L’emorragia della migrazione italiana non si ferma

Il nuovo rapporto Migrantes 2018 illumina ancora una volta uno degli effetti catastrofici degli squilibri territoriali capitalistici, aggravati dalla grande recessione del 2008 e dalle politiche criminali che sono state messe in campo per cercare di salvare il profitto e i padroni. L’Italia è investita da un’ondata di emigrazioni dalle proporzioni drammatiche.

“Dal 2006 al 2018- si legge- la mobilità italiana è aumentata del 64,7% passando, in valore assoluto, da poco più di 3,1 milioni di iscritti all’AIRE a più di 5,1 milioni”. Sono sopratutto i giovani e i giovani adulti a partire. Tuttavia c’è un incremento strabiliante di quelli che il rapporto definisce “migranti maturi disoccupati”. Come al solito, i dati disponibili (che si riferiscono alle iscrizioni all’AIRE e alle cancellazioni dall’Anagrafe) ci parlano di giovani dal titolo di studio medio-alto e che arrivano dal Nord Italia. In realtà possiamo immaginare che l’emorragia sia molto superiore e coinvolga uno strato molto piu’ variegato di popolazione che emigra e che non si iscrive all’AIRE, né si cancella dall’Anagrafe, magari per l’incertezza dovuta ad un trasferimento senza prospettive certe.

Migrazione che vuol dire infatti molte volte fragilità e precarietà. A Londra i nostri connazionali ricoverati nei centri di salute mentale e senzatetto aumenta. In Australia, essi subiscono le stesse sorti dei migranti che sbarcano sulle nostre coste: “Negli ultimi sette anni, dal primo luglio 2010 al 30 giugno 2017, 422 cittadini italiani sono stati portati in centri di detenzione per immigrati irregolari. Nell’ultimo dato disponibile, l’anno finanziario 2016-2017, sono stati 73 i cittadini italiani trattenuti in Australia in vari centri di detenzione per irregolari e, alla data del 30 giugno 2017, dieci cittadini italiani erano ancora rinchiusi in tali strutture.”

La sfida che ci è posta di fronte è costruire un futuro migliore per il nostro paese, dove venga creato lavoro di qualità e dove si arresti subito la distruzione della scuola pubblica, della sanità e dei servizi.

(comunicato del neonato gruppo di lavoro Esteri FP- Rino Della Negra)

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