Stati Uniti: “la Squadra” non si arrende di fronte agli attacchi di Trump

 

Pubblichiamo a seguire un articolo di Monica Moorehead, storica attivista comunista afroamericana e già candidata del Workers World Party alla presidenza degli Stati Uniti, a proposito degli attacchi razzisti e sessisti di Donald Trump contro le deputate Ilhan Omar, Alexandria Ocasio-Cortez, Ayanna Pressley e Rashida Tlaib.

Sappiamo come l’amministrazione Trump, attraverso Steve Bannon, stia lavorando per diffondere in Europa lo stesso veleno fascista, xenofobo, razzista e sessista di cui ogni giorno inonda la società statunitense, e sappiamo come Matteo Salvini, che di quell’ideologia è il portatore in Italia, sia il tirapiedi proprio di Trump e di Bannon.

Contro tutto questo, la sinistra statunitense, in tutte le sue componenti, reagisce compatta, ogni giorno nella lotta contro le violazioni dei diritti umani dei migranti al confine con il Messico, contro le aggressioni guerrafondaie di Washington alla libertà dei popoli, contro lo sfruttamento del lavoro e per estendere i diritti di tutte e tutti, e oggi difendendo le quattro deputate aggredite. Una lezione da fare nostra.

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Il suprematista bianco, misogino presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha continuato per la seconda settimana di fila la sua invettiva razzista contro “la Squadra”, come le quattro donne di colore del Congresso si definiscono orgogliosamente. Le deputate Alexandria Ocasio-Cortez (New York), Ilhan Omar (Minnesota), Ayanna Pressley (Massachusetts) e Rashida Tlaib (Michigan) sono rispettivamente portoricana, somala, afroamericana e palestinese.

Trump aveva dichiarato che tutte e quattro le donne avrebbero dovuto “tornare da dove venivano” per aver criticato le politiche statunitensi. Le deputate Omar e Tlaib sono musulmane e la deputata Omar indossa sempre un hijab. Delle quattro, solo la deputata Omar è nata fuori dagli Stati Uniti.

Le schiette deputate del Congresso hanno provocato l’ira di Trump non per le loro nazionalità e per il genere, ma soprattutto per essersi schierate politicamente in difesa dei migranti, compresi i bambini, tenuti in condizioni disumane nei campi di detenzione. Dozzine di prigionieri sono morti in quei campi di concentramento. Il loro crimine principale? Sono stati costretti ad abbandonare le loro terra natali, le cui economie sono state distrutte dal super-sfruttamento e dal saccheggio imperialista degli USA.

Le quattro hanno tenuto una conferenza stampa nazionale congiunta il 15 luglio a Washington, accusando Trump di promuovere il nazionalismo bianco per dividere la popolazione secondo criteri razziali. A seguito della conferenza stampa, il 16 luglio la Camera dei Rappresentanti ha approvato con 240 voti contro 187 una risoluzione non vincolante che condanna le dichiarazioni razziste di Trump.

La deputata Tlaib ha parlato di quanto sia orgogliosa dei suoi genitori immigrati palestinesi e degli anni di gioventù nel suo distretto di Detroit: «La città che ha dato vita a movimenti che hanno combattuto e vinto contro il razzismo e la disuguaglianza nel nostro paese. Una città che mi ha insegnato a non arrendermi mai, a parlare quando vedo un’ingiustizia, e quella che ha eletto una delle prime due donne musulmane in servizio al Congresso degli Stati Uniti».

In una manifestazione dalla platea composta di bianchi in modo straordinariamente omogeneo a Greenville, nel nord della California, il 17 luglio, mentre attaccava tutte e quattro le donne come “non patriottiche”, Trump ha scelto deputata Omar come bersaglio della sua retorica più xenofoba. La folla, il cui umore era apertamente eccitato al linciaggio, ha iniziato allora a intonare in coro: «Spediscila indietro». Il 18 luglio Trump ha affermato di non essere d’accordo con il coro, ma il punto è che è rimasto in silenzio per almeno 13 secondi mentre veniva intonato, prima di ricominciare a parlare.

La sua posizione ambivalente del 17 luglio ricorda molto la reazione alla violenta mobilitazione neofascista del 12 agosto 2017 a Charlottesville, in Virginia, in occasione della quale venne assassinata da un neonazista l’attivista antirazzista bianca Heather Heyer. Inizialmente, Trump cercò di prendere le distanze dai neofascisti, ma facendo un immediato voltafaccia. Affermando che “entrambe le parti erano ugualmente responsabili”,  mise sullo stesso piano la violenza dei neofascisti e la resistenza giustificata e unitaria degli antifascisti.

Le invettive razziste e sessiste di Trump contro quattro deputate del Congresso stanno scatenando violenti attacchi nei loro confronti sui social media. Un poliziotto bianco di Gretna, in Louisiana, ha dichiarato apertamente sulla sua pagina Facebook che la deputata Ocasio-Cortez è una “idiota” che dovrebbe essere fucilata, aggiungendo che si meriterebbe un “giro” – e non si riferiva ai suoi giorni come barista. Il capo della polizia di Gretna ha commentato che il post è “inquietante”,  ma di non percepirlo come una “minaccia”.

Quest’ultimo attacco sui social media arriva subito dopo il caso degli agenti della polizia di frontiera che hanno pubblicato fotomontaggi raffiguranti lo stupro di gruppo di Ocasio-Cortez sulla loro pagina Facebook – un atto su cui il Dipartimento della Sicurezza Interna ha taciuto.

Supporto di base per la Squadra

Le quattro hanno ricevuto un enorme sostegno nei loro rispettivi stati. Quando la deputata Omar è tornata nel suo distretto di Twin Cities, Minnesota, il 19 luglio, è stata accolta all’aeroporto con allegria e abbracci da centinaia di sostenitori di tutte le nazionalità. Per mezzo di un megafono, Omar ha detto alla folla: «Ora vedete che quando ho detto di essere l’incubo del presidente avevo ragione. Continueremo a essere un incubo per questo presidente, perché le sue politiche sono un incubo per noi. E non siamo scoraggiati, non siamo spaventati, siamo pronti».

Asma Mohammed, direttrice legale di Reviving the Islamic Sisterhood for Empowerment a North Minneapolis e organizzatrice del raduno all’aeroporto, ha dichiarato in un articolo sul Times: «Trump sta lavorando per far sentire impauriti i musulmani, gli immigrati, i rifugiati e le persone di colore perché ha paura del nostro potere collettivo e ha incoraggiato i nazionalisti bianchi distinguendo tra chi appartiene a questo paese e chi no».

Lo stesso giorno, la deputata Omar ha parlato del suo sostegno a Medicare for All [la proposta di assistenza sanitaria universale gratuita avanzata dalla sinistra statunitense, N.d.T.] a una grande folla, prevalentemente nera, in una riunione al municipio di Minneapolis, aggiungendo che rifiuta di essere “distratta” da Trump.

La deputata Ocasio-Cortez, affettuosamente conosciuta come AOC, ha organizzato una manifestazione a favore dei migranti nel suo distretto del Queens, New York, il 20 luglio, che ha attirato centinaia di persone. In merito a Trump, durante la manifestazione ha commentato: «Sta usando il razzismo, sta alimentando il suprematismo bianco e sta permettendo, francamente, a un gruppo neonazista di uscirsene senza controllo perché questa è una parte fondamentale del “risveglio della sua base” ».

Ha parlato contro la criminalizzazione degli esseri umani che avviene nei campi di detenzione e a sostegno dei servizi di supporto psicologico di cui i bambini migranti hanno un disperato bisogno.

Le quattro congressiste meritano di essere difese non perché fanno parte del Partito Democratico – che comprende forze di destra che sono anche complici del razzismo – ma perché sono donne di colore che hanno preso una posizione coraggiosa contro la strategia razzista di Trump per dividere e sconfiggere la classe operaia nel suo complesso.

(Traduzione dall’inglese a cura della nostra redazione)

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