Mario Mascia, approvato con i voti della maggioranza e quelli di Italia Viva, è stata approvata l’istituzione di un’anagrafe antifascista, ma anche anticomunista. Il Partito Democratico e la lista Crivello collegata all’ex candidato sindaco si sono vergognosamente astenuti. Contrari – e ne va reso loro merito – i consiglieri del Movimento 5 Stelle.

L’ANPI cittadina è subito intervenuta per esprimere preoccupazione: “Una mozione inaccettabile che va contro la realtà della storia e che dimostra scarsa o nessuna conoscenza della verità dei fatti, un vero sfregio ideologizzante, che è passata con il sì della maggioranza, l’astensione dei sei consiglieri di PD e Lista Crivello e cinque contrari (M5S). Ai cancelli di Auschwitz, il 27 gennaio 1945, si presentarono i soldati dell’Armata Rossa: non certo i consiglieri del centrodestra”.

Dall’interno del PD si segnala la reazione di Gianni Cuperlo, già ultimo segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana: “Non so se lo faranno i consiglieri comunali di lì o il PD della città di Genova. Lo faccio io per loro: dobbiamo solo chiedere scusa. E sperare che chi sa, chi legge, chi ha una coscienza politica e non solo, quelle scuse le accetti. A volte, sapete, tutto diventa faticoso. Molto”.

L’appello di Cuperlo sembra essere stato accolto, dal momento che il PD genovese ha chiesto effettivamente scusa per quello che viene definito un “errore di valutazione”. Scuse ipocrite, se si considera come gli eurodeputati del PD abbiano votato a favore della risoluzione dello stesso segno approvata dall’Europarlamento.

Nell’Italia del 2021, pronta al governo della grande ammucchiata tra estrema destra e sedicente “centrosinistra” sotto le insegne di Mario Draghi, dell’Unione Europea e del capitale finanziario, si vuole che non ci sia posto per la critica radicale dello stato di cose presente e per la lotta per la sua trasformazione. Noi però non ci facciamo intimidire: se mai la vergogna delle “anagrafi anticomuniste” dovesse prendere corpo ed estendersi, saremmo orgogliosi di figurarvi e, lorsignori possono starne certi, non faremmo neanche un passo indietro.

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