Logistica: viaggio nello sfruttamento e nelle lotte di lavoratrici e lavoratori ai tempi del Covid-19

“Un settore sfuggente, fatto di subappalti e cooperative che durano in media due anni: quando spariscono, spesso lasciano stipendi arretrati e buchi di Tfr e trattamenti previdenziali. Ma anche quando il lavoro c’è, troppo spesso ci sono turni infiniti e infortuni. Difficile perfino fare un conto esatto degli addetti, quando si parla di logistica”, scrive il Sole 24 ore in un articolo del luglio 2019. La logistica, quel comparto dell’economia che impiega oltre 800.000 addetti, consta di 15.000 imprese e genera70 miliardi di fatturato, è fondamentale nell’economia italiana ed in questi giorni torna alla ribalta dopo gli scioperi in Amazon e non solo. È quel terreno su cui il padronato prova tutte le tecniche per sfruttare il lavoratore, tra false cooperative e appalti con il costo del lavoro al minimo. Tuttavia è anche quel campo su cui lo scontro è più duro grazie all’unione dei lavoratori e ai sindacati conflittuali. Oltre lo sciopero per ottenere più sicurezza si dovrebbe chiedere però anche il controllo operaio legale sull’attività per garantire al meglio la sicurezza degli operatori.

Secondo uno studio Unicredit pubblicato nel 2019, le aziende presenti in Italia sono più di 15.000 con un fatturato di oltre 70 miliardi di euro. Il mercato è molto frammentato con la prevalenza di micro imprese (93% con meno di 10 milioni di giro d’affari), con accanto un ristretto numero di realtà industriali di maggiori dimensioni facenti parte di gruppi nazionali ed esteri. Il settore è in crescita (5% annuo) anche per il ruolo che si sta ritagliando l’e-commerce (22% annuo di crescita tra il 2015 e il 2018 per 24 miliardi di fatturato). In un altro studio di Confetra (Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica) nel 2017 si contavano 250.000 addetti solo per l’imballaggio e il magazzinaggio. Sul Giornale della Logistica nel 2018 si poteva leggere che le prime mille aziende in Italia avevano un utile di 864 milioni di euro circa e 36 miliardi di fatturato. Erano aumentate da 121 a 135 le realtà che avevano superato i 50 milioni di fatturato. Effetti anche dell’e-commerce.

Inoltre, proprio a causa dei commerci online, si legge poi nello studio di piazza Gae Aulenti, si richiede di “migliorare l’efficienza e la flessibilità operativa”. In sintesi, diminuiamo ancora di più il costo del lavoro e ricorriamo sempre più a contratti ed appalti non vantaggiosi per il lavoratore.

Come sono quindi le tabelle salariali per la logistica? Vogliono cavare sangue dalle rape?

Lo stipendio medio è di 1340 euro netti al mese, 24.000 lordi annui, ma vi sono differenze in base all’anzianità di servizio. Infatti per chi è assunto da meno di 3 anni lo stipendio è di 21.400 euro lordi, da 4 a 9 è di 25.200 euro, da 10 a 20 è di 30.000 euro lordi e oltre i 20 anni di lavoro è di 32.100 euro lordi. Il salario cambia anche a seconda dei ruoli: per gli addetti alla logistica lo stipendio medio è di 24.000 euro lordi annui, per i responsabili 57.000 euro, per i direttori 83.000 e per i responsabili del magazzino 38.000 euro.

Oltre agli operatori della logistica e ai gestori di magazzino, troviamo anche gli autotrasportatori.

Secondo i dati del 2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in Italia ci sono 87.361 imprese in netta maggioranza con un massimo di 5 veicoli ( circa 52.000 e di questi 27.000 posseggono solo 1 veicolo).

Il comparto ha 250.000 addetti e il contratto prevede uno stipendio di 2000 euro lordi mensili. In Italia secondo il rapporto dell’Anfia ( Associazione nazionale filiera industria automobilistica), nel 2017 si sono trasportate 885,80 milioni di tonnellate di merce per 119,7 miliardi di tkm . Il tkm (tonnellata-chilometro) è un parametro che misura il rapporto tra il peso del carico e i chilometri percorsi e lo si trova nella lettera di vettura (esempio: 5 tonnellate per 200 chilometri corrispondono a 1000 tkm); a volte esso determina il salario del lavoratore con il sistema del cottimo. Nel 2018 ci sono state 230 milioni di spedizioni (350.000 al giorno solo a Milano). L’e-commerce vale da solo 27,4 miliardi di euro (15 miliardi di acquisti prodotti online, il resto servizi) e ha avuto una crescita di 3,8 miliardi rispetto al 2017.

Gli autotrasportatori sono un caso emblematico di come la realtà sfugga a quello che è scritto nei contratti: ci sarebbero infatti da coprire 20.000 posti di lavoro in quel settore, ma ciò non succede. Perché? Ai costi legati al conseguimento della patente di guida C, necessaria per condurre mezzi oltre le 3.5 tonnellate, che viaggiano tra i 4 e i 5.000 euro, il costo della motrice, circa 100.000 euro, la vita lavorativa che porta i conducenti lontano dalle proprie famiglie per molto tempo e la scarsa organizzazione e sicurezza delle strade italiane, si aggiungono le furberie padronali. Vi è infatti un notevole ricorso alla delocalizzazione nell’Est Europa: i dati dicono che ci sono 391.000 mezzi circolanti in Italia, di questi solo il 12 % è di ditte italiane, mentre il 53 % è di società con sede nei Paesi est europei. Il motivo è semplice: le aziende si trasferiscono per la minore tassazione e perché i contratti stabiliscono paghe inferiori anche del 50% rispetto alla media italiana. Ed ecco che l’inchiostro della contrattazione cozza contro la realtà.

Tuttavia i settori della logistica non demordono e lottano per i loro diritti, come dimostrano i recenti scioperi nei magazzini Amazon ma non solo. Rimostranze legate anche all’applicazione del Protocollo di Sicurezza siglato tra Governo e parti sociali il 14 marzo di quest’anno. Il documento dovrebbe servire a garantire la continuità produttiva a determinate condizioni di sicurezza per i lavoratori contro il pericolo del Coronavirus.

L’articolato si esplica in 13 punti e sottopunti. Tra questi troviamo: il possibile controllo della temperatura corporea per i dipendenti in ingresso, l’organizzazione dell’entrata ed uscita dei fornitori in modo tale che abbiano meno contatti possibile con il personale, l’impresa poi deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei luoghi di lavoro. Si aggiunge che deve garantire l’organizzazione degli spazi e dei tempi in modo tale da evitare assembramenti. Vi sono poi le necessità di ridurre al minimo indispensabile gli spostamenti interni nonché sanificare gli spogliatoi. Non solo: i dispositivi di sicurezza sono obbligatori per i lavoratori che non possono stare a meno di un metro di distanza l’uno dall’altro e l’impresa dovrebbe garantire la presenza di detergenti, nel caso prepararli. Inoltre, in presenza di lavoratori con il Covid 19, deve provvedere a isolare l’addetto e i colleghi presenti con lui. L’ultimo punto riguarda poi l’organizzazione di un comitato interno per l’applicazione delle regole del Protocollo.

La crisi del Coronavirus ha fatto esplodere questa contraddizione tra profitti, continuità produttiva e sicurezza, aggiungendola alle problematiche legate a un contratto nazionale firmato da 21 rappresentanze imprenditoriali differenti, un universo che va dalle federazioni degli spedizionieri alla Lega Coop ai sindacati confederali (Filt Cgil, Filt Cisl, Uil Trasporti). Il CCNL Logistica è scaduto il 31 dicembre 2019, quello precedente scadeva nel 2015 ed è stato firmato solamente a dicembre 2017.

In quello vigente viene riconosciuto un aumento medio di 108 euro e l’orario di lavoro fissato a 39 ore settimanali (previo accordo con i rappresentanti sindacali divisibili anche su 4 giorni per un massimo di 4 settimane all’anno e con un risarcimento di 50 euro) con un tetto, compreso straordinari, di 48 ore settimanali. L’esternalizzazione delle attività è possibile solo ad imprese che lo applicano. Viene infine introdotta una clausola sociale che garantisce le tutele precedenti il Jobs Act nel caso di cambio appalto e il divieto di subappalto.

Il settore tuttavia è caratterizzato da rapporti legati a un modello che richiede la maggior flessibilità possibile e quindi la riduzione dei costi del lavoro con annesso sfruttamento. Si nota infatti la forte presenza di appalti e subappalti che coinvolgono la grande distribuzione organizzata e le aziende del settore. Usano il sistema delle cooperative, molte volte fittizie perché ricorrono ai lavoratori dipendenti più che ai soci, che concorrono tra di loro al ribasso sul costo del lavoro. Non solo: capita che nella stesso settore ci siano contratti diversi, a seconda della convenienza, ad esempio commercio, alimentari, logistica e multiservizi.

I lavoratori sono in gran parte stranieri, maggiormente ricattabili ma combattivi. In genere si nota una sindacalizzazione legata inizialmente al sindacato maggioritario nel magazzino ma poi, nel momento di difficoltà, trovano risposte più coerenti nel sindacalismo di base, radicale e conflittuale. Conflitto che diventa necessario data spesso la presenza di ore straordinarie non pagate, full time che sulla carta sono part time, errori in busta paga e mancanza di sicurezza. Dalla seconda metà del 2011, la conflittualità si è così manifestata in un’ondata di lotte che ha coinvolto varie aziende (TNT, DHL, GLS, IKEA, Granarolo, Leroy Merlin) e dal 2015 si è unita a quella dei ciclo-fattorini di Deliveroo, Foodora, Glovo, Just Eat e UberEats che hanno infiammato anche altri paesi europei. La responsabilità di questo clima è anche delle committenze, che pur di risparmiare permettono queste situazioni di sfruttamento e irregolarità.

Tra i casi più eclatanti pre Coronavirus ci sono stati quello a Nogara (Verona) nell’aprile 2017 allo stabilimento HBC Coca Cola Italia Spa, uno dei più grandi d’Europa, che a causa di un cambio d’appalto è stato bloccato per un giorno e mezzo dai presìdi organizzati al cancello e sul tetto, nell’aprile 2019 a Carpiano (Milano), dove i lavoratori GLS sono saliti anche loro sul tetto del magazzino per difendere i colleghi licenziati perché avevano la tessera sindacale sbagliata, alla Movimob (società in appalto per Mondoconvenienza) in cui, oltre al mancato rispetto delle norme di sicurezza che ha causato danni muscoloscheletrici al personale, a 18 driver non venivano riconosciuti gli straordinari e versato un salario inferiore di 400 euro a quanto stabilito da contratto a maggio dello scorso anno.

Vi sono poi le agitazioni ai magazzini Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza) datate 16 marzo 2020 in cui 2000 lavoratori hanno incrociato le braccia per convincere l’azienda a creare la Commissione interna per la verifica del Protocollo Sicurezza, seguiti poi dagli stabilimenti di Torrazza Piemonte (Torino) e Passo Corese (Rieti), legati al contagio del Coronavirus e alla mancata applicazione del suddetto Protocollo.

In questa situazione si nota l’unione dei lavoratori e le richieste di sicurezza in un settore che sembra proporre un livello di conflittualità pre-concertazione. A ciò dobbiamo aggiungere le pretese del mercato di maggior flessibilità per rispondere in maniera più efficiente alle esigenze dell’e-commerce. Risposte che potrebbero comportare per gli oltre 800.000 operatori logistici ancora più inadempimenti rispetto ai contratti, ancora più sfruttamento, ancora più straordinari dovuti e non pagati e ancora cambi d’appalto con conseguenti perdite economiche. A tutto questo possono esserci risposte.

Gli scioperi devono rappresentare un volano per chiedere di più: ad esempio che i lavoratori abbiano un potere legale di controllo e indirizzo sulla produzione per evitare che si facciano straordinari evitabili, per consegnare il prima possibile il maglioncino per il cane ad esempio, e per far sì che questo potere possa garantire maggiore sicurezza sui posti di lavoro e migliori trattamenti in caso di cambio appalto. Non solo: una classe operaia forte può chiedere anche maggiori garanzie reddituali in caso di riduzione delle ore di lavoro. Le multinazionali, grazie alla libera circolazione dei capitali all’interno dell’UE, trasferiscono le sedi nelle nazioni con minore o nulla tassazione sulle operazioni dei capitali: basterebbe mettere in quarantena i miliardi dei padroni,che esistono solo grazie al lavoro dei salariati a 1300 euro al mese. Inoltre una molto ristretta minoranza degli italiani possiede una parte molto rilevante del patrimonio nazionale. Perché non tassarli per prendere le risorse anche per sostenere le garanzie al reddito dei lavoratori?

Che usino il potere che hanno a disposizione per migliorare la loro condizione e quella di tutta la società. Controllo operaio ora!

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LINK

Dati economici

https://www.jobbydoo.it/stipendio/addetto-logistica

https://www.ilgiornaledellalogistica.it/news/aziende/speciale-la-classifica-dei-primi-mille-operatori-di-servizi-logistici-in-italia-edizione-2019/

https://www.fercam.com/it/blog/tipologie-di-operatori-logistici–2-2072.html

https://blog.osservatori.net/it_it/mercato-logistica-conto-terzi-italia

https://logisticamente.it/Articoli/11140/logistica-cresce-anche-il-mercato-del-lavoro/

Trasporto e tipo di merci feb 19

https://www.ilgiornaledellalogistica.it/management/fedespedi-tutti-i-numeri-delle-aziende-di-spedizione-italiane/

https://www.unicreditgroup.eu/it/press-media/news/2019/il-settore-logistica—trasporto-merci-in-italia-ed-in-campania-.html

https://www.themeditelegraph.com/it/transport/road-rail-air-transport/2018/10/28/news/fuga-dall-autotrasporto-l-italia-cerca-20-mila-autisti-1.38081474

Regole

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/news-protocollo-14-marzo-sicurezza-lavoratori-covid-19-2020.html

https://www.ipsoa.it/documents/lavoro-e-previdenza/sicurezza-del-lavoro/quotidiano/2020/03/23/coronavirus-sicurezza-lavoro-regole-adempimenti-regola

Contratti

https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/13031-ccnl-logistica-trasporti-confetra-2018.html

https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/13031-ccnl-logistica-trasporti-confetra-2018.html#paragrafo2

https://www.fercam.com/it/blog/cose-il-contratto-di-logistica–2-2065.html

Scioperi

https://ilmanifesto.it/amazon-lo-sciopero-per-la-sicurezza-va-avanti/

https://www.rassegna.it/articoli/prima-la-salute-sciopero-in-amazon

https://www.modenatoday.it/economia/sindcati-blocco-logistica-24-marzo-2020.html

https://www.ilsole24ore.com/art/la-giungla-coop-subappalti-e-consorzi-affossano-logistica-ACrnaER

https://www.globalproject.info/it/in_movimento/sulle-lotte-nella-logistica-appunti-per-un-sindacalismo-conflittuale/21753

https://volerelaluna.it/wp-content/uploads/2019/10/TALPA-logistica-03.pdf

https://volerelaluna.it/

Attività aperte

https://www.ilsole24ore.com/art/ecco-nuova-lista-produzioni-chiudere-l-emergenza-coronavirus-ADoSknF

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