Negli USA come in Italia, antifascisti e antirazzisti! Solidarietà al Workers World Party!

Make racists afraid again! Smash white supremacy!- Facciamo tremare ancora i razzisti! Spazziamo via il suprematismo bianco!

Risoluzione della Segreteria Centrale di Fronte Popolare

Lo scorso 12 agosto Charlottesville (Virginia USA) è stata teatro di una marcia di estrema destra e di suprematisti bianchi. Nostalgici e fautori dell’apartheid americano, la marcia è stata un’occasione per protestare contro il recentemente rinominato Emancipatory park, prima dedicato al Generale Lee, capo delle truppe del Sud schiavista durante la Guerra Civile. Il corteo razzista, con la connivenza delle forze di polizia presenti, ha attaccato i tanti compagni che avevano raggiunto il luogo per bloccare l’evento. In questo contesto, un militante filo-nazista si è scagliato contro il corteo antirazzista a bordo di un’auto, uccidendo la manifestante Heather Heyer e ferendo altre diciannove persone.

La risposta non si è fatta attendere. In tutto il paese continuano le manifestazioni antifasciste e antirazziste. Agli appelli di molti esponenti politici a reagire all’odio soltanto ‘con l’amore’, a coloro i quali si appellavano al primo emendamento per giustificare gli attacchi dei nazisti e al ripugnante tentativo di Trump, eletto anche grazie al sostegno dell’ultra-destra, di mettere sullo stesso piano gli “opposti estremismi”, i compagni del Workers World Party (WWP) hanno risposto rilanciando lo slogan “Facciamo tremare ancora i razzisti! Spazziamo via il suprematismo bianco!”, così rifiutando fermamente una narrazione che avrebbe tagliato le gambe ad ogni possibile movimento di protesta efficace contro le spinte xenofobe. In un periodo di crisi sociale ed economica che sta mettendo a dura prova il centro di comando imperialista occidentale, il razzismo può produrre debilitanti divisioni all’interno della nuovamente agitata classe lavoratrice americana.

Agli slogan i compagni hanno fatto seguire i fatti. Così lunedì 14 agosto una nutrita contestazione ha preso luogo all’Università del North Carolina nella contea di Durham e ha abbattuto la statua dedicata ai sudisti, posta nei cortili del campus fin dal 1924. In seguito a ciò, la compagna Takiyah Thompson è stata arrestata e poi rilasciata dopo alcune ore in quanto autrice materiale dell’abbattimento. A suo carico pendono ora pesanti accuse. Lo stesso è accaduto ad altri militanti del WWP coinvolti nella dimostrazione.

Alla compagna Takiyah Thompson e agli altri compagni perseguiti a Durham, al Workers World Party e a tutti coloro che si stanno opponendo alle spinte di ulteriore razzializzazione della società americana va il nostro assoluto sostegno.

La società statunitense sta infatti reagendo all’alto livello di disuguaglianze che la caratterizzano e che risultano ogni giorno di più insopportabili, complice la grave crisi economica che ha investito tutto l’occidente capitalista. Soprattutto fra i giovani, la voglia di lottare per un cambiamento drastico e per una società più equa e giusta sta tornando protagonista. In tutte le sue contraddizioni, l’inaspettato risultato di Sanders alle primarie democratiche del 2016 ne è una prova. Come lo è l’irrisolvibile crisi politica che ha portato all’elezione di Trump. Insomma, tutto ci parla di una classe politica asservita agli interessi capitalistici che non riesce più a convincere e a stregare con il ‘sogno americano’.

Quale migliore arma del razzismo per cercare di sabotare questo vento di cambiamento? Ed è così che il nuovo inquilino della Casa Bianca, ammiccando a potenti ambienti della destra americana, agevola la nuova ondata di razzismo che sta investendo l’America e alla quale con coraggio rispondono in moltissimi, decisi a non farsi abbindolare dalla guerra fra poveri. La loro denuncia resta ferma verso i veri nemici. La lotta degli afro-americani e delle altre nazionalità oppresse, lungi dall’aver giovato della presidenza Obama, ora si salda con quella per una vita e un lavoro più dignitoso per tutta la classe lavoratrice statunitense.

Ma il nostro non è solo lo sguardo di chi osserva preoccupato la violenza xenofoba e la repressione poliziesca che colpiscono i nostri compagni oltre-oceano. Il nostro è uno sguardo vigile e militante!

Sappiamo bene che i cani da guardia del capitalismo stanno trepidando anche qua da noi, in attesa che gli venga dato il via libera di partecipare alla repressione di coloro che si organizzano e lottano per un’alternativa allo stato di cose presenti. La repressione poliziesca e fascista colpisce chi resiste sul posto del lavoro, che viene accusato di strumentalizzare la crisi per rompere una (iniqua) coesione sociale. Ma i fascisti che si riempiono la bocca di parole dal sapore nazionalista sono in verità i primi traditori di una Patria che aiutano a depredare e a impoverire ogni giorno di più. Il razzismo, benché in modalità differente, viene usato come arma di divisione della classe lavoratrice, additando il lavoratore migrante. Tristemente, anche qua da noi le risposte che il mondo dell’accoglienza propina sono insoddisfacenti e basate sulla retorica dell’amore e della carità contro l’odio. Un approccio di classe alla questione dei flussi migratori e nei confronti di quel pezzo importante di proletari immigrati sul suolo europeo è così abilmente schivato.

Tuttavia, noi combattiamo una sola lotta: quella dei lavoratori di tutti i paesi contro gli sfruttatori e i loro cani da guardia!

Make racists afraid again! Smash white supremacy!

Per maggiori informazioni e per contribuire alle spese giudiziarie che seguiranno al processo ai compagni arrestati, visitate http://www.workers.org

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