Autoritarismo eurocratico contro plebiscitarismo fascista: è la notte della Repubblica

Dichiarazione della Segreteria Centrale di Fronte Popolare

Il fallimento del tentativo di Giuseppe Conte di formare il governo, determinato dal veto opposto dal Presidente della Repubblica Mattarella alla nomina di Paolo Savona al Ministero dell’Economia e delle Finanze, rappresenta una pagina nera per la democrazia italiana. Nonostante il vero e proprio atto di fede europeista compiuto da Savona nelle scorse ore, è prevalsa una censura di merito sulle posizioni euro-critiche con la quale il Presidente della Repubblica ha dato luogo a uno strappo senza precedenti rispetto alle più elementari norme democratiche. Il messaggio è che non esiste nessuna posizione legittimata a esprimersi ai vertici dello Stato, al di fuori dell’ortodossia tecnocratica benedetta da Bruxelles e da Berlino. La demagogia fascistoide della Lega di Salvini viene così legittimata a rappresentare le istanze di cambiamento provenienti da un Paese soffocato dalla crisi economica e prostrato da sette anni di autoritarismo tecnocratico votato all’austerità, impostosi alla guida della Repubblica con il colpo di mano del novembre 2011 da cui nacque il governo Monti e proseguito dai gabinetti Letta, Renzi e Gentiloni.

L’osservanza del Partito Democratico nei confronti di una sottomissione liberticida e classista ai diktat della tecnocrazia europea e alle compatibilità atlantiche, infine incarnata anche dall’atteggiamento tenuto dal Presidente della Repubblica, spiana tragicamente la strada all’autoritarismo di marca neofascista di Salvini, che di fatto non si è mai voluto porre in alternativa reale rispetto al contenuto fondamentale delle compatibilità europee. A nulla è valso il candidarsi del Movimento 5 Stelle a rappresentare quelle stesse compatibilità: il Paese si trova dunque schiacciato sull’imposizione di una continuità della nomenclatura dello “stato profondo” stratificatosi in settant’anni di fedeltà atlantica come unica garante della negazione assoluta, nei confronti del popolo italiano come di tutti i popoli europei, di qualunque libertà di scelta.

La prospettiva di un governo senza fiducia delle Camere che traghetti l’Italia al voto, che sembra profilarsi in questo momento, apre la strada a uno scenario lugubre di degenerazione della dialettica politica verso un’opposizione falsata e mortale per quello che resta della nostra democrazia, con da una parte gli screditati fautori della sottomissione ai diktat europei, in primis Partito Democratico e Forza Italia, e dall’altra gli esponenti di una vera e propria rivoluzione passiva intesa in senso gramsciano, votata a incanalare la collera popolare verso un autoritarismo plebiscitario dai contorni inediti e altrettanto pericolosi, sotto la guida della Lega prima ancora che del M5S.

Contro questi pericoli, per la costruzione di una democrazia reale capace di ereditare e innovare il lascito della Costituzione del 1948, oggi definitivamente soffocato dalla condotta del Presidente della Repubblica, il dovere di tutti i sinceri democratici è quello dell’unità. Alla lotta contro la tecnocrazia arroccata al potere rappresentata da Mattarella e alla resistenza contro l’autoritarismo plebiscitario e comunque sottomesso alle logiche imperialiste rappresentato da Salvini e Di Maio, occorre dare un contenuto di rivoluzione attiva, di trasformazione reale e profonda dell’esistente, che si possa candidare credibilmente a costituire un’alternativa in grado di sanare davvero e in profondità lo stato di putrefazione in cui versa la nostra società e di cui i risultati del 4 marzo sono stati una lampante dimostrazione.

Nel fare appello con forza a sviluppare la piena consapevolezza dell’inadeguatezza in tal senso delle opzioni elettorali avanzate a sinistra in occasione del voto di marzo, Fronte Popolare ribadisce che solo un movimento politico e sociale ampio, serio e in grado di coniugare lo spirito internazionalista con una salda difesa della sovranità nazionale sarà in grado di assolvere a questo compito irrinunciabile.

Dichiariamo da subito la nostra disponibilità a lavorare insieme a tutti i soggetti che vorranno tentare di dar vita alla necessaria unità nella costruzione di un’opzione politica, ma anche elettorale, con queste caratteristiche. Nelle prossime settimane c’impegneremo al massimo delle nostre possibilità per portare questa necessità al centro del dibattito politico a sinistra e per contribuire a superare i tatticismi, gli attendismi e le tendenze all’autoreferenzialità che, in una fase politica così critica, non fanno altro che distrarre dai reali problemi e allontanare la possibilità di produrre a breve tempo una risposta all’altezza dell’emergenza democratica in cui il paese è ormai precipitato.

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