Elezioni britanniche del 12 dicembre: noi stiamo con Jeremy Corbyn (ITA+ENG)

Dichiarazione della Commissione Politica Centrale di Fronte Popolare

Le elezioni generali britanniche che si terranno il 12 dicembre rappresentano un passaggio di estrema importanza per l’Europa intera, rispetto al quale riteniamo che tutta la sinistra continentale sia chiamata a prendere posizione. Ciò non soltanto per la centralità assunta dalla questione della Brexit, ma anche perché l’approfondirsi della crisi sociale ha generato una polarizzazione del dibattito politico profondamente marcata dal modello che si propone per le relazioni sociali.

Il programma presentato dal Labour di Jeremy Corbyn, profondamente popolare nell’ispirazione, oppone una proposta di riformismo radicale e avanzato al collasso prodotto dall’ideologia neoliberista e dalla globalizzazione capitalistica. Esso rappresenta un nuovo passo avanti della dirigenza laburista nel suo progetto di ampio respiro per restituire un’espressione soggettiva indipendente alle lavoratrici e ai lavoratori, basata su un programma minimo di classe. Come comuniste e comunisti non possiamo che guardare con estrema attenzione, con apertura mentale e capacità critica a quanto avvenuto nel movimento operaio britannico da quando l’attuale direzione ha assunto la guida del Labour.

Nel silenzio significativo degli esponenti della socialdemocrazia liberista organizzata nel Partito del Socialismo Europeo, Corbyn chiama alla mobilitazione sociale, e quindi anche elettorale, le lavoratrici e i lavoratori per dar corpo, con la loro partecipazione attiva, a un’alternativa fondata sull’intervento pubblico nell’economia, sui principi di una rivoluzione ecologica nel modello di produzione, sull’investimento in servizi pubblici, gratuiti e di qualità, sulla lotta alle diseguaglianze e alla povertà, su maggiori diritti e sullo sviluppo della democrazia nei luoghi di lavoro.

Se le contraddizioni persistenti all’interno del Labour hanno prodotto una linea sulla questione Brexit che non possiamo definire pienamente soddisfacente, ci pare che essa rappresenti l’esito più avanzato possibile a sinistra per un’opzione politica a vocazione maggioritaria nelle condizioni date di quel partito e di quel paese.

Se il Labour dovesse registrare una forte affermazione nelle urne, la possibilità di dar vita a un’espressione politica indipendente delle classi lavoratrici si rafforzerebbe in tutta l’Europa, aprendo nuove prospettive di azione e di lavoro politico indispensabili, in un momento in cui l’attacco del capitale contro il mondo del lavoro è violentissimo e, sotto l’egida dell’Unione Europea, mira a travolgere ovunque quanto resta delle conquiste sociali del XX secolo.

Non a caso, negli ultimi mesi la demonizzazione della figura di Corbyn e del suo Labour come alternativa di governo alla destra di Boris Johnson, manovrata da Washington, è stata unanimemente condotta dalla grancassa antipopolare della propaganda di ogni colore.

Per questo motivo esprimiamo sostegno al Labour in vista delle elezioni del 12 dicembre e solidarietà alle comuniste e ai comunisti britannici che in modo critico e costruttivo lavorano per una vittoria laburista.

Nessuna neutralità è possibile. Come comuniste e comunisti sappiamo da che parte stare!

***

12 December General Election: We Stand with Jeremy Corbyn

 

The 12 December British general election is a crucial step for the whole of Europe, regarding which we believe that the entire continental left is called upon to take a stand.

The reason is not only that the Brexit issue has taken a central role, but also that the deepening of the social crisis has generated a polarisation of political debate that is profoundly marked by the model proposed for social relations.

The manifesto presented by Jeremy Corbyn’s Labour, deeply popular in its inspiration, opposes the proposal of a radical and advanced reformism to the collapse produced by neoliberal ideology and capitalist globalisation. It represents a further step ahead for the Labour leadership in its wide-ranging project to restore an independent subjective expression of the workers, based on a minimum class programme. As communists, we can only look with extreme attention, open-mindedness and critical capacity at what has happened in the British workers’ movement since the current leadership took Labour’s helm.

Under the meaningful silence of the neo-liberal socialdemocrats organized by the Party of European Socialism, Corbyn calls for the social – and thus electoral as well – mobilisation and asks the workers to actively shape an alternative society. The Labour programme calls for broader public intervention in the economy, an ecological revolution in the production model, public investment in free and quality services, a fight against inequalities and poverty, and for higher workers’ rights and the development of workplace democracy.

If it is true that the persistent contradictions within Labour have produced an ambiguous line on the Brexit issue, which we cannot define as fully satisfactory, the manifesto is the most advanced possible outcome for this major left party under the given conditions in that country.

If Labour were to record a strong affirmation in the ballot box, the possibility of giving life to an independent political expression of the working class would be strengthened throughout Europe, opening up new prospects for action and political work, truly essential at a time when the attack of capital against labour is very violent and, under the aegis of the European Union, aims to destroy everywhere what remains of the social achievements of the twentieth century.

It is no coincidence that in recent months the demonisation of the figure of Corbyn and his Labour Party as an alternative to Boris Johnson’s right, controlled by Washington, has been unanimously led by the anti-popular propaganda of all colours.

Therefore, we express our support for Labour in the run-up to the 12th of December elections and our solidarity with the British communists who are working in a critical and constructive way for a Labour victory.

No neutrality is possible. As communists, we know on which side to stand!

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